Ivan Barlafante / Federico De Leonardis – 45° 27′ 22″ N 12° 23′ 10″ E

Venezia - 12/05/2017 : 25/06/2017

L’isola del Lazzaretto Nuovo ospiterà lungo il viale dei gelsi secolari e nei grandi spazi aperti all’interno della cinta muraria, una mostra d’arte contemporanea degli artisti Ivan Barlafante Federico e De Leonardis, organizzata in collaborazione con la Galleria Michela Rizzo.

Informazioni

Comunicato stampa

A partire da venerdì 12 maggio l’isola del
Lazzaretto Nuovo ospiterà lungo il viale dei gelsi secolari
e nei grandi spazi aperti all’interno della cinta muraria,
una mostra d’arte contemporanea degli artisti
Ivan Barlafante Federico e De Leonardis, organizzata in collaborazione
con la Galleria Michela Rizzo.
L’iniziativa si svolge nell’ambito di un progetto
generale di attività, condotto ormai da molti anni dall’associazione
Ekos Club Onlus, concessionaria dell’isola, in
collaborazione con altri Enti ed Istituzioni, che ha portato
ormai al pieno recupero del Lazzaretto Nuovo come area
di grande importanza storica e naturalistica nella Laguna
Nord di Venezia



Ivan Barlafante e Federico De Leonardis lavorano
relazionandosi con lo spazio che li ospita, un’isola che fu
monastero benedettino nel medioevo e che dal 1468 fu
adibita luogo di quarantena per le navi della Serenissima
e per le merci, provenienti dall’Oriente, sospette di peste.
Fu detta “Lazzaretto Novo” per distinguerlo
dall’altro, il “vecchio” (1423), dove erano invece confinati i
casi manifesti di malattia.
Imponenti edifici, come il cinquecentesco Tezon
Grande (il più grande edificio storico di Venezia dopo le
Corderie dell’Arsenale) che ancora conserva alle pareti
scritte e disegni originali di navi ed equipaggi arrivati da
località mediterranee, oltre a documenti e reperti, testimoniano
questa funzione sanitaria. Utilizzata per scopi
militari nel 1800 e nel 1900, fu circondata da mura con feritoie,
corpi di guardia e grandi bastioni esterni, dove oggi
si svolge la passeggiata naturalistica lungo le “barene”.

Ivan Barlafante interviene ponendosi sul labile
confine tra dimensione naturale e dimensione spirituale.
Gli elementi naturali non sono definizione di qualcosa
che chiede di essere tradotto. Trascendono da sé per
costruire una dimensione in cui la comprensione non è
analogica ma passa attraverso lo stupore.
Federico De Leonardis interviene ricercando nel
parco di quest’isola un equilibrio tra la presenza e l’assenza,
che è affidata alla memoria storica ed evocata attraverso
opere che si compongono di resti e scarti che
lui ricerca e raccoglie con minuzia nell’ambiente a lui più
famigliare, le cave di marmo.

Abbandonata per alcuni anni, l ‘isola è stata recuperata
recentemente grazie ai lavori del MiBACT e all’azione
di associazioni di volontari.
La mostra che da maggio viene ospitata, si inserisce
nella prospettiva di recupero e di rilancio di questo
patrimonio storico-culturale e naturalistico di grande fascino
e di grande importanza per la storia di Venezia e
della sua Laguna.