Il cinema di Ugo La Pietra

Milano - 05/02/2015 : 05/02/2015

Triennale Design Museum, in occasione della mostra Ugo La Pietra. Progetto disequilibrante (aperta fino al 15 febbraio), presenta Il Cinema di Ugo La Pietra con un’introduzione di Gianni Canova.

Informazioni

  • Luogo: TRIENNALE DESIGN MUSEUM
  • Indirizzo: Viale Emilio Alemagna 6 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 05/02/2015 - al 05/02/2015
  • Vernissage: 05/02/2015 ore 18,30
  • Autori: Ugo La Pietra
  • Generi: serata – evento, cinema
  • Biglietti: ingresso libero
  • Uffici stampa: SEC

Comunicato stampa

Triennale Design Museum, in occasione della mostra Ugo La Pietra. Progetto disequilibrante (aperta fino al 15 febbraio), presenta Il Cinema di Ugo La Pietra con un’introduzione di Gianni Canova.

Tutto il cinema di Ugo la Pietra si inserisce nelle correnti artistiche e di ricerca storicizzate come “Arte nel sociale” e “Architettura radicale”.
La Pietra ha partecipato negli anni Settanta e Ottanta alle rassegne nazionali e internazionali dedicate al Cinema d’Artista vincendo il I Premio al Festival Internazionale del Cinema di Nancy nel 1975 con il film La grande occasione



Il Centre George Pompidou ha editato e sponsorizzato nel 1977 il film La riappropriazione della città mentre la Triennale di Milano, oltre al film La grande occasione (prodotto nel 1973 con il supporto di Abet Print) ha editato e sponsorizzato i film Spazio Reale Spazio virtuale del 1979 e Interventi pubblici per la città di Milano del 1979.

Apre la rassegna Spazio reale Spazio virtuale che vede tra i protagonisti Gae Aulenti, Vittorio Gregotti, Andrea Branzi, Bruno Munari, Nanda Vigo, Virgilio Vercelloni, Enzo Mari, Gianfranco Bettetini, Aldo Grasso, Costantino Bardi, Alessandro Mendini, Pierluigi Nicolin, Gillo Dorfles, Davide Mosconi...
Seguono i film: La riappropriazione della città, Interventi pubblici per la città di Milano, Per oggi basta, Il Monumentalismo, La ricerca della mia identità, La grande occasione.

Lungi dall’essere un’esperienza estemporanea, il cinema rappresenta un momento chiave nel percorso progettuale di Ugo La Pietra, sia perché riflette problematicamente sulle dinamiche che muovono il lavoro dell'autore sia perché svela in modo sorprendente alcune inattese parentele fra il cinema stesso e il design.