Festival delle Orestiadi 2013

Gibellina - 26/06/2013 : 23/07/2013

Il Festival delle Orestiadi giunge alla sua XXXII edizione. Trentadue anni e li dimostra tutti, vorrei dire, una longevità unica in Italia che, nonostante le difficoltà, mantiene giovane lo spirito come nel lontano 1981, anno della sua nascita.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE ORESTIADI
  • Indirizzo: Baglio Di Stefano - Gibellina - Sicilia
  • Quando: dal 26/06/2013 - al 23/07/2013
  • Vernissage: 26/06/2013 ore 20,30
  • Generi: performance – happening, serata – evento, teatro
  • Biglietti: intero € 10 ridotto € 8 ideanet € 8

Comunicato stampa

Il Festival delle Orestiadi giunge alla sua XXXII edizione. Trentadue anni e li dimostra tutti, vorrei dire, una longevità unica in Italia che, nonostante le difficoltà, mantiene giovane lo spirito come nel lontano 1981, anno della sua nascita. Lo dichiariamo tutti noi che qui lavoriamo con amore tutto l’anno e che ci prendiamo cura di questo magico giardino di poeti. Un viaggio magnificamente raccontato nel libro di Valentina Garavaglia, L’EFFIMERO E L’ETERNO. L’ESPERIENZA TEATRALE DI GIBELLINA, che con orgoglio qui presentiamo

Sono molte le collaborazioni che, al di là dei singoli spettacoli, sanciscono la volontà delle Orestiadi di creare dialogo e sviluppo progettuale, con un programma rivolto non solo agli spettatori ma anche agli allievi di scuole di musica, danza, teatro e arti visive applicate alla scena. Continua il percorso che mette insieme più arti e che si nutre del dialogo sempre affascinante tra creatori e poeti che non amano i confini espressivi e continua a crescere il numero di artisti di rilevanza nazionale ed europea che saranno ospitati per la prima volta dal nostro Festival. Virgilio Sieni, Laura Curino, Roberto Castello, Esteve Soler, Gabriele Vacis, Carles Fernandez Giua, Fernando Suels Mendoza, Aymeric Aude, Karin Lambrechtse, Mirco Campigotto, Ekodance Project Dancers, e il giovane gruppo umbro di Opera tra gli altri. E i graditissimi ritorni dei visionari Rezza\Mastrella e Teatri Alchemici di Palermo, qui con la Compagnia Dada. E oltre che dall’Italia, abbiamo il piacere di ospitare artisti provenienti dalla Spagna, dalla Germania, dall’Olanda che danno il valore internazionale a un Festival che si nutre di confronto, dialogo e incontro tra popoli, come è nel codice etico della Fondazione Orestiadi. Continua con orgoglio il nostro lavoro sul territorio secondo progetti che ci legano sin dall’ideazione a importanti istituzioni artistiche siciliane e italiane, con l’ambizione di non sentirsi soli e in grado di tessere relazioni, dare vita a orizzonti allargati e complessi con iniziative che non sono solo performative, ma raccontano anche di percorsi originali e necessari, fatti anche di pensiero e riflessione sull’arte. Continua la nostra ospitalità come valore assoluto e originario di questa esperienza unica che crede nel suo privilegio di essere un’isola felice da sempre dedicata alla ricerca, alla sperimentazione, alla contemporaneità. In una città che ha avuto il merito e l’onere di costituirsi - oserei dire, in metafora - da sempre parte civile in un processo contro l’indifferenza e il rischio di un disinteresse culturale diffuso. E’ un momento questo di dura lotta e di sopravvivenza per noi e per molti Festival siciliani. Vorremmo tutti noi - artefici di una resistenza estrema - augurarci un mondo migliore, in cui essere considerati finalmente una importante risorsa, e portatori di intelligenza e sensibilità. Una indicazione che rimane per noi il grande lascito di Ludovico Corrao, a cui tenere fede nonostante tutto. L’inaugurazione della XXXII edizione del Festival delle Orestiadi è programmata per il 26 giugno 2013 - giorno della nascita del nostro fondatore - con il prezioso OMAGGIO A LUDOVICO CORRAO di e con Emilio Isgrò, e con il primo dei tre concerti del Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini di Palermo secondo un progetto complessivo che ha per titolo CONVERSAZIONI CON FRANCESCO PENNISI, compositore che ha disegnato traiettorie importanti nell’evoluzione della musica del nostro tempo. E’ un ritorno a Gibellina di un compositore siciliano che musicò nel 1991 L’esequie della luna, opera su testo di Roberto Andò dal poeta Lucio Piccolo.
Laura Curino è ospite delle Orestiadi il 29 giugno, per la prima volta con il suo spettacolo storico, CAMILLO OLIVETTI, ALLE RADICI DI UN SOGNO, regia di Gabriele Vacis. Lo spettacolo racconta il pioniere, l’inventore, l’anticonformista capriccioso e geniale che fonda, agli inizi del Novecento, la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere.
CONTRO L’AMORE e I NEED LITERATURE TO SURVIVE qui presentato in prima nazionale come primo estratto, sono due atti unici che verranno rappresentati in unica serata il 4 luglio, in una produzione del Festival “Quartieri dell’Arte” di Viterbo, diretto da Gian Maria Cervo che ha avviato una ricerca da qualche anno sulla drammaturgia di Esteve Soler, uno dei drammaturghi catalani più rappresentati all’estero, qui in due lavori diretti da Carles Fernandez Giua, lavori prodotti in collaborazione con la Compagnia La Conquesta del Pol Sud (Spagna). Questa ospitalità avvia anche una collaborazione tra le Orestiadi e il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, con l’interpretazione degli attori della scuola diretta da Giancarlo Giannini. Presentiamo anche due spettacoli del gruppo OPERA, di Terni, ensemble che ha fatto parte della bellissima Officina Valdoca di Cesena. Il primo che prende lo stesso titolo della Compagnia indaga ciò che ha nutrito una ricerca non appartenente solo al teatro, ma alla pittura, alla scultura e tutte le arti che intendono, sapendo di fallire, modificare o reinventare il mondo. SONNO nasce dalla frequentazione di due mondi, quello visivo del pittore del ‘700 Francisco Goya e quello visionario del Macbeth di Shakespeare. Il lavoro di Opera, pluripremiato all’estero, trova una perfetta collocazione nel nostro Festival che da sempre
indaga le varie connessioni tra le arti espressive. La musica e la danza continuano ad essere protagoniste con SONATE BACH, di fronte al dolore degli altri, coreografia e regia di Virgilio Sieni, con la musica di Bach eseguita dal vivo. Lo spettacolo di Sieni - 11 coreografie che deflagrano nel gesto del dolore e della pittura, e ci rammentano altrettanti avvenimenti tragici accaduti nei conflitti recenti: da Sarajevo a Kabul, - è stato considerato ‘una tra le sedici coreografie che hanno fatto la storia del novecento’. DI FRONTE AGLI OCCHI DEGLI ALTRI, duetti improvvisati di e con Virgilio Sieni è il secondo spettacolo commovente e vibrante, di una grazia e di una delicatezza toccanti. Il titolo dello spettacolo si ispira al libro di Susan Sontag Davanti al dolore degli altri, riflessione sul senso della bellezza nella fotografia come documento degli eventi tragici. Il 17 luglio Teatri Alchemici di Palermo presenta la Compagnia Dadalchemici, nata dall’intenso e felice lavoro condotto da Luigi DI Gangi e Ugo Giacomazzi con i ragazzi down, attori e protagonisti di molte esperienze di ricerca e che qui presentano Proletèr, il racconto della ri-apertura di un ristorante occupato, meta prediletta di artisti che con le loro strampalate creazioni danno vita a un sogno di rinascita. E ancora musica e danza in CARNE TRITA, concerto per voce e danza, una coreografia teatrale di Roberto Castello, una delle voci più importanti della danza contemporanea italiana. Lo spettacolo è un concerto - una composizione di movimenti, visi, gesti e voci - che utilizza la figura umana per uno stralunato, e tutto sommato divertito, inno all’insensatezza del destino. Un ritorno a noi caro, il nuovo spettacolo di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, FRATTO X, uno spettacolo mai scritto, in un habitat ricco di suggestioni fotografiche. Le immagini raccontano la strada che corre e l’impossibilità di agire. FRATTO X con la solita sferzante ironia presenta due persone che discorrono sull’esistenza. Si chiude infine con ABRAÇO, un interessantissimo progetto coreografico e teatrale ideato da Santina Franco che mette insieme la forza visionaria di diversi coreografi italiani ed europei, molto diversi nell’iscrivere il loro sentire nello spazio, ma che nell’abbraccio del titolo intende lavorare a un percorso comune nel tema, quell’immagine di una danza comune che Matisse dipinse come simbolo del tenersi per mano in un girotondo arcaico. Vi aspettiamo numerosi, come ogni anno, per vivere insieme le emozioni che gli artisti ci doneranno sotto l'incantevole luna di Gibellina.

Claudio Collova
direttore artistico