E-Straordinario – Ettore Favini

Varese - 18/06/2014 : 18/06/2014

La Fondazione Ermanno Casoli realizza, con l’azienda leader mondiale nel campo dell’intralogistica Jungheinrich, un nuovo progetto di formazione nell’ambito di E-STRAORDINARIO. È l’artista Ettore Favini a svolgere il ruolo di docente del workshop dal titolo Oggetti Sociali.

Informazioni

Comunicato stampa

ic et Nunc e Fondazione Ermanno Casoli
in collaborazione con Jungheinrich



presentano



Ettore Favini

Oggetti Sociali



progetto formativo con un gruppo
di manager di Jungheinrich

nell’ambito del programma di formazione

E-STRAORDINARIO

a cura di Marcello Smarrelli



Varese, Villa Panza di Biumo

mercoledì 18 giugno 2014





La Fondazione Ermanno Casoli realizza, con l’azienda leader mondiale nel campo dell’intralogistica Jungheinrich, un nuovo progetto di formazione nell’ambito di E-STRAORDINARIO, il programma ideato dalla Fondazione e già sperimentato con successo in diverse realtà industriali, nato con l’obiettivo di portare l’arte contemporanea nel mondo aziendale quale strumento privilegiato per creare ambienti di lavoro sensibili al cambiamento e all’innovazione.

È l’artista Ettore Favini, mercoledì 18 giugno 2014, a svolgere il ruolo di docente del workshop dal titolo Oggetti Sociali a cui partecipano 15 manager dell’azienda Jungheinrich – filiale italiana della multinazionale tedesca Jungheinrich AG, leader nella logistica di magazzino in Europa che opera in Italia da oltre 50 anni – attivi nella progettazione di sistemi logistici integrati.

L’iniziativa, che si svolge a Varese presso Villa Panza di Biumo, è curata da Marcello Smarrelli, direttore artistico della FEC, in collaborazione con Giovanni Boano, managing partner della società Hic et Nunc, specializzata in formazione e sviluppo delle risorse umane.

IL PROGETTO

Il progetto nasce dall’esigenza dell’azienda di favorire la coesione fra i partecipanti, con un’esperienza lavorativa di lungo corso, stimolando la capacità di indirizzare l’impegno individuale verso un obiettivo comune, favorendo pratiche di collaborazione e lavoro di squadra. L’attenzione al metodo di creazione dell’opera d’arte, esito finale del workshop, e la documentazione delle dinamiche interne al gruppo, filtrati dallo sguardo dell’artista, sono gli elementi fondanti del progetto Oggetti Sociali, che s’inserisce nell’ambito del programma formativo di Jungheinrich, dal titolo Logistics Systems Build Together.

Dichiara Cecilia De Bellis, responsabile per Jungheinrich dello sviluppo del progetto: “Intralogistica ed arte contemporanea: un connubio azzardato? Forse ma, lasciando da parte le distanze tra le due realtà, sicuramente ciò che le accomuna è il concetto di innovazione e cambiamento. Lo spirito che vogliamo apportare all’interno del nostro percorso formativo è proprio questo: alla luce di una nuova organizzazione aziendale, dobbiamo parlare nuovi linguaggi e creare nuove metafore di collaborazione. Il progetto con Ettore Favini ci ha suggerito questo. Sperimenteremo l’arte contemporanea applicata all’azienda e ci auspichiamo che questa esperienza ci aiuti a trovare nuove strade di comunicazione”.

LA GIORNATA DI FORMAZIONE

I partecipanti, guidati da Ettore Favini, saranno impegnati a progettare un’installazione che includerà una serie di oggetti personali dei dipendenti. Nei giorni di preparazione al workshop hanno individuato un oggetto a cui sono particolarmente legati, dal quale dovranno separarsi, inserendolo in una confezione che lo rende anonimo. Il workshop inizierà con l’apertura delle scatole contenenti gli oggetti e, dopo una discussione su di essi, progetteranno una scaffalatura in cui collocare gli oggetti stessi, seguendo una gerarchia e una posizione nata dalla giornata di confronto. L’installazione sarà successivamente realizzata e collocata nell’azienda, diventando così una nuova opera del museo d’arte contemporanea diffuso che la FEC sta costruendo in collaborazione con tutte le aziende coinvolte nell'attività di E-Straordinario.

Dai numerosi stimoli provenienti dal workshop, e in particolare dall’interazione tra artista e dipendenti, il trainer trarrà tutte le metafore utili per l’attività di formazione successiva, durante la quale Giovanni Boano tradurrà l’esperienza artistica in comportamenti agibili nel contesto aziendale.