Correr el telón

Roma - 19/11/2014 : 17/12/2014

Il titolo dell’esposizione, "Correr el Telón", allude precisamente alla scoperta o visualizzazione dei pensieri più profondi, nell'evidenziare l'interno e l'esterno delle persone che hanno dovuto lasciare la propria vita, la casa, la terra, il contesto ed iniziare una nuova vita in spazi che non gli appartengono.

Informazioni

  • Luogo: REAL ACADEMIA DE ESPANA
  • Indirizzo: Piazza San Pietro in Montorio, 3 00153 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 19/11/2014 - al 17/12/2014
  • Vernissage: 19/11/2014 ore 18
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 21

Comunicato stampa

Dentro dei progetti che la Colombia promuove nell'ambito del "Piano di Promozione della Colombia all'Estero", tramite il quale le manifestazioni culturali ed il talento dei migliori artisti del Paese approdano ai più importanti scenari del mondo, le artiste Ana María Rueda e Luz Ángela Lizarazo presentano a Roma una mostra sulla problematica dello sfollamento, non solo in Colombia, ma bensì da una prospettiva internazionale. Da un'ottica meramente artistica plasmano con grande sensibilità i desideri, le necessità ed il vissuto delle persone che hanno patito questo flagello.

Artiste: Ana María Rueda e Luz Ángela Lizarazo


Organizza: Ambasciata di Colombia in Italia.

Il titolo dell’esposizione, "Correr el Telón", allude precisamente alla scoperta o visualizzazione dei pensieri più profondi, nell'evidenziare l'interno e l'esterno delle persone che hanno dovuto lasciare la propria vita, la casa, la terra, il contesto ed iniziare una nuova vita in spazi che non gli appartengono. Il titolo allude, indirettamente, a quelle che sono le funzioni dell’arte: illuminare, presentare, mostrare, portare alla luce, e diventa concreto nelle opere che hanno un carattere particolare.

La serie fotografica esposta da Ana María Rueda è una riflessione sul problema dello sfollamento forzato a partire dal concetto delle costellazioni celesti come guida di viaggio e di immagini come guizzi di luce. L'artista ha realizzato una serie di laboratori con sfollati, nei quali ogni partecipante ha immaginato la costellazione personale che ha dato loro la forza interiore per continuare il cammino. Questo progetto guarda il problema dalla prospettiva dell'arte, mediante pratiche fotografiche e di relazione, incamminato verso la formazione della memoria collettiva e individuale, e cerca di creare un immaginario che renda visibile il problema da una prospettiva nello stesso tempo intima e poetica.

Luz Ángela Lizarazo presenta le sue opere intitolate Xenogamia-Mudanza-Invisibles e Top Manta. Xenogamia è l’impollinazione tra fiori di diversi individui di una stessa specie, il dizionario dice anche che la “Xenogamia” o impollinazione incrociata, offre alle piante una grande variabilità genetica, con le più alte possibilità di adattarsi a nuovi ambienti, competere con altre specie ed occupare nuove posizioni ecologiche. Secondo il modo di vedere dell'artista, è simile alla sensazione che le produce il vedere e l’intendere i processi delle migrazioni, la maniera come le culture si mescolano, anche se vi è implicita la sofferenza e il respingimento di alcune società che vedono in coloro che arrivano una minaccia. L'artista riprende il pettine usato per indossare la mantiglia, simbolo dell'identità spagnola ed interviene su di esso con immagini tradizionali proprie delle culture predominanti nel nuovo paesaggio spagnolo, compiendo un viaggio immaginario dall'Africa alla Cina, passando dall'India e da alcuni Paesi latinoamericani, che rimane plasmato nelle fotografie digitali.

“Mudanza” si riferisce agli sfollamenti come fenomeno universale, ripercorrendo la storia dell'umanità. Sono 33 disegni ad acquarello che rappresentano diversi momenti dello sfollamento in differenti luoghi del mondo, dalla guerra civile spagnola fino agli sfollati colombiani a causa della violenza. In alcuni disegni, l'immagine si ripete lasciando il vuoto della persona.

“Invisibles” sono ritratti ad acquarello d’immigranti che, come mezzo di sostentamento, i fine settimana si travestono da personaggi Disney. Sotto questi travestimenti occultano la propria identità, sogni e desideri. Anche in Top Manta sono riflesse le lotte degli immigranti per cercare un mezzo di sussistenza.