Natale in anticipo. Strenne editoriali guardando gli artisti italiani

Quinta serie di consigli editoriali per gli amanti dell’arte. Questa volta si parla di artisti italiani, da Marinetti fino ai più giovani, passando per Blu e Morandi.

Mancano dieci giorni a Natale. Dopo i romanzi, i biopic, l’arte antica e gli artisti internazionali, lo sguardo si posa sugli artisti italiani. Si comincia con un inedito di Marinetti e si procede via via verso i più giovani, fino a Blu, di cui non si conosce l’identità e quindi la data di nascita.

Marco Enrico Giacomelli

1. MARINETTI TATTILISTA

Filippo Tommaso Marinetti Tattilismo (FVE, Milano 2020)

Fermi tutti: nessuno sta dicendo che, dopo il Futurismo nel 1919, Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) abbia lanciato un nuovo movimento due anni dopo, nominato Tattilismo. Il documento inedito proposto dalla casa editrice milanese non è per questo meno importante: la scena è ancora una volta Parigi, in particolare il Théâtre de l’Oeuvre, la data è il 14 gennaio 1921. L’Europa continua a essere squassata dai postumi di una guerra devastante ma l’adrenalina interventista è scemata. L’agitatore italiano sembra introvertirsi, lavora sulla propriocezione, racconta di aver sottoposto “il mio tatto ad una cura intensiva”. Ne nasce una “scala educativa del tatto, che è nello stesso tempo una scala di valori tattili”. Una lettura istruttiva in questo periodo di distanziamento sociale, al netto dell’interesse storico.

Filippo Tommaso Marinetti – Tattilismo
FVE Editori, Milano 2020
Pagg. 60, € 13
ISBN 9788894516029
www.fveditori.it

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2. GIORGIO MORANDI A 130 ANNI DALLA MORTE

Marilena Pasquali – Giorgio Morandi (Gli Ori, Pistoia 2019) __ Massimo Maiorino – Il dispositivo Morandi (Quodlibet, Macerata Roma 2019)

Questo libro è una summa del lavoro trentennale che Marilena Pasquali ha dedicato a Giorgio Morandi (1890-1964) e alla sua opera. Una vicinanza che si è tradotta nella fondazione e direzione, fino al 2001, del Museo Morandi di Bologna; nella presidenza del Centro Studi Giorgio Morandi di Bologna; nella presidenza del Comitato per il Catalogo delle Opere di Morandi. Insomma, senza l’autorevole voce di Marilena Pasquali non si va molto lontano, volendo approcciarsi all’opera del pittore felsineo. Questo non significa che non siano possibili altre voci. Significa però che quella della Pasquali va ascoltata e studiata, senza se e senza ma. La summa, dunque: è articolata in tre parti, a partire dall’approccio cronologico de La vita e l’opera, per passare alla trattazione sincronica in I temi, i luoghi, il metodo, la poesia (qui ci permettiamo un consiglio: leggete le pagine su L’incontro fra Giorgio Morandi e Dino Campana, e naturalmente quelle su Affinità, tangenze, assonanze. L’arte contemporanea e Morandi, che fra l’altro è uno dei quattro saggi inediti contenuti nel volume) e chiudere con La critica e la ricerca. Quanto al legame fra il metodo di lavoro di Morandi e l’attuale situazione di “reclusione” che tutti noi stiamo vivendo, beh, considerate che il Nostro ha dipinto praticamente ogni sua opera in due soli luoghi: lo studio in via Fondazza a Bologna e la casa di Grizzana. Per intenderci ancora meglio: si narra che amasse infinitamente il cinema ma che i film non li vedesse mai, bensì se li facesse raccontare dai propri studenti per non doversi recare nelle sale di proiezione.
Dicevamo di altre voci possibili. Una mostra al Museo Novecento di Firenze si è concentrata sul rapporto fra Morandi e Roberto Longhi. Uno scritto di quest’ultimo, pubblicato nel 1964, si intitolava Exit Morandi, e così s’intitolava sia la mostra fiorentina che uno dei capitoli del libro di Massimo Maiorino, il quale compie una cavalcata assai studiata dal 1934 al 2018 per tracciare una storia della ricezione dell’opera morandiana. Una lettura che si avvale della lezione di Gilles Deleuze, in particolare della nozione di dispositivo: “La feconda pluralità linguistica dell’opera di Morandi offre delle linee di soggettivazione, che producono all’interno della sua letteratura artistica delle continue oscillazioni critiche”, scrive Maiorino. Ricezioni addirittura contraddittorie, da parte della critica e anche da parte degli artisti che l’hanno seguito.

Marilena Pasquali – Giorgio Morandi
Gli Ori, Pistoia 2019
Pagg. 312, € 35
ISBN 9788873367307
www.gliori.it

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Massimo Maiorino – Il dispositivo Morandi
Quodlibet, Macerata-Roma 2019
Pagg. 224, € 19
ISBN 9788822902559
www.quodlibet.it

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3. ALBERTO SAVINIO ALFABETICO

Ester Coen (a cura di) – Savinio A Z (Electa, Milano 2020)

Per definizione, il modello dell’enciclopedia si può applicare a qualsiasi (s)oggetto. È tuttavia altrettanto evidente che alcuni si prestano meglio di altri a quest’esercizio di smembramento tendenzialmente totalizzante. Ha per ciò ragione la curatrice del volume, Ester Coen, quando indica in Alberto Savinio (1891-1952) una cavia ideale, grazie alla sua “realtà iridata e polifonica”,  che ben si sposa con la polifonia restituita dalla trentina di estensori delle 107 voci che compongono questo Savinio A-Z. Estensori che, assecondando la molteplicità di interessi dello stesso Savinio, sono studiosi e rappresentanti di ambiti disciplinari assai variegati: ci sono, va da sé, gli storici dell’arte, ma anche musicologi e filosofi, storici del teatro e della letteratura. E, per complicare ulteriormente la situazione, alcune delle voci sono compilate… dallo stesso Savinio.

Ester Coen (a cura di) – Savinio A-Z
Electa, Milano 2020
Pagg. 360, € 34
ISBN 9788892820296
www.electa.it

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4. MIMMO ROTELLA BY GERMANO CELANT

Germano Celant (a cura di) Rotella 1962 1973 (Skira, Milano 2020)

Secondo volume (ma terzo tomo) del catalogo ragionato di Mimmo Rotella (1918-2006), presumibilmente l’ultimo curato dal compianto Germano Celant, che avrebbe dovuto seguirne la pubblicazione sino al termine dell’immane impresa – immane perché con queste ulteriori 720 pagine si arriva soltanto al 1973, e ben si sa quanto fosse prolifico l’artista originario di Catanzaro. La collana è quella prestigiosa degli Archivi dell’arte di Skira, qui in collaborazione con il Mimmo Rotella Institute: dunque, volume rilegato custodito in un cofanetto. All’interno, un ampio saggio d’apertura dello stesso Celant, Dal collage al décollage, dall’artypo al frottage, ampliamento delle pagine già lette nel catalogo della grande mostra del 2014 al Palazzo Reale di Milano; ben 250 pagine di Cronologia ampiamente illustrata; e poi il cuore del volume, ovvero il Regesto delle opere. Minuscolo al confronto ma estremamente importante per gli appassionati, i mercanti e i collezionisti, il volumetto spillato che contiene Integrazioni e aggiornamenti.

Germano Celant (a cura di) – Rotella 1962-1973
Skira, Milano 2020
Pagg. 720, € 320
ISBN 9788857242705
www.skira.net

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5. GIANNI BERENGO GARDIN SI RACCONTA

Gianni Berengo Gardin – In parole povere (Contrasto, Milano 2020)

Quando i tedeschi occuparono la città [Roma, N.d.R.], intimarono alla popolazione di portare in questura, insieme alle armi, anche tutti gli apparecchi fotografici. […] Quella volta, invece di consegnarla la presi e andai in giro per la città a scattare fotografie, le prime della mia vita. Pensai che se i tedeschi non volevano che usassimo le macchine fotografiche, queste dovevano avere certamente un grande potere. Era ancora presto ma forse già intuivo il valore di documento e di testimonianza visiva che una fotografia poteva avere. La macchina fotografica sarebbe stata il mezzo che ci avrebbe permesso di non dimenticare e di denunciare. Comprai due o tre rullini e li usai, anche se all’epoca era già proibito fotografare in giro per la città. […] Realizzare quelle immagini fu il mio modo per protestare. Passarono però ancora diversi anni prima di capire che la fotografia sarebbe diventata per me più che un gesto di protesta improvvisato”. Duecento pagine di questo tenore: è l’autobiografia di Gianni Berengo Gardin (1930).

Gianni Berengo Gardin – In parole povere
Contrasto, Milano 2020
Pagg. 208, € 22,90
ISBN 9788869657818
www.contrastobooks.com

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6. ENZO MARI: FALCE E MARTELLO

Enzo Mari – Falce e martello (Humboldt Books, Milano 2020)

Il 9 aprile 1973 la Galleria Milano inaugura la sua nuova sede in via Manin con la mostra Falce e martello di Enzo Mari (1932-2020). Il 15 marzo dello stesso anno, Mari pubblica il manifesto omonimo, che consta di 15 righe e di alcune pagine di note in forma di testo e immagini. Nel 2020, l’anno in cui Mari muore – a un giorno di distanza dalla compagna Lea Vergine –, la medesima galleria ricostruisce la stessa mostra. Un reenactement che ha uno strano sapore, inevitabilmente, mentre alla Triennale di Milano si celebra lo stesso Mari con una grande mostra curata da Hans Ulrich Obrist – un sapore perturbante, come e più di quanto capitato quando Germano Celant riallestì a Venezia la mitica mostra When Attitudes Become Forms. Il libro fa la spola come nel fort/da di Freud e Lacan, tra fotografie vecchie e nuove, le parole di Nicola Pellegrini, Bianca Trevisan e Riccardo Venturi.

Enzo Mari – Falce e martello
Humboldt Books, Milano 2020
Pagg. 128, €
ISBN 9788899385743
www.humboldtbooks.com

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7. EMILIO ISGRÒ IN VERSI

Emilio Isgrò – Quel che resta di Dio (Guanda, Milano 2019)

Il fatto stesso che Emilio Isgrò (1937) sia universalmente noto per le sue cancellature, cancellature di parole, frasi, periodi, dovrebbe ingenerare con facilità la deduzione che il suo essere artista visivo concettuale si lega saldamente al suo amore per la scrittura. E che la pratichi con successo. Per convincersene basterebbe leggere l’incipit del suo Autocurriculum, disponibile anche online sul sito dell’autore, che inizia così: “Se è vero che si nasce e che si muore, allora è vero che io sono nato e ancora non sono morto. Sono nato infatti il 6 ottobre 1937 a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina: ‘alle quattro del mattino’, a sentire mio padre e mia madre. Una levataccia che ancora oggi mi pesa”. Dunque, Isgrò è altresì uno scrittore; meglio: Isgrò è, letteralmente, anzitutto uno scrittore, visto che esordisce nel 1956 con la raccolta poetica Fiere del Sud e soltanto otto anni dopo dà inizio alle cancellature. Seguono due altri libri prima che, nel 1966, si inauguri la sua prima mostra personale. E quest’alternanza prosegue nei decenni a venire, fra mostre e poesie, biennali e romanzi, antologiche e opere teatrali. Fino al 2019, anno in cui si accumulano la retrospettiva alla Fondazione Cini di Venezia, la monografia edita dalla Treccani, l’assegnazione dell’Ambrogino d’Oro e la pubblicazione della raccolta di poesie che vanno sotto il titolo Quel che resta di Dio. “La mia vita fu tanto attraversata / da guerre e da conflitti a non finire / che ancora oggi non riesco a dire / in quale dopoguerra sono morto. / O se per caso sono ancora vivo”.

Emilio Isgrò – Quel che resta di Dio
Guanda, Milano 2019
Pagg. 132, € 14
ISBN 9788823524125
www.guanda.it

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8. CHIARA DYNYS SOTTO PLEXIGLAS

Chiara Dynys (Skira, Milano 2020)

Giorgio Verzotti segue il lavoro dell’artista mantovana Chiara Dynys (1958) da parecchio tempo. Comprensibile dunque che sia lui a curare questo volume ricapitolativo, una antologica in forma di libro che ne racconta l’opera, non però con un andamento cronologico, bensì suddividendola in quattro aree tematiche: Spazio-luce ragiona sul rapporto fra spazio e luce, per l’appunto; Nord-Sud si focalizza sui lavori più direttamente politici dell’artista; Fabula punta l’obiettivo sulla narratività di parte delle opere; e infine Duale, dove il focus è sulla complessità della percezione. Il libro è stampato in 500 copie, il che fa già pensare a un multiplo; idea sostanziata dal fatto che il volume, cartonato e di grande formato, è racchiuso in un cofanetto in plexiglas trasparente e in parte specchiante: un rimando diretto e immediato proprio al tema dello spazio-luce.

Giorgio Verzotti (a cura di) – Chiara Dynys
Skira, Milano 2020
Pagg. 224, € 120
ISBN 9788857241081
www.skira.net

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9. ADELAIDE CIONI TRADUTTRICE

Adelaide Cioni – I see me. And you and you and you (Les cerises, Parigi-Roma-Bolzano 2020)

Magari non ve ne siete accorti, ma è probabile che Adelaide Cioni (1976) la conosciate da anni. Magari non in quanto artista visiva, ma come attenta traduttrice di scrittori americani, anche celeberrimi come David Foster Wallace e John Cheever. Artista in senso classico lo è da meno di un decennio, con studi a Los Angeles e Roma, e poi subito residenze a Parigi, il Premio Celeste e l’ingresso nella “scuderia” della galleria P420 di Bologna. Una carriera fulminante, per usare un trita metafora. Adesso arriva anche un bel libro d’artista, un silent book pubblicato dal collettivo editoriale Les Cerises; una traduzione per immagini della propriocezione, si potrebbe dire.

Adelaide Cioni – I see me. And you and you and you
Les cerises, Parigi-Roma-Bolzano 2020
Pagg. 128, € 16
ISBN 9791095702061
www.lescerises.net

10. MARCO BONGIORNI SUL RING

Marco Bongiorni Drawing As Fighting (Milieu, Milano 2020)

Apprezzato docente di Disegno alla NABA di Milano, Marco Bongiorni (1981) è un artista intelligente e raffinato, oltre che appassionato boxeur. Il legame fra queste due ultime attività, l’arte e la boxe, non è nuovo: fra i tanti nomi che si potrebbero fare, le Lezioni di boxe di Achille Bonito Oliva e le incursioni nel campo da parte di Gabriele Tinti al fianco di attori quali Robert Davi. Quel che tuttavia manca, sempre o almeno molto spesso, è l’esperienza diretta della boxe e in generale della tensione corporea dettata dallo sport praticato a ritmi sostenuti, letteralmente agonistici. In parole semplici: è boxe da divano, quella di cui parlano tanti scrittori, d’arte o meno. Tutto al contrario succede nel caso di Bongiorni, che conosce bene e direttamente il lavorio e il logorio ai quali conducono arte e sport, nella fattispecie disegno e boxe. Per ciò, inevitabilmente, l’elegia si confonde con il manuale, la metafora è davvero sudata.

Marco Bongiorni – Drawing as Fighting
Milieu, Milano 2020
Pagg. 224, € 18,90
ISBN 9788831977623
www.milieuedizioni.it

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11. RICCARDO GIACCONI IN 40 CARTE

Riccardo Giacconi Options (Rorhof, Bolzano 2020)

Questo “libro” è un bell’esempio di esito collaborativo: il progetto di Riccardo Giacconi (1985) trova infatti sostegno nel benemerito programma Italian Council, si è sviluppato in Alto Adige e Sudtirolo, è stato presentato al festival di Graz steirischer herbst nella locale Kunstverein, l’ha pubblicato un piccolo editore di Bolzano e c’è anche la collaborazione di uno spazio d’arte bolognese. Tutto bello e buono, ma perché la parola “libro” è tra virgolette? Perché in realtà è un cofanetto in cartoncino che contiene 40 carte (più una introduttiva, diciamo così). Il formato è pressappoco il quadruplo delle carte da gioco che solitamente utilizziamo; ma è anche il contenuto a cambiare: da un lato, i disegni, con stemmi e animali; dall’altro, un breve e talora brevissimo racconto. Si mescolano le carte, si rilegge il racconto facendo seguire una carta all’altra, e il racconto è un altro, poi un altro ancora.

Riccardo Giacconi – Options
Rorhof, Bolzano 2020
41 carte in cofanetto, € 25
ISBN 9788894881066
www.rorhof.com

12. SANTESE & VALLI INSIEME A CAPITAN SALVINI

Luca Santese & Marco P. Valli – Il corpo del capitano (Cesura, Pianello Val Tidone 2020)

Luca Santese (1985) & Marco P. Valli (1989) fanno parte del collettivo fotografico Cesura. Insieme, da due anni, lavorano sull’iconografia della politica italiana durante la Terza Repubblica. Progetto dal titolo Realpolitik, in parte pubblicato sul numero 46 di Artribune Magazine, accompagnato da un notevole testo di Nicola Patruno. Uno degli scatti del progetto è finito in prima pagina sul Time, con il faccione di Matteo Salvini con sovrimpresso il titolo e sottotitolo The New Face of Europe. Matteo Salvini, Italy’s Immigration Czar, is on a Mission to Undo the E.U. (un gran bel reportage firmato da Vivienne Walt). Ora torna in copertina, in forma di maschera però, sul recente volume del duo, dal titolo Il corpo del capitano: 226 scatti realizzati nel 2018 e 2019 durante comizi, manifestazioni ed eventi pubblici che hanno visto protagonista il leader populista. Un ulteriore tassello, sublime, alla riflessione testuale e visiva sull’intreccio tra corpo e potere.

Luca Santese & Marco P. Valli – Il corpo del capitano
Cesura, Pianello Val Tidone 2020
Pagg. 128, € 40
ISBN 9788894561104
www.cesurapublish.com

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13. RICCARDO BANFI DI RITORNO DA LOS ANGELES

Riccardo Banfi – Shunshine Noir (Autoprodotto con SAM Sampling Moods, Milano 2020)

Ha trascorso due anni a Los Angeles, il fotografo Riccardo Banfi (1986), e al suo ritorno ha pubblicato, insieme alla SAM Sampling Moods di Milano, il libro e la serie Sunshine Noir. Come racconta lui stesso, “il volume esplora – in sintesi – come l’immaginario urbano di Los Angeles si scontri con le problematiche del vivere all’interno di un esteso paesaggio metropolitano, in cui la dipendenza dalla macchina, le distanze e il lusso producono disparità e un pervasivo senso di solitudine”. 125 scatti, realizzati dal 2017 al 2020, sono accompagnati dal testo scritto a quattro mani da Nicoletta Misler e John Bowlt. Un caldo invito ve lo rivolgiamo affinché acquistiate questo libro, ma soprattutto c’è da chiedersi perché un fotografo tanto talentuoso, con collaborazioni che spaziano dal Los Angeles Time a Hyperallergic, sia costretto ad autoprodursi un libro. Gallerie ed editori, se ci siete battete un colpo.

Riccardo Banfi – Sunshine Noir
Autoprodotto con SAM Sampling Moods, Milano 2020
Pagg. 176, € 35
ISBN 9791220061551
http://www.riccardobanfi.com/sunshinenoir/

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14. EMILIO VAVARELLA IN FORMA DI DNA

Emilio Vavarella – RS548049170_1_69869_TT (Mousse Publishing, Milano 2020)

Storia tutta da raccontare, quella dell’opera rs548049170_1_69869_TT di Emilio Vavarella (1989). Titolo ostico, è vero, ma si tratta della traduzione del suo DNA in forma di tessuto – tessuto che è stato realizzato dalla madre dell’artista (che è pure ricercatore alla Harvard University) utilizzando il mitico telaio Jacquard. Il catalogo contiene saggi e c’è anche una estensione più visiva prodotta direttamente da Ramdom, lo spazio diretto da Paolo Mele che ha prodotto e curato il progetto premiato dall’Italian Council. L’ennesimo motivo, fra l’altro, per sostenere Lastation, lo spazio espositivo di Ramdom recentemente messo sotto sfratto.

Emilio Vavarella – RS548049170_1_69869_TT
Mousse Publishing, Milano 2020
Pagg. 194, € 22
ISBN 9788867494293
www.moussepublishing.com

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15. BLU SENZA DATA

Fabiola Naldi Tracce di Blu (Postmedia Books, Milano 2020)

Ve ne sarete accorti che questa smart list è ordinata secondo il criterio della data di nascita dell’artista di cui si parla di volta in volta. Nel suo anonimato, Blu omette anche la data di nascita, e quindi, in quanto s.d., occupa la posizione finale. Detto questo: la persona più titolata per scrivere un libro su Blu è proprio Fabiola Naldi, non solo perché lo conosce da sempre, ma perché ne segue il lavoro sin dagli esordi, ben prima che diventasse “lo street artist italiano più noto al mondo”. A dimostrazione di ciò, il fatto che il libro si componga di saggi e interventi originariamente scritti anche quindici anni fa: carta canta. Tutto questo significa che la lettura di Fabiola Naldi sia l’unica corretta? Ovviamente no. Questo significa che la lettura di Fabiola Naldi sia informata e argomentata? Certamente sì. Corollario: non tutte le letture si equivalgono, e alcune sono mero spreco di cellulosa. Per quel che vale, personalmente ritengo che l’opera di cancellazione a cui si è dedicato Blu a Bologna nel 2016 (e non era la prima volta che lo faceva) sia stata ingenua e, per molti versi, squisitamente artistica, dunque ben distante dall’allure militante e artivista con la quale, sempre più spesso, si connota il suo operare. Entrare nel dibattito si può, ma ora è inevitabile farlo soltanto dopo aver letto queste pagine. E non è poco. (P.S.: la collana che vede unite Postmedia Books e Sartoria Editoriale è la cosa migliore che sia capitata all’editoria d’arte negli ultimi anni.)

Fabiola Naldi – Tracce di Blu
Postmedia Books, Milano 2020
Pagg. 84, € 12
ISBN 9788874902958
www.postmediabooks.it

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Dati correlati
Autori Blu, Giorgio Morandi, Alberto Savinio, Mimmo Rotella, Gianni Berengo Gardin, Enzo Mari, Emilio Isgrò, Chiara Dynys, Marco Bongiorni, Riccardo Giacconi , Luca Santese , Marco P. Valli, Riccardo Banfi
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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.