La politica dell’arte in 9 libri

Tutto è politica. Quindi pure l’arte è politica. Se ne facciano una ragione tutti quelli che “parlate di arte e basta”. Se non siete convinti, leggete e magari regalate per Natale almeno un paio di questi libri. Ce n’è per tutti i gusti – tranne per chi crede che l’arte viva in una torre d’avorio.

1. OUTSIDER CHI?

Alfredo Accatino – Outsider 2 (Giunti, Firenze Milano 2019)

Questo è un libro ambiguo, che di per sé non è un limite. Innanzitutto il titolo: Outsider 2. Con “Outsider Art” si intende generalmente l’Art Brut di cui fu promotore Jean Dubuffet e che è realizzata da persone che vivono nelle più variegate situazioni di disagio, spesso mentale. Invece in questo caso il termine va inteso in senso molto più ampio e comune, ovvero – come spiega il sottotitolo – afferente “artisti geniali che non troverete nei manuali di storia dell’arte”. Si tratta inoltre di un secondo volume, e forse ciò spiega la piega più “generalista” che ha assunto. Quindi, da un lato c’è un certo indebolimento del termine (ma un rafforzamento del dato politico: l’esclusione deriva da tanti altri fattori: genere, etnia, censo ecc.), mentre dall’altro c’è una scrittura narrativa, quella di Alfredo Accatino, che dovrebbero invidiare tanti critici di professione. Da Hilma af Klint a Walter Spies, una messe di storie da leggere d’un fiato. (All’autore: artisti come Arshile Gorky e Jeanne Hébuterne, vivaddio, ci sono eccome nei manuali di storia dell’arte!)

Alfredo Accatino – Outsider 2
Giunti, Firenze-Milano 2019
Pagg. 240, € 29
ISBN 9788809880801
www.giunti.it

Marco Enrico Giacomelli

2. BENJAMIN OLTRE IL BIGNAMI

Walter Benjamin ‒ L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica (Donzelli, Roma 2019)

La singolarità dell’opera d’arte è identica al suo essere collocata nel contesto della tradizione. Ma questa stessa tradizione è qualcosa di affatto vivente, di straordinariamente mutevole” (terza versione). “I Greci non conoscevano che due metodi di riproduzione meccanizzata dell’opera d’arte: la fusione e il conio. […] I Greci si vedevano costretti dalla situazione stessa della loro tecnica a creare un’arte di ‘valori eterni’” (quarta versione). La tradizione come “straordinariamente mutevole”, i Greci “costretti” all’eternità. Forse ci voleva davvero questo affascinante esercizio filologico – riunire in un unico volume le cinque versioni a noi giunte del saggio più celebre di Walter Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica (che nella quarta versione, tradotta in francese da Pierre Klossowski insieme allo stesso Benjamin, diviene “meccanizzata” in luogo di “tecnica” – per invitare i tanti (non) lettori dell’intellettuale tedesco a mettere finalmente davvero il naso dentro questo testo straordinario, per scoprire che è tutt’altro rispetto a un’ode dei bei tempi andati.

Walter Benjamin ‒ L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
Donzelli, Roma 2019
Pagg. LXXVI+180, € 20
ISBN 9788868439248
www.donzelli.it

3. LA FABBRICA COME MUSEO

Giovanni Candida ‒ La fabbrica della Street Art (Meltemi, Sesto San Giovanni 2019)

Tutte o quasi le (feconde) contraddizioni della cosiddetta Street Art sono racchiuse nella biografia dell’autore di questo libro, Giovanni Candida: rinomato fotografo “di genere” (la sua pagina Facebook, Walls of Milano, ha quasi 25mila follower), “di professione fa il dirigente di una importante multinazionale” e “nel tempo è anche diventato collezionista di opere di Street Art e Writing”. Con buona pace dell’“ala dura” del movimento. Qui si racconta per immagini l’esperienza notevole del Castello di Zak, una fabbrica dismessa di Cormano – siamo nella periferia di Milano – di cui un immigrato di origini tunisine è diventano custode, ma soprattutto promotore. Trasformando muri interni ed esterni in un museo a cielo aperto – perché tali non sono solo i borghi antichi di cui è disseminata la nostra penisola. E se vi sembra di riconoscere i luoghi, ebbene sì, qui è stato girato il video Habibi di Ghali. (Per i lettori più securitari: uno dei testi è scritto da una entusiasta ex sindaca di Cormano.)

Giovanni Candida ‒ La fabbrica della Street Art
Meltemi, Sesto San Giovanni 2019
Pagg. 124, € 25
ISBN 9788855190152
www.meltemieditore.it

4. A COLLOQUIO CON BANKSY

Andrea Concas ‒ Banksy (Mondadori Electa, Milano 2019)

Chissà se Andrea Concas ha trovato il modo di rendere ancora appetibile l’oggetto-libro. Fatto sta che, dopo il volume su Leonardo da Vinci, ora Mondadori Electa ha dato alle stampe un nuovo “libro chatbot” su Banksy. Quindi: c’è il libro fisico, e poi si possono porre 100 domande e ricevere 150 (!) risposte via messaggio, e qui il feedback non è solo testuale ma anche con immagini fisse e in movimento – ovvero foto e video. La ragione in più per farsi spedire una copia sta nel fatto che il packaging è realizzato con cartone decorato a stencil e aerosol. Diventerà un pezzo da collezione?

Andrea Concas ‒ Banksy
Mondadori Electa, Milano 2019
Pagg. 224, € 9,90
ISBN 9788891823113
www.mondadoristore.it

5. HAL (FOSTER) 9000

Hal Foster ‒ Bad New Days (Postmedia, Milano 2019)

Straordinaria la lucidità che continua a contraddistinguere i saggi di Hal Foster, critico classe 1955, originario di Seattle e residente da una vita a New York. Nell’ultimo libro tradotto in italiano (Dio salvi Postmedia Books, se mai ce ne fosse bisogno) e risalente al 2015, questa lucidità si rimarca sin dalle pagine introduttive, tutt’altro che di circostanza. Qui, infatti, Foster sferza i debolisti – che di debole hanno solo la capacità di comprendere il reale – chiarendo che “l’arte non è mai, in nessun caso, un guazzabuglio di progetti disconnessi. In altre parole […], per quanto le forme d’arte non convergano verso un unico fine, nel senso teleologico del termine, esse si sviluppano comunque sulla base di un dibattito in continua evoluzione, e questo significa – diciamolo pure – che c’è un’arte più (e meno) saliente, più (e meno) significativa, più (e meno) attuale”. Una tesi argomentata in quattro capitoli uno più notevole dell’altro, che partono da parole-concetto come “abietto”, “archivistico”, “mimetico” (che è poi il capitolo più politico, controintuitivamente), “precario”, per chiudere con un affondo sul presunto “post-critico” e con una “coda” che è un Elogio della presenza.

Hal Foster ‒ Bad New Days
Postmedia, Milano 2019
Pagg. 180, € 19
ISBN 9788874902453
www.postmediabooks.it

6. TUTTI UGUALI TUTTI DIVERSI

Valentina Gensini & Anna Triandafyllidou ‒ Global Identities (Mousse, Milano 2019)

Fra sovranismi più o meno beceri e retoriche globalizzanti, il discorso sull’identità è oggi più che mai a rischio di essere cannibalizzato da opposti estremismi ideologici. Ciò non toglie che il tema sia di capitale importanza, perché se è vero che la logica del campanile non reca mai buoni frutti, è indubbio che negare le proprie specificità – siano esse culturali o di qualsiasi altro genere – conduce a una uniformazione altrettanto nociva. Per dirla diversamente: perché la cura che abbiamo per la biodiversità non dev’essere estesa all’umano? Queste e mille altre domande si sono poste le cinque mostre allestite nel primo semestre del 2018 a Le Murate di Firenze, sotto la direzione di Valentina Gensini. E l’agile libretto che le accompagna è un utile complemento a comprendere i tantissimi nodi e ossimori che sono stati affrontati in quella sede.

Valentina Gensini & Anna Triandafyllidou ‒ Global Identities
Mousse, Milano 2019
Pagg. 160, € 25
ISBN 9788867493562
www.moussepublishing.com

7. FACCIAMO CHIAREZZA

Roberto Gramiccia ‒ Se tutto è arte… (Mimesis, Sesto San Giovanni 2019)

In una intervista pubblicata nel 2013 proprio su questa testata, a proposito di Marcel Duchamp, Roberto Gramiccia dichiarava: “Non penso affatto che sia l’unico artefice di ciò che oggi accade. Né sottovaluto la sua genialità. Duchamp, semmai, ha fornito involontariamente un alibi a coloro i quali oggi fanno affari con l’arte. Scrivo nel libro: ‘A Marcel Duchamp va attribuita la responsabilità obiettiva di aver facilitato il lavoro di questa corte dei miracoli’. Per ‘corte dei miracoli’ intendo l’insieme delle figure, organizzate in sistema, che hanno a cuore i destini piuttosto che dell’arte del proprio portafoglio”. Il libro era Slot Art Machine, uscito l’anno precedente per DeriveApprodi. Da allora – ma in realtà anche da prima, ad esempio con Fragili eroi (2009) – il medico e critico d’arte romano ha proseguito imperterrito su questa strada, disvelando i meccanismi che soggiacciono a un “sistema”, quello dell’arte, che cede porzioni sempre più ampie della propria anima alla finanza. Qualcuno senz’altro storcerà il naso, agitando gli spettri dell’ingenuità e dell’infantilismo barricadero; ma che queste voci siano necessarie è fuori di dubbio, non foss’altro per evitare il rischio dell’ingenuità opposta, cioè pensare che non esistano pressioni e meccanismi squisitamente economici e che il mercato si autoregoli. Le due pagine e mezza del capitolo Pagare per esporre fugano ogni dubbio in proposito.

Roberto Gramiccia ‒ Se tutto è arte…
Mimesis, Sesto San Giovanni 2019
Pagg. 124, € 12
ISBN 9788857557205
www.mimesisedizioni.it

8. CI VUOLE IL BINOCOLO

Heike Munder (ed.) Producing Futures. A Book on Post Cyber Feminisms (JRP Ringier, Ginevra 2019)

Companion della mostra che si è tenuta al Migros Museum di Zurigo da febbraio a maggio scorso, questo libro è avvilente. Perché vi si ragiona non di femminismo, non di cyber-femminismo, ma di post-cyber-femminismo. Forse non siamo stati chiari: siamo due passi avanti il femminismo, mentre qui da noi ancora si scrivono articoli di cronaca in cui vili assassini vengono descritti come addolorati fidanzati delusi dall’amore. Un gap che va colmato con rigore e pazienza estremi, colpo su colpo, parola per parola, gesto per gesto, abitudine per abitudine. Intanto consoliamoci con le pagine struggenti – sì, struggenti – di Paul B. Preciado e sul suo “corpo che non esiste”.

Heike Munder (ed.) – Producing Futures
JRP-Ringier, Ginevra 2019
Pagg. 148, € 40
ISBN 9783037645536
jrp-editions.com

9. IL LATO OSCURO DELLA SICUREZZA

Salvatore Vitale ‒ How To Secure a Country (Lars Müller, Zürich 2019)

Quanto la tecnologia possa assumere connotati distopici lo racconta la storia stessa dell’umanità, dal prologo preistorico di 2001: Odissea nello spazio alla mostra di Trevor Paglen in corso alla Fondazione Prada di Milano. In questa lignée si inserisce anche la retrospettiva di Salvatore Vitale (italiano immigrato in Svizzera) andata in scena negli scorsi mesi al Fotostiftung Schweiz di Winterthur e diversamente concretizzatasi nel libro edito da Lars Müller. In entrambi è proprio la Confederazione Elvetica a essere oggetto d’indagine, in particolare i risvolti inquietanti che assume il suo essere uno dei Paesi più sicuri al mondo. Dal controllo delle frontiere all’ingegneria sociale, Vitale ha indagato i meccanismi che sottintendono a tale risultato, lavorando con il mezzo fotografico, l’analisi dei dati e le installazioni “sensor-based”. Fra arte, sociologia e politica, un’indagine disincantata che aiuta a confrontarsi con maggior consapevolezza con i dispositivi ai quali siamo sottoposti quotidianamente.

Salvatore Vitale ‒ How To Secure a Country
Lars Müller, Zürich 2019
Pagg. 280, € 35
ISBN 9783037785973
www.lars-mueller-publishers.com

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.