Alle origini del writing: la storia dello street artist Flycat in mostra da MyOwnGallery di Milano

A 13 anni muove i suoi primi passi nel mondo dell’hiphop per non uscirne mai più: pioniere del writing italiano, ha vissuto tra le metropolitane di Milano e le black comunities americane. La storia di Flycat viene raccontata per intero in una nuova mostra.

La mostra di Flycat alla MyOwnGallery di Milano
La mostra di Flycat alla MyOwnGallery di Milano

50 anni da compiere quest’anno, di cui 36 passati dentro al mondo della street culture. È il traguardo di Flycat (Milano, 1970), pioniere del writing italiano, che celebra il suo lungo percorso con una mostra negli spazi di MyOwnGallery | Superstudio di Milano. THE PIECE (PEACE) MAKER raccoglie nei due piani della galleria circa 100 opere di cui 50 inedite; e c’è anche Rolling Y, la prima lettera auto-giocattolo. Tra quadri, sculture e disegni, LETTERE è il corpus di lavori che riporta più di tutti all’universo urbano in cui ha operato l’artista: la cartina della metropolitana di Milano viene solcata, in numerose variazioni, dall’intervento pittorico-spray di Flycat, che talvolta inserisce anche elementi presi dalla storia dell’arte (come immagini ritagliate) creando un effetto ironico e straniante. Ma in mostra ci sono anche i contributi dei suoi compagni di strada, artisti e amici con cui ha condiviso la sua pratica. Come la fanzine di Pzyko Vision, o il video tributo di rapper e altri street artist come Sick Jacken dei Psycho Realm, Chaz Bojorquez, Kemo The Blaxican, Sal Rojas: la loro stima se la guadagna durante i suoi viaggi, prima a New York (dove stringe amicizia con il compianto Phase 2, leggenda del writing) e poi sulla West Coast, entrando a far parte del Movimento culturale-artistico Chicano di East L.A. “Quello di Flycat è uno straordinario viaggio fatto di tante strade tante curve, di incubi e sogni e la sua caratteristica principale è la sua volontà di fare arte direttamente sul territorio, sul centro della periferia, un’arte confusa tra le minoranze disobbedienti, mescolata con il pulsare della città ai margini”. Parla così Francesca Alfano Miglietti, curatrice anche della mostra – appena conclusa – di Letizia Battaglia a Palazzo Reale. “Quella di Flycat è una ricerca sul linguaggio e sulla parola che approda a una calligrafia pittorica totale. La lettera, per Fly, diventa uno degli elementi più concreti e reali della sua esperienza poetica. Lettera che, dissociata dal significato concettuale che è chiamata a rappresentare, è prima di tutto un’immagine fisica, fatta di linee e di materia“.

        Giulia Ronchi

Flycat, THE PIECE (PEACE) MAKER
MyOwnGallery – Superstudio Più
via Tortona 27bis,
fino al 16 febbraio 2020

http://www.myowngallery.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.