Photo Città della Pieve, il laboratorio di fotografia fondato in Umbria da Attilio Maria Navarra

Fondato dal fotografo e imprenditore Attilio Navarra, il laboratorio non solo ospita workshop, spazi e strumenti dedicati alla cultura fotografica, ma anche attività rivolte al sociale. In un ex forno dell’Ottocento, completamente restaurato

Quello di Photo Città della Pieve – laboratorio di cultura fotografica fondato nel 2017 nella cittadina umbra dal fotografo e imprenditore Attilio Maria Navarra (Roma, 1969) – non è solo un esempio di “spazio artistico”. Photo Città della Pieve infatti è un centro che oltre a promuovere la cultura e i linguaggi della fotografia, si fa custode della storia del territorio e catalizzatore di rigenerazione sociale. Realizzato all’interno di un ex forno ottocentesco e restaurato dopo anni di oblio, lo spazio che oggi ospita il laboratorio è un luogo vivo più che mai, attirando appassionati e studiosi di fotografia, artisti in residenza, e organizzando corsi di formazione pensati per le categorie disagiate e i giovani disoccupati del territorio. Diventato uno dei nuovi punti di riferimento e di aggregazione sociale di Città della Pieve – i pievesi si riuniscono qui anche per fare quattro chiacchiere e bere un aperitivo – Photo Città della Pieve ha appena inaugurato la sua quinta mostra, Deus, Spiritus, Homines, un reportage sulle comunità religiose del territorio realizzato dal fotografo Francesco Cito (Napoli, 1949) durante il suo periodo di residenza.

Photo Città della Pieve - ph. adicorbetta

Photo Città della Pieve – ph. adicorbetta

L’EX FORNO BASSINI A CITTÀ DELLA PIEVE

“La mia passione per la fotografia nasce quando ero bambino, dai tanti viaggi fatti in giro per il mondo (Stati Uniti, Africa, Asia); ho quindi iniziato a fare reportage, che poi vendevo a riviste specializzate in viaggi come ‘Atlante’ e ‘Vie del Mondo’”, racconta ad Artribune Attilio Maria Navarra. “Questa passione è poi andata avanti, realizzando anche cinque libri presentati in occasione di diverse mostre. Durante questo percorso, intorno a cinque anni fa ho realizzato un sogno: acquistare il vecchio Forno Bassini di Città della Pieve, piccolo borgo sul Lago Trasimeno molto bello dal punto di vista estetico e anche come qualità della vita, una cittadina ideale insomma. L’ex forno comunale risale al 1808 ed è stato gestito dalla famiglia Bassini”. Il forno, dopo decenni di abbandono, è stato quindi acquistato e restaurato da Navarra, mantenendone viva la vecchia struttura, i macchinari, le piastrelle in ceramica e gli affreschi al suo interno, e quindi la storia e l’identità del luogo. 

PHOTO CITTÀ DELLA PIEVE. IL LABORATORIO DI FOTOGRAFIA E NON SOLO 

Photo Città della Pieve è un laboratorio di cultura fotografica, “in cui si parla e si tratta di tutto ciò che riguarda la fotografia”, continua Navarra. Lo spazio ospita una biblioteca, una sala posa, una camera oscura, una sala adibita a ospitare workshop e un ambiente sempre aperto al pubblico per aperitivi e degustazioni. All’interno del laboratorio si svolgono due tipi di attività: la prima è quella di Photo Città della Pieve, la seconda è quella dell’associazione culturale “Il Forno” Onlus, che organizza attività formative legate al terzo settore e rivolte a categorie disagiate e giovani disoccupati. “Oltre a queste attività”, ci spiega Navarra, “una parte importante del nostro progetto è la commissione, due volte l’anno, di lavori fotografici ad artisti italiani e internazionali, svolti sul nostro territorio. I lavori commissionati rimangono nel nostro archivio con lo scopo di farli girare per tutta Italia attraverso i contatti con gallerie e fiere di settore”.Tra i fotografi che finora sono stati in residenza a Photo Città della Pieve sono Maurizio Galimberti, Paola Agosti, Silvia Camporesi, Alessandra Baldoni e Francesco Cito; di quest’ultimo è in corso, fino al 13 giugno 2020, la mostra Deus, Spiritus, Homines, restituzione del reportage che il fotografo ha realizzato durante il suo periodo di residenza a Città della Pieve, un’indagine sulle comunità religiose del territorio a partire dalle persone, le architetture, le tradizioni, la società.

– Desirée Maida

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Desirée Maida

Desirée Maida

Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi…

Scopri di più