Io sono una forza del passato. Notarangelo, Garrubba, Settanni e De Seta a Matera

Organizzata dalla Fondazione Sassi in collaborazione con l’Istituto Luce-Cinecittà, la mostra “Io sono una forza del passato” rientra nei progetti di Matera Capitale Europea della cultura 2019. Le fotografie di tre grandi maestri – Notarangelo, Garrubba, Settanni- e un film documento di Vittorio De Seta indagano nel dopoguerra l’Italia del sud.

Settanni Archivio-storico Istituto Luce Cinecittà
Settanni Archivio-storico Istituto Luce Cinecittà

Sono frammenti di vite che un tempo furono, abitanti nelle terre dove Lucania e Puglia si fondono in quei sottili e labili paesaggi e infiniti passaggi di campi e di pietre in un bianco-nero accecante e arcaico. Quei contadini che custodivano i segreti dei poderi, nutriti dalla fatica e dalla povertà. Eppure è sorprendente come molti di essi accennino ad un sorriso, quasi fosse un barlume di vita. In questa precaria ciclicità dell’esistenza, il colore oscuro degli abiti, degli scialli delle vecchie, dei lunghi capelli bianchi, raccolti, coperti e nascosti quasi fosse una colpa, alludono al mondo sotterraneo dei defunti in un senso perpetuo di lutto e di mancanza. Le vestali nere, protettrici del focolare che osservano da un balcone la vita che fuori fugge, attendono lente le ore verso la fine di ogni cosa. Il rapporto con gli antenati si rigenera sempre, in ogni instante nel tempo mitico e metastorico della memoria. Il ricordo del passato rivive nel tempo nel lavoro nei campi, nella sosta e nella festa, nel cibo, nelle mura domestiche, nella preghiera, nella magia sussurrata, nei pellegrinaggi religiosi. Esso è circolare come il movimento ancestrale delle raccoglitrici di olive che nella stagione fredda, senza sosta sono chine a cogliere il frutto del dolore, del sudore e della fame, unica forma di sostentamento, di una vita provvisoria. La vita scorre lenta nelle fotografie di Domenico Notarangelo (1949-2010), di Caio Mario Garrubba (1923-2015), di Pino Settanni (1949-2010) e nel film documento di Vittorio De Seta (1923-2011) dove il guardare antropologico l’esistenza dell’uomo nella società contadina, diventa forza per ricordare e rievocare oggi, le memorie del passato.

-Fabio Petrelli

Fondazione Sassi, Matera
“Io sono una forza del Passato”
Fino al 10 novembre 2019
Curatore: Ronald Sejko

www.fondazionesassi.org                     

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Fabio Petrelli
Nato nel 1984 ad Acquaviva delle Fonti, è uno storico dell’arte. Laureato nel 2006 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con una tesi in storia dell’arte (Storie notturne di donne. La rappresentazione perturbante della donna dal XV secolo ad oggi), nel 2013 si laurea in Storia dell’arte presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata con una tesi in Arti visive del XXI secolo (Imago Mortis. La rappresentazione della morte nell’arte contemporanea). Ha collaborato per diversi musei e gallerie; autore di molteplici saggi a carattere demo-etno-antropologico e storico-artistico, in ambito critico attinge agli studi sull’universo simbolico dei rituali religiosi e di come tali forme culturali si riverberano nell’universo archetipico della storia dell’arte dall’antichità al contemporaneo.