Rito e fotografia. Cristina García Rodero a Roma

Istituto Cervantes, Roma – fino al 25 febbraio 2017. La retrospettiva della fotoreporter Cristina García Rodero riunisce cinquanta fotografie in bianco e nero, scattate dalla fine degli Anni Settanta ai nostri giorni. Rendendo omaggio alla macchina fotografica come strumento per indagare la cultura subalterna.

Attraverso gli scatti fotografici di taglio antropologico, Cristina García Rodero (Puertollano, 1949) sintetizza visivamente la cultura popolare che dalla sua terra d’origine a sud della Spagna, in cui hanno coabitato per secoli la religione musulmana e cristiana in una fusione perfetta di miti e di riti, approda fino alle periferie del vivere contemporaneo.
Sono frammenti visivi in cui si affollano volti, corpi e azioni rituali, svelando una grammatica iconografica che caratterizza ancora oggi la ricerca socio-antropologica della fotografa spagnola. Memorie biografiche che, come afferma Annabella Rossi in La festa dei poveri (1969), si concretizzano in un universo labile, dove il culto fornisce una risposta alla quotidianità precaria. La fotografia di García Rodero esprime la complessità dell’uomo contemporaneo, in una sintesi estrema che, dall’urlo di una nascita, si completa in una veglia funebre in Georgia e in Colombia.

Fabio Petrelli

Evento correlato
Nome eventoCristina Rodero - Con la boca abierta
Vernissage12/01/2017 ore 18
Duratadal 12/01/2017 al 24/02/2017
AutoreCristina Rodero
Generifotografia, personale
Spazio espositivoINSTITUTO CERVANTES
IndirizzoPiazza Navona 91 - Roma - Lazio
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Fabio Petrelli
Nato nel 1984 ad Acquaviva delle Fonti, è uno storico dell’arte. Laureato nel 2006 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con una tesi in storia dell’arte (Storie notturne di donne. La rappresentazione perturbante della donna dal XV secolo ad oggi), nel 2013 si laurea in Storia dell’arte presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata con una tesi in Arti visive del XXI secolo (Imago Mortis. La rappresentazione della morte nell’arte contemporanea). Ha collaborato per diversi musei e gallerie; autore di molteplici saggi a carattere demo-etno-antropologico e storico-artistico, in ambito critico attinge agli studi sull’universo simbolico dei rituali religiosi e di come tali forme culturali si riverberano nell’universo archetipico della storia dell’arte dall’antichità al contemporaneo.