La linea di skateboard firmata da Vik Muniz per The Skateroom’s: tra arte e impatto sociale

Una gamma di skateboard in otto colori, con un horror vacui di immagini prese dalla storia dell’arte: è l’ultimo progetto di Vik Muniz, fortemente connesso a iniziative sociali per le favelas di Rio.

TSR VikMuniz Insitu
TSR VikMuniz Insitu

L’abbiamo visto immerso nelle campagne di Reims, alle prese con i vitigni della cantina Ruinart; ma ora cambia direzione, firmando skateboard d’artista e un progetto di impatto sociale. Stiamo parlando di Vik Muniz (San Paolo, 1961), artista di fama internazionale noto per l’eterogeneità dei materiali impiegati – come salsa di pomodoro, diamanti, ritagli di giornale, sciroppo di cioccolato, polvere e spazzatura – con cui compone figure e ritratti realistici per poi fotografarli da più angolazioni. L’appropriazione è il tratto caratterizzante anche della sua ultima opera: la linea di skateboard, che prende il nome di Eight color spectrum, è stata realizzata in stampa digitale e presenta un fitto collage con immagini tratte dalla storia dell’arte antica e contemporanea ritagliate dalle pagine di libri. Gli skateboard sono in tutto otto, ognuno con un colore diverso, e i costi vanno dai 350 dollari per uno skateboard, ai 2500 dollari per l’intera gamma. La collezione è in mostra fino al 21 dicembre presso la galleria Baronian Xippas di Bruxelles, all’interno di una personale dedicata all’artista.

THE SKATEROOM: IL PROGETTO CON VIK MUNIZ

Perché firmare il design di una linea di skateboard? Non si tratta semplicemente dell’ennesimo progetto che intreccia arte e prodotti da street culture di lusso. The Skateroom è una piattaforma che mette in connessione collezionisti, artisti, gallerie, musei e rivenditori in tutto il mondo attraverso un nuovo modello economico: “Art for Social Impact”, che trasforma i consumatori in collaboratori attivi per progetti socialmente impegnati. Così accadrà anche per Eight color spectrum: per ogni skateboard venduto, il 15% andrà a sostegno di Escola Vidigal, la scuola d’arte e tecnologia fondata da Vik Muniz per bambini con basso reddito di Rio de Janeiro. Un ulteriore 5%, invece, supporterà il Coletivo Skate Maré, associazione no profit guidata da volontari che mettono lo skateboard al centro di attività ricreative indirizzate ai giovani a rischio criminalità nella favela brasiliana di Maré.

-Giulia Ronchi 

https://theskateroom.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.