“Le Scapate. Oltre le ferite”: il progetto sulla rinascita del corpo delle donne

Alla Villa Medicea della Petraia è allestito un progetto site specific dedicato alle donne afflitte dal tumore al seno. La Venere del Giambologna viene messa in dialogo con fotografie e installazioni dedicate a corpi feriti. E rinati

Onda d'urto
Onda d'urto

Il progetto Le Scapate. Donne oltre le ferite parte dall’esperienza autobiografica di Eleonora Santanni (Montemurlo, Toscana, 1964): quella del tumore al seno, vissuta come un momento di trauma e perdita di una parte del proprio corpo, ma anche di guarigione e di conseguente rinascita. Così le “scapate” sono donne senza testa, poiché libere, al di sopra delle regole e fuori da ogni convenzione. L’artista dona dignità e pienezza a questi corpi, che a causa della loro “imperfezione” sono fuori per sempre da ogni tipo di canone estetico e mediatico, e in questo senso liberati.

LE SCAPATE ALLA VILLA MEDICEA DELLA PETRAIA 

Grazie al supporto fotografico di Serena Gallorini, la Scapate vengono raccontate come “Veneri contemporanee” che mettono in mostra le proprie cicatrici come medaglie, simbolo di valore e vittoria. Patrocinata dalla Lilt, sezione di Firenze, e dalla Fidapa sezione di Firenze centro, la mostra è allestita nelle stanze della Villa Medicea della Petraia (dal 2013 Patrimonio Unesco), nella località Castello appena fuori Firenze. L’intervento site specific consiste in installazioni, sculture in materiale plastico, quadri materici e foto che si confrontano con la statua Venere-Fiorenza del Giambologna, simbolo di bellezza e forza della città di Firenze, ospitata al piano nobile dell’edificio. “Le Scapate sono donne senza testa, corpi acefali che hanno rinunciato alla sede della ragione, per confrontarsi corpo a corpo con lo spettatore, con il mondo, con la vita in un movimento che è di autodeterminazione”, spiega Eleonora Santanni.  “Sono corpi vivi e vegeti, in una tensione di energia e vitalità, che hanno vinto la condizione del ‘dover essere’. Hanno abbandonato il volto per uscire da un’esistenza subordinata e da un’identità soffocata o falsata”. La mostra prevede su prenotazione delle speciali visite guidate da parte delle artiste. In vista del grande successo di pubblico, è prorogata fino al 24 novembre.

– Giulia Ronchi

Le Scapate. Donne oltre le ferite
Fino al 24 novembre 2019
Villa Medicea della Petraia
Via della Petraia 40, loc. Castello, Firenze
[email protected]
[email protected]

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.