Morte e oro. James Lee Byars a Venezia

Chiesa di Santa Maria della Visitazione, Venezia – fino al 24 novembre 2019. Evento collaterale della Biennale di Venezia, l’installazione di James Lee Byars unisce la potenza dell’oro all’eterno tema della morte.

Il luogo è molto affascinante, la chiesa di Santa Maria della Visitazione alle Zattere. In mostra è l’opera The Death of James Lee Byars, un grande parallelepipedo coperto di foglia d’oro, all’interno del quale, sempre dello stesso materiale, c’è una sorta di sacello chiuso. È un lavoro creato da James Lee Byars (Detroit, 1932 – Il Cairo, 1997) per una galleria di Bruxelles nel 1994, una simulazione della sua dipartita terrena. Sarebbe morto tre anni più tardi in Egitto.
È un’opera di luce, complessa da definire. È pittura? Scultura? Installazione? Cinque cristalli indicano i punti dove il corpo dell’artista giaceva, è un richiamo all’humanitas dell’uomo vitruviano, all’oro della pietra filosofale.
Sedici altoparlanti trasmettono il suono di voci dell’installazione audio immersiva dell’artista libanese Zad Moultaka. Le voci mormorano frasi tratte dal Libro dei Morti, antico testo della civiltà egizia. Un rimando è alla performance di Byars del 1977, intitolata The Play of Death, la prima sul tema della mortalità, in cui l’artista era affiancato da alcuni medici che pronunciavano il suono “th”: le due lettere iniziali della parola thanatos, morte in greco antico.

Angela Madesani

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Angela Madesani

Angela Madesani

Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte”…

Scopri di più