Pietrasanta. 6 mostre da visitare in vacanza

A una manciata di chilometri dalle spiagge chic della Versilia, Pietrasanta si impone per l’altissima concentrazione di spazi espositivi privati che si affacciano sulla piazza e sulle sue poche, suggestive, strade. Da quelle stabili e di origine locale alle “succursali” dei grandi nomi italiani, chi vuole visitare tutte le gallerie deve prepararsi a un tour de force. Oppure selezionarle seguendo i nostri consigli.

Sono più di trenta, tutte concentrate in un piccolo, delizioso centro storico. Vicine vicine, spesso confinanti, le gallerie d’arte sono le protagoniste della stagione estiva di Pietrasanta che, grazie alle loro proposte e all’iniziativa comunale che si esplicita nella scenografica mostra di sculture monumentali in piazza – su cui sembrano concentrarsi tutte le energie pubbliche – rendono per un pochi mesi l’anno il borgo della Versilia uno dei luoghi più interessanti per il mercato e per la ricerca contemporanea italiana.
Se gli spazi espositivi aderenti all’Associazione Nazionale Arte Moderna e Contemporanea si organizzano per un’apertura coordinata delle loro mostre, molte altre gallerie mantengono una gestione assolutamente indipendente: ecco allora il succedersi di opening, presentazioni e finissage quasi giorno dopo giorno, con un calendario serratissimo. L’offerta di continue novità è indiscutibile, tra proposte di notevole spessore come lo è stata la rassegna da poco chiusa su Rune Guneriussen organizzata da Marcorossi (qualche fotografia dell’artista norvegese rimane comunque nello spazio della galleria che si affaccia sulla piazza) o la monografica dedicata a Luigi Ontani da Bonelli, ma non mancano altre esposizioni di artisti locali e collettive di impianto esclusivamente commerciale con gli artisti “di scuderia” di ciascuna istituzione.
E se ci pare un poco esagerata la definizione di “piccola Atene” che si attribuisce a Pietrasanta, di certo gli art addicted per tutta l’estate troveranno di loro gradimento un tour per gallerie, magari serale, visto che gli spazi sono quasi tutti aperti fino alla mezzanotte. Noi vi proponiamo, tra quelle in corso, le mostre che ci hanno convinti di più.

1. FABIO VIALE. KOUROS – GALLERIA POGGIALI

Fabio Viale, Kouros, 2018. Courtesy Galleria Poggiali

Il modello è classico, arcinoto e già usato dallo stesso Fabio Viale per altre opere, poiché in questa sua ricerca la scultura, sia essa ispirata al Torso del Belvedere o a eleganti Veneri, diventa una superficie corporea da coprire di tatuaggi, quelli sì differenti l’uno dall’altro e ispirati di volta in volta ai “marchi” usati dalla criminalità russa – punto di partenza: Educazione siberiana di Nicolai Lilin – o ai tatuaggi tradizionali giapponesi. Solitario, il nuovo Kouros tatuato si staglia imponente nello spazio della project room nel centro di Pietrasanta, mentre numerose altre opere (molte realizzate appositamente per la mostra) sono esposte nella suggestiva ex Fonderia d’Arte Luigi Tommasi, dove la galleria Poggiali ha la sua sede operativa. Anche qui l’artista parte da capolavori quali il David di Michelangelo o la Gioconda, per creare opere “punk”, come le definisce Lorenzo Poggiali, ancora una volta tatuate – il procedimento tecnico di realizzazione e fissaggio su marmo è stato messo a punto dopo lunghi e complessi esperimenti – o caratterizzate da una texture superficiale che imita il polistirolo.

http://www.galleriapoggiali.com/

2. GIACOMO PIUSSI. CAMERE CON VISTA – GALLERIA SUSANNA ORLANDO

Giacomo Piussi. Camera con vista. Exhibition view at Galleria Susanna Orlando, Pietrasanta 2018

Lievi, misurati, composti”: è così che il curatore Ivan Quaroni definisce i disegni di Giacomo Piussi, artista che lavora all’insegna della semplicità e della sintesi del linguaggio figurativo, traendo linfa vitale da capolavori della storia dell’arte più o meno antica. Negli spazi della Galleria Susanna Orlando, Piussi ha ricostruito l’ambientazione di una di quelle ville di Ronchi in Versilia tanto amate dagli intellettuali del Novecento e di cui ripropone le atmosfere silenziose che scaturiscono dagli arredi eclettici – la poltrona di design e la cucina povera, la vasca da bagno con i piedini e il tavolino accanto al WC su cui è appoggiata una pila di libri – trasponendole con disegni monocromi sui toni del blu direttamente sulle pareti, mentre i piccoli quadri coloratissimi decorano i muri di questa sorta di trompe l’oeil contemporaneo. Il risultato è leggero, giocoso – “i visitatori si fanno spesso dei selfie, soprattutto davanti alla stanza da bagno”, scherza Susanna Orlando – e svela in maniera accattivante e attraente quell’antica e sempre stretta relazione tra pittura e disegno.

http://www.galleriasusannaorlando.it/

3. FORMA 1 – ARMANDA GORI ARTE

Piero Dorazio, Agincourt, 1977

Una rivista, un solo numero, un gruppo di artisti: la storia di “Forma 1” è ben nota e ora è stata scelta dalla Galleria Armanda Gori Arte per proporre una mostra in grado di raccontare gli artefici di quel movimento fondato – come esplicitamente dichiara il manifesto – sul formalismo e sul marxismo. I visitatori sono immediatamente colpiti da Agincourt, grande dipinto orizzontale del 1977 di Piero Dorazio, pittore di cui si espongono altre opere, ma molto ben rappresentati sono anche Carla Accardi (con opere dal 1964 al 2008) e Achille Perilli, senza dimenticare due sculture in bronzo di Pietro Consagra e i lavori di Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato. “Ognuno di questi artisti ha lasciato nella storia dell’arte contemporanea italiana ed europea una traccia non solo artistica sensibile e distinta, ma anche un contributo teorico, estetico ed etico di particolare rilievo, assai efficace ancora oggi”, conclude Bruno Corà nel testo in catalogo.

http://www.armandagoriarte.com/

4. GIUSEPPE VENEZIANO. OPERETTE IMMORALI – FUTURA ART GALLERY

Giuseppe Veneziano, Candy Crush, 2018

Satiriche e dissacranti: sono i due aggettivi che meglio si addicono alle opere di Giuseppe Veneziano in mostra alla Futura Art Gallery, nuovo spazio espositivo nato nel 2018 prendendo il posto di Fienilarte di Augusto Palermo, con la direzione artistica di Claudio Francesconi, ex Gestalt Gallery. “L’artista miscela elementi iconografici contrastanti, ottenendo immagini capaci di creare inedite e sorprendenti associazioni visive”, scrive il curatore Ivan Quaroni a proposito delle Operette immorali che danno il titolo alla monografica. Al continuo rimando tra capolavori della storia dell’arte – che pare quasi un fil rouge per i lavori di tanti artisti che espongono in questo periodo a Pietrasanta – icone del cinema, dei cartoni animati e dell’immaginazione popolare, si unisce una scelta di titoli altrettanto spiritosi e un linguaggio stilistico talmente pop da rendere la riflessione sulla moralità – vera protagonista del progetto – leggera e ironica.

https://www.galleriafutura.com/

5. MANOLO VALDÉS. POETICA DELLA TRADUZIONE – SEDI VARIE

Manolo Valdés. Poetica della traduzione. Exhibition view at Pietrasanta, 2018. Photo Giammarco Passerini

Come da tradizione, la piazza di Pietrasanta in estate diventa quinta per sculture di grandi dimensioni, dall’impatto fortemente scenografico e monumentale e che giocano il ruolo di protagoniste di una pratica fotografica irresistibile da parte di turisti e curiosi. Il Comune toscano ha accolto quindi la proposta della Galleria Contini per occupare gli spazi pubblici con una mostra di opere dello spagnolo Manolo Valdés, intitolata Poetica della traduzione e curata da Kosme María de Barañano e che si completa con gli allestimenti all’interno della chiesa e del chiostro di Sant’Agostino e con un’ulteriore enorme testa con cappello collocata sul pontile di Tonfano a Marina di Pietrasanta. E se Francesco Bonami stronca senza appello l’operazione, le cinque testone in piazza – senza dubbio molto “pop”, e in netto contrasto il complesso scultore danese Jørgen Haugen Sørensen scelto nel 2017 – attirano l’attenzione e l’interesse, invitando a completare la visita nelle altre due sedi, dove gli esiti dell’artista paiono più interessanti.

http://www.continiarte.com/

6. SAURO CAVALLINI – GALLERIA ENRICO PAOLI

Sauro Cavallini. Exhibition view at Pietrasanta, 2018

Presente in molte collezioni pubbliche italiane ed europee, Sauro Cavallini (La Spezia, 1927 – Fiesole, 2016) è lo scultore scelto dalla Galleria Enrico Paoli per allestire una retrospettiva su tre sedi: in galleria vi sono i bozzetti e alcune vivaci tempere, nella piazzetta San Martino sculture in bronzo di grandi dimensioni e, infine, all’interno del campanile di Sant’Agostino la grande opera Uomo del 1962. Tutti pezzi unici, le fusioni protagoniste dell’approfondimento su Cavallini si datano dagli Anni Sessanta agli Anni Novanta e dalle più piccole alle più monumentali offrono una selezione significativa sulla ricerca di questo artista recentemente scomparso.

http://www.galleriapaoli.com/

– Marta Santacatterina

Dati correlati
Spazi espositiviMARCOROSSI ARTECONTEMPORANEA, GALLERIA GIOVANNI BONELLI , GALLERIA POGGIALI , GALLERIA SUSANNA ORLANDO - VETRINA, ARMANDA GORI ARTE PIETRASANTA, GALLERIA FUTURA, CONTINI
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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.

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