I musei si fanno la webtv. Quella del Louisiana festeggia 5 anni, mentre il Maxxi lancia Jack

L’iniziativa danese, nata nel 2012, festeggia oggi i 400 video e un grande successo di visite. Mentre in Italia il Maxxi di Roma lancia Jack tv

Il Louisiana Museum

400 video interviste con artisti disponibili in open source gratuitamente. È questo il risultato raggiunto da Louisiana Channel, la web tv del Louisiana Museum of Modern Art, che si trova a Fredenborg, a 35 km a nord di Copenaghen, in Danimarca. Disponibile in inglese su internet, produce due video alla settimana ospitando artisti e protagonisti del settore: nel 2016 aveva raggiunto la notorietà per la survey che aveva coinvolto undici personaggi famosi, che avevano risposto alla domanda come si fa a diventare scrittori popolari?, offrendo la propria expertise ai giovani aspiranti. Tra i partecipanti Jonathan Franzen, Lydia Davis, Alaa Al-Aswany, Herbjørg Wassmo, Richard Ford, Ngūgī wa Thiong’o, Lars Norén, Patti Smith, Sjón, Kjell Askildsen e Umberto Eco. I video visitati quotidianamente da 12mila utenti ciascuno ravvivano un progetto nato nel 2012 con l’intento di offrire un apparato formativo e ulteriori contenuti agli spettatori.

IL CASO ITALIANO: JACK

La notizia arriva dopo quella, annunciata nelle scorse settimane dal Museo Maxxi di Roma, del lancio del progetto Jack Tv, una web tv che nasce per raccontare l’arte contemporanea con contenuti streaming, blogging e pezzi in esclusiva. Jack coinvolge, in partnership con l’istituzione romana, altre 13 istituzioni: la Fondazione Romaeuropa, l’Emst di Atene, il Museion di Bolzano, la GNAM, il Museo Luigi Pecci, Madre, l’Istanbul Museum of Art, tra gli altri. Un progetto, quindi, che va ben oltre l’idea della web tv istituzionale, e offre al visitatore (e ad altri musei) la fruizione di contenuti giornalistici. Da soggetti interessati, però, pur salutando con piacere ogni forma di networking, ci chiediamo se questo debba essere uno dei ruoli del museo come istituzione, e se questa nuova sfida non ponga anche dei rischi di natura conflittuale e autoreferenziale. Girare video e commentare il lavoro dei musei non dovrebbe essere compito degli editori? E con tutte le difficoltà che i pochi editori superstiti hanno è corretto che i musei, magari impiegando denari pubblici, facciano loro concorrenza?

http://www.jackarts.tv/

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