100 artisti per il Palatino. A Roma l’incontro tra archeologia e arte, da Duchamp a Cattelan

Da Duchamp a Cattelan, la mostra al Palatino fa incontrare archeologia e arte contemporanea attraverso una lunga sfilata di grandi nomi. Due i macro temi del percorso ideato da Alberto Fiz: i ritratti e le mani.

Torna l’arte contemporanea nei siti archeologici della città. Dal 28 giugno grandi istallazioni, dipinti, e fotografie di artisti provenienti da 25 nazioni animeranno l’area del Palatino con l’esposizione Da Duchamp a Cattelan. Arte contemporanea sul Palatino. Curato da Alberto Fiz il progetto presenta 100 opere tra grandi installazioni, sculture, dipinti, fotografie e opere su carta. Non mancano i grandi nomi, anzi sembrerebbe una kermesse che punta tutto per tutto sui big: da Marina Abramovic a Gilbert and George, da Barbara Kruger a Joseph Kosuth. Ma non mancano anche i maestri della tradizione italiana come Mario Schifano e Mauro Staccioli, né i più “giovani” che ormai giovani non sono più come Paul McCarthy e Maurizio Cattelan.

COME NASCE IL PROGETTO

Una mostra programmata dalla Soprintendenza prima dell’istituzione del Parco del Colosseo”, sottolinea il soprintendente Francesco Prosperetti, ”che oggi siamo in grado di aprire senza equivoci e fraintendimenti. L’ideazione è mia e di Alberto Fiz con cui ho il piacere di lavorare da anni. Il tema è quello di ridare vita attraverso il gesto vitale degli artisti a luoghi in cui la vita se ne è andata da tempo e che sono percepiti da chi li visita come luoghi in cui il tempo ha avuto una soluzione di continuità. Per riannodare il senso di una percezione vitale da parte di chi li visita è necessario un gesto che solo gli artisti possono restituire. Un punto d’incontro tra passato e contemporaneo che offre l’istallazione. La scelta fatta come Soprintendenza Speciale è quella di appoggiarsi ad istituzioni dell’arte: quest’anno il rapporto è con l’Associazione ALT – Arte Lavoro Territorio di Tullio Leggeri, uno dei più importanti e particolari collezionisti di arte contemporanea italiana”.

UNA MOSTRA CON OPERE SITE SPECIFIC

La rovina è un elemento che ha vita propria ed una sua autonomia. Al suo interno si inseriscono elementi contemporanei che riportano ad una dimensione quotidiana che supera lo spazio antico, divenendo parte integrante della città e non solo meta di contemplazione estatica. La mostra mantiene una forte componente architettonica che crea all’interno di ogni istallazione un elemento di nuova analisi in cui si fondono ironia e provocazione colta come nell’opera di Allan McCollum che gioca con l’idea del fake nell’arte inserendo un vaso cinese nel contesto archeologico, o Cattelan che torna a ripensare al limite tra contesto privato e pubblico con il suo zerbino specchiante, un’opera per i “guardoni” e i guardiani del Palatino.

UNA MOSTRA DALLA LUNGA GENESI

Il progetto si svolgerà tra Stadio Palatino e peristilio inferiore della Domus Augustana, con le terrazze e le Arcate Severiane, dividendosi in due macrotemi: le “Mani” e i “ritratti”, di cui i romani sono stati grandi protagonisti nella plastica. Lo spunto, ovviamente viene dal genius loci. La mostra Da Duchamp a Cattelan. Arte contemporanea sul Palatino ha avuto una lunga genesi.
Si tratta di un percorso che prosegue da quasi un anno insieme a Tullio” spiega il curatore Alberto Fizcon il quale abbiamo studiato la miglior disposizione delle opere. Questa non è la scelta di una serie di opere da una collezione ma un vero progetto curatoriale con opere commissionate agli artisti, dalla Diagonale Palatina di 24 metri di Mauro Staccioli, all’Archipensiero di Gianni Pettena, al Tempio Capitolino con la lupa smunta che non riesce ad allattare Romolo e Remo. Sono tanti lavori realizzati specificamente per la mostra. All’interno del Palatino c’è la componente architettonica della mostra con la casa pericolante di Vedova Mazzei che prende ispirazione da un modello immaginario, dal film di Buster Keatonriproponendo il concetto di rovina”.

-Ilenia Maria Melis

Da Duchamp a Cattelan. Arte contemporanea sul Palatino
28 giugno – 29 ottobre 2017
Foro Palatino
Via di San Gregorio, 30
00184 Roma

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Ilenia Maria Melis

Ilenia Maria Melis

Ilenia Maria Melis è giornalista e blogger. Laureata con il massimo dei voti in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico, indirizzo Archeologico, presso l’Università degli Studi Roma Tre, da sempre ama l’arte e l’archeologia, probabilmente affascinata dagli splendori della Capitale…

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