Torna la Venice Glass Week. 8 mostre da non mancare in Laguna

È ai blocchi di partenza la seconda edizione della Venice Glass Week, la settimana che la città lagunare, e la sua terraferma, dedicano all’arte vetraria, fiore all’occhiello della storia artigiana locale. Oltre 180 gli eventi in programma e numerose le novità.

Mancano ormai pochi giorni all’inaugurazione della Venice Glass Week, in programma dal 9 al 16 settembre. Giunto al secondo appuntamento, il festival internazionale dedicato all’arte vetraria sarà animato da 150 realtà, il 20% in più rispetto all’edizione precedente, testimoniando un significativo incremento di adesioni da parte di istituzioni museali, gallerie e fondazioni.
Promossa da Comune di Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia, Fondazione Cini/Le Stanze del Vetro, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e Consorzio Promovetro Murano, la kermesse può contare per la prima volta su un comitato scientifico ‒ presieduto dalla storica del vetro veneziana Rosa Barovier Mentasti e composto dai critici e curatori Chiara Bertola e Jean Blanchaert, dalla giornalista Uta Klotz e dal chimico Marco Verità ‒, cui è spettato il compito di selezionare i partecipanti. Oltre a Venezia, anche Mestre e Murano saranno centri nevralgici della week, offrendo un denso calendario di iniziative che spaziano dalle mostre alle conferenze, senza dimenticare attività didattiche e premiazioni.

1. LA PELLE DEL VETRO. CARLO SCARPA ALLA VENINI 1936-1942 – NEGOZIO OLIVETTI

La Pelle del Vetro. Carlo Scarpa alla Venini 1936 42. Negozio Olivetti, Venezia, credit Archivio FAI – Fondo Ambiente Italiano

Il Negozio Olivetti, bene FAI ‒ Fondo Ambiente Italiano nel cuore di Piazza San Marco, è la cornice ideale per la mostra curata da Marino Barovier, che riunisce quindici oggetti in vetro disegnati da Carlo Scarpa durante la sua collaborazione con Venini, di cui fu direttore artistico fino al 1947. Vasi e coppe, provenienti da collezioni private, testimoniano la ricerca di equilibrio tipicamente scarpiana fra tecnica ed estetica, sullo sfondo del suggestivo Negozio Olivetti, progettato dall’architetto alla fine degli Anni Cinquanta.

2. LA VETRERIA M.V.M. CAPPELLIN E IL GIOVANE CARLO SCARPA 1925-1931 ‒ LE STANZE DEL VETRO

La vetreria M.V.M. Cappellin e il giovane Carlo Scarpa 1925-1931, Le stanze del Vetro, Pesci in vetro policromo

L’accoppiata Marino Barovier-Carlo Scarpa anima anche la mostra La vetreria M.V.M. Cappellin e il giovane Carlo Scarpa 1925-1931, allestita presso Le Stanze del Vetro sull’Isola di San Giorgio Maggiore. Stavolta i riflettori si accendono sul ruolo giocato dalla vetreria nel panorama muranese fra gli Anni Venti e Trenta del secolo scorso, mettendo in evidenza l’apporto del giovane Carlo Scarpa, attivo nella scuderia M.V.M. Cappellin fino al 1931 e artefice di nuove sperimentazioni geometriche.

3. HOMO FABER: CRAFTING A MORE HUMAN FUTURE ‒ FONDAZIONE GIORGIO CINI

Homo Faber: Crafting a more human future. Open Care, Laboratorio arredi lignei, photo credit Alice Turrina

Restando sull’Isola di San Giorgio, è d’obbligo una visita alla Fondazione Giorgio Cini, ospite della mostra Homo Faber: Crafting a more human future, promossa da Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, un focus sui mestieri d’arte rari, storici e contemporanei, calati nel panorama europeo e posti in dialogo con il mondo del design. Richiamando da vicino una pratica radicata nel tempo e nella maestria artigiana come quella vetraria.

4. MARIO BELLINI PER MURANO ‒ MUSEO DEL VETRO

Mario Bellini per Murano, 2012, Vasi “Canneti” © Mario Bellini per Venini Spa

Curata da Gabriella Belli e da Chiara Squarcina, la mostra allestita presso il Museo del Vetro di Murano approfondisce il legame tra Mario Bellini e la materia vetraria. Attivo sull’isola veneziana durante la collaborazione con le fornaci Seguso e Venini, l’architetto ha saputo cimentarsi nella progettazione in vetro, misurandosi con tecniche sperimentali che hanno ampliato la gamma dei suoi linguaggi creativi.

5. GIORGIO VIGNA ‒ PALAZZO FORTUNY

Giorgio Vigna, Acque

Si intitola Acque l’installazione messa a punto da Giorgio Vigna al piano nobile di Palazzo Fortuny, unendo opere realizzate fra il 2013 e il 2015. Un lavoro che si inserisce nel filone di ricerca dell’artista attorno alla relazione acqua-fuoco, assegnando, in questo caso, al rame un forte valore simbolico. Quello di Vigna a Palazzo Fortuny è un gradito ritorno dopo la mostra personale del 2010 Altre Nature, nella quale confluirono i primi esiti dell’indagine tuttora in corso.

6. CHIARA ANTONIETTI ‒ MUSEO DI PALAZZO MOCENIGO

Chiara Antonietti, Il pranzo di Babette

Unisce due pratiche artigiane ben radicate nel tessuto lagunare ‒ la lavorazione del vetro e quella del merletto ‒ l’opera di Chiara Antonietti, presente con un’installazione site specific nella sala da pranzo di Palazzo Mocenigo. Il pranzo di Babette è il frutto del dialogo tra il ricamo di Burano, il vetro di Murano e le stoffe locali: le celebri murrine, ricamate sul tessuto, regalano nuova vita a due tecniche preziose, che rischiano di finire in pasto all’oblio.

7. THE GLASS BAR ‒ A PLUS A

Laura Sattin, Briccole, photo credits Giovanni Comparelli

Sempre in prima linea sul fronte delle nuove proposte, la galleria veneziana partecipa alla Glass Week esponendo gli oggetti di design realizzati da Jochen Holz e Laura Sattin. Opere artigianali che, nella cornice del bar allestito per l’occasione, saranno usate per gustare cocktail ideati ad hoc dagli ospiti di Holz e Sattin. Un designer, un collezionista, un gallerista, un curatore e un artista sceglieranno gli ingredienti che “colmeranno” i bicchieri, dando vita a momenti di dialogo e convivialità per l’intera settimana, dalle 17.30 alle 19.30.

8. TIME ‒ PENZO+FIORE ‒ GALLERIA MASSIMODELUCA

Penzo+Fiore, Time, 2018, opera in vetro di Murano, cera e crani di animali, coproduzione Massimodeluca e Berengo Studio

La galleria mestrina apre le porte all’opera del duo Penzo+Fiore, dando visibilità al progetto nato dalla prima collaborazione con Berengo Studio. Un lavoro che nasce da una ricerca sul tempo, appunto, inteso come collante del vissuto e ponte incrollabile fra presente e futuro. Un tempo capace di assumere anche la forma del vetro, mischiando quotidianità e simboli primordiali. Gli artisti, durante la serata inaugurale, daranno vita a un’azione performativa.

Arianna Testino

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.