Dérive online: yoga, musica e arti visive

Dérive, il progetto pensato da Germano Centorbi e Marco Gardenale per unire le arti, presenta “Passaggi”, un tentativo di esplorazione ibrida dello yoga da praticare a casa grazie alle lezioni online sulla app di Nike. Ne abbiamo parlato con Marco Migliavacca, founder di [hohm] Street Yoga.

Derive e Nike Yoga. Courtesy Derive
Derive e Nike Yoga. Courtesy Derive

Per chi pratica e per chi ha uno stile di vita attivo, la chiusura delle palestre e dei centri sportivi è stato un dramma. Questa dolorosa condizione in cui ci troviamo ci ha portato a ripensare le pratiche di allenamento, dallo yoga al pilates, dalla corsa al sollevamento pesi, e lo spazio dell’abitare. Le nostre case sono diventate anche il luogo in cui lavoriamo, mangiamo, dormiamo e ci alleniamo.

NIKE E LO YOGA

I brand di activewear, già dal primo lockdown, hanno pensato a soluzioni per sopravvivere a questa situazione. Nike, tramite la sua app, sta portando avanti diverse iniziative per mantenere “attivi” e in movimento i member.
Tra i programmi ai quali aderisce il più interessante è Dérive, il progetto pensato da Germano Centorbi (direttore artistico del festival Ortigia Sound System) e Marco Gardenale, nato per promuovere una maggiore consapevolezza di sé, del proprio corpo e di tutto ciò che lo circonda, tramite l’incontro di discipline contemporanee. Inizialmente pensata come esperienza site specific di performance live in alcuni luoghi come le fondazioni artistiche, durante il primo lockdown Dérive ha abbracciato la dimensione digitale: in questa situazione è diventata la soluzione perfetta per allenarsi nel proprio spazio domestico.

Derive e Nike Yoga. Courtesy Derive
Derive e Nike Yoga. Courtesy Derive

LA SECONDA EDIZIONE CON DÉRIVE

Questa seconda edizione, dal titolo Passaggi, nasce dalla collaborazione tra Dérive e Nike Yoga ed è un progetto di esplorazione ibrida della disciplina yoga in dialogo con pratiche artistiche differenti, dalla musica alla videoarte. Come scrivono gli organizzatori nel manifesto, Dérive è un progetto che aiuta a raggiungere una certa consapevolezza del proprio corpo e del modo in cui si muove ed è concepito come una serie di incontri in cui l’interazione tra suono, movimento e l’immagine visiva diventano il focus principale.
Le tre live session sono tenute da Marco Migliavacca e per ogni lezione è prevista la collaborazione con un artista. Durante il primo episodio Folding and Undfolding il soundscape ambient del produttore e compositore Palazzi D’Oriente ha avvolto la sessione Hatha/Vinyasa con pattern sonori improvvisati ripetuti studiati per creare un connubio perfetto con la pratica yoga. Il prossimo appuntamento, il 10 dicembre, sarà con la cantautrice Sylvia, che reciterà poesie e canterà ninna nanne che accompagneranno la pratica dello Yin Yoga. Il 17 dicembre sarà la volta del visual artist Luca Giudici, che per la sessione di Hatha/Vinyasa ha realizzato un video in cui immagini naturali si alternano ad elementi di rottura.

INTERVISTA A MARCO MIGLIAVACCA

Come cambia il rapporto tra maestro e praticante nelle lezioni via streaming?
Al di là della distanza imposta dal mezzo e dalla conseguente assenza del contatto fisico e della coralità che caratterizza il gruppo, credo che la situazione attuale stia offrendo a tutti noi una grande opportunità, cioè ripensare questo mezzo nella sua complessità, accogliendo le potenzialità che può offrire: da strumento basico, principalmente utilizzato a scopo ludico oppure per effettuare videochiamate, ad abilitatore a 360° in ambito professionale per la maggior parte della popolazione.
È naturale che il rapporto tra praticante e insegnante si venga a modificare, ma credo che il punto non sia soffermarsi sul lungo elenco delle differenze tra attività in presenza e online, bensì cercare di comprendere come adattare noi stessi al nuovo status quo, volgendo a nostro favore le circostanze in cui ci troviamo a vivere. Imparare la grammatica del mezzo, ripensare al cinema come linguaggio di comunicazione attraverso le immagini, apprendere a leggere il corpo attraverso lo schermo e offrire l’esperienza più efficace e funzionale in questa assenza fisica del corpo.

Derive e Nike Yoga. Courtesy Derive
Derive e Nike Yoga. Courtesy Derive

La cross-pollination tra le discipline (musica, arte, yoga…) è necessaria per rendere l’esperienza ancora più partecipativa?
Più che di necessità parlerei di sperimentazione e di esplorazione, elementi chiave ai fini della conoscenza di sé e del mondo. Nello yoga si parla di Sadhana Bhasa (pratica del linguaggio) proprio perché il linguaggio, dall’anatomico al metaforico, ha il potere di evocare e rendere accessibili i luoghi del corpo attraverso la memoria e l’inconscio collettivo. Allo stesso modo, la sinestesia tra le diverse pratiche può suggerire e condurre il praticante in uno stato di maggiore attenzione e presenza e, soprattutto, aiuta a incorniciare e mantenere raccolto lo spazio: “holding the space”.

Guardando al lato positivo del virtuale: è possibile che l’utente, avendo la possibilità di praticare all’interno del proprio spazio domestico, riscopra il suo corpo in maniera ancora più sincera e consapevole?
Si tratta certamente di una possibilità concreta, tuttavia credo che anche in questo ambito sia fondamentale mediare tra le polarità di cui siamo il centro: da un lato la comfort zone può portarci a uno stato di maggiore consapevolezza e concentrazione, dall’altro in questa situazione corriamo il rischio di indugiare sulle nostre abitudini e ritrovarci naufraghi nel flusso e riflusso delle nostre emozioni. In quanto esseri viventi, non possiamo prescindere dalla relazione con l’altro e con il mondo di cui facciamo parte. La pratica a distanza ci consente sicuramente un nuovo tipo di connessione ma, al contempo, ci richiede una notevole dose di vigilanza e responsabilità.

– Bianca Felicori

http://www.derivederive.com/immersive-yoga-experience/
https://www.nike.com/it/ntc-app

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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.