Morto Ennio Morricone, leggenda della musica e del cinema

All’età di 91 anni ci lascia Ennio Morricone. Una brutta caduta nella sua casa romana porta via il Maestro alla sua famiglia e ai tantissimi in tutto il mondo che negli anni hanno amato questo artista e la sua musica. Da Sergio Leone a Giuseppe Tornatore, sono tantissimi i registi che devono alle sue note e melodie il successo di alcuni loro film.

Ci lascia Ennio Morricone, il Maestro. Compositore e direttore d’orchestra, ha contribuito a fare grande il cinema italiano e non solo. La sua collaborazione e profonda amicizia con Sergio Leone è tra i legami artistici più significativi della storia cinematografica del Bealpaese. Ennio Morricone è scomparso all’età di 91 anni in seguito ad una caduta avvenuta nella sua casa romana. La musica da film ha in lui uno dei maggiori esponenti e creatori, padre di colonne sonore diventate cult e riconoscibili anche agli ascoltatori-spettatori meno attenti. Un’eccellenza del nostro Paese e del nostro cinema a cui il regista Premio Oscar Giuseppe Tornatore sta dedicando un documentario (di cui da poco dovrebbe avere finito le riprese). E anche Ennio Morricone era un Premio Oscar: uno nel 2007 e uno nel 2016, quest’ultimo con il film di Tarantino The Hateful Eight.

LA MUSICA PRIMA DI TUTTO

Posso avere anche centomila persone, alle spalle: non me ne accorgo. Sono troppo concentrato, sono solo. Solo fino agli applausi conclusivi. Allora tutto si scioglie. Il miracolo s’è ripetuto un’altra volta. E posso passare anch’io dalla parte del pubblico”, diceva Morricone parlando dell’esperienza orchestrale. Il Maestro ha dedicato la sua vita alla musica e ha girato il mondo, fino a pochi mesi fa, portando le note delle sue composizioni un po’ ovunque. Un concerto di Ennio Morricone ha sempre avuto come un qualcosa di sacro, di mistico. Sin dalla prima nota nella sala calava il silenzio più assoluto trascinando il pubblico attraverso il suono in un sogno ad occhi aperti che partiva da uno scenario western fino al massimo della suggestione ed emozione. Le melodie di Ennio Morricone sono quasi leggenda. Non c’è italiano o straniero che, al suono della struggente colonna sonora di C’era una volta il west– film di Sergio Leone – non riconosca il marchio di fabbrica di Morricone. Un artista semplice e determinato che lascia un vuoto incolmabile in questo momento.

DA TRASTEVERE A HOLLYWOOD

Ennio Morricone era nato a Trastevere, nel cuore di Roma, nel 1928. Una quartiere che suggestionato lui e altri grandi del nostro cinema. Morricone portava avanti una mission esemplare, consegnare con la sua arte qualche novità al futuro unendo più stili che ricordassero il passato e si proiettassero al futuro. Era figlio di un trombettista originario di Arpino, e a 10 anni inizia a frequentare il Conservatorio di Santa Cecilia. Ben presto si cimenta nella composizione di musica per radio, televisione, cinema e teatro. Dal 1961, quando esordisce con la sua prima colonna sonora nel film di Luciano Salce Il federale, inizia un percorso professionale che lo porterà a collaborare con registi immensi quali Pier Paolo Pasolini, Sergio Leone e Bernardo Bertolucci, fino a uscire dai confini nazionali firmando le colonne sonore dei film di Brian De Palma, Oliver Stone, Pedro Almodovar e Warren Beatty. Ennio Morricone è stato pluripremiato nella sua carriera durata oltre cinquant’anni. Ha collezionato nove David di Donatello, cinque nomination agli Oscar, un Oscar alla carriera, quattro Premi Bafta e altrettanti Golden Globe, un Grammy Award, il Prado d’oro alla carriera (1989), l’Efebo d’argento (1993), il Leone d’oro alla carriera (1995) e il Polar Music Prize (è stato il primo italiano, nel 2010, a riceverlo).

PER MISSION IL MAGGIORE ORGOGLIO

Entusiasmo ed energia hanno sempre contraddistinto l’instancabile Ennio Morricone, colui che se data la parola non mancava un appuntamento. Di pensione non ha mai voluto sentirne parlare. Con la sua musica ha vissuto attimo dopo attimo e la sua musica lascia a tutti noi. In una intervista di qualche anno diceva così delle colonne sonore che gli hanno dato maggiore soddisfazione: “quella composta per il film Missiondi Robert Joffé, perché mi fu commissionata a montaggio concluso. Vinse il Golden Globe e il Premio Bafta nel 1987. Altro motivo di orgoglio: le musiche di La migliore offerta, diretto da Giuseppe Tornatore”. E per rimarcare il suo amore per la musica, ci teneva a rimarcare “non scrivo per il successo. Scrivo per me. Per cui non è mai avvenuto un episodio simile, né in positivo né in negativo. La musica poi è intangibile, non ha sembianze, è come un sogno: esiste solo se viene eseguita, prende corpo nella mente di chi ascolta. Non è come la poesia, che non necessita di interpretazione perché le parole hanno un loro significato. La musica può essere interpretata in vario modo. Una composizione per una scena di guerra può essere intesa anche come brano che accompagna una danza frenetica”.

Margherita Bordino

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

Scopri di più