CONTACT(less), la prima edizione del festival d’arti performative lanciato da MAXXI L’Aquila

Il museo abruzzese, che ha inaugurato pochi mesi fa, lancia in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila un festival interamente dedicato alle arti performative. Per recuperare l’approccio alla relazione e il contatto con il prossimo dopo oltre un anno di pandemia

Maxxi L'Aquila, Palazzo Ardinghelli, ph. Luca Eleuteri
Maxxi L'Aquila, Palazzo Ardinghelli, ph. Luca Eleuteri

Lockdown, restrizioni, isolamento, distanziamento fisico: per oltre un anno la pandemia ha costretto il mondo intero a provare queste situazioni, portandoci a rivoluzionare il nostro stile di vita e il modo in cui interagiamo con gli altri. Dinanzi a questa nuova condizione e urgenza cui il momento storico attuale ci sta sottoponendo, che tipo di risposta o conforto può dare il mondo dell’arte? Questa è una delle riflessioni sottese al nuovo progetto promosso dal MAXXI L’Aquila, PERFORMATIVE.01, festival internazionale dedicato alle arti performative la cui prima edizione si terrà dal 16 al 19 settembre presso il museo d’arte contemporanea (inaugurato pochi mesi fa all’interno di Palazzo Ardinghelli) e altri luoghi della città.

Bartolomeo Pietromarchi ph. Giorgio Benni
Bartolomeo Pietromarchi ph. Giorgio Benni

LA PRIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL PERFORMATIVE.01 DI MAXXI L’AQUILA

Come mai un festival di arti performative proprio all’Aquila? “Questo festival è realizzato insieme all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila”, spiega ad Artribune il direttore del MAXXI L’Aquila Bartolomeo Pietromarchi. “È una rassegna che speriamo nel tempo possa continuare a crescere, e che abbiamo creato all’Aquila perché l’Abruzzo ha una tradizione importante riguardo alle arti performative. Proprio all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila Fabio Mauri ha insegnato arti performative per oltre 18 anni, realizzando una delle sue performance più importanti, ‘Che cosa è il fascimo’, portata poi in altre città italiane e all’estero. E poi”, continua Pietromarchi, “in Abruzzo, a Bolognano, ha anche lavorato Joseph Beuys, grazie alla baronessa Lucrezia De Domizio Durini che ha donato parte della sua collezione su Beuys all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila”.

CONTACT(LESS), IL TEMA DELLA PRIMA EDIZIONE DI PERFORMATIVE.01

Che significato assume, dopo oltre un anno di distanziamento fisico, un festival di arti performative che, per sua stessa natura, pone il gesto, il corpo e la loro relazione in una posizione privilegiata? La riposta è sintetizzata nel titolo della prima edizione del festival, CONTACT(less): “se oggi si ritorna a parlare di arti performative, necessariamente bisogna fare i conti con quello che sta ancora accadendo”, risponde Pietromarchi. “Il festival porta a riflettere sulla performance come cura, come una forma di riabilitazione, e secondo me ne abbiamo bisogno per riprendere di nuovo confidenza con il contatto e la relazione e l’esperienza diretta del corpo e dell’incontro. E su questo si innesta il valore del gesto, che per me ha anche valenza etica ed estetica, civica e politica”. In che modo, quindi, lo spettatore-fruitore del festival può curarsi e riabilitarsi attraverso la performance? “In tanti modi diversi”, risponde Pietromarchi. “Alcuni artisti partecipanti a PERFORMATIVE.01 – Virgilio Sieni, Francesca Grilli e 2501/Jacopo Ceccarelli – stanno coinvolgendo il pubblico nelle loro performance, infatti è partita una open call per tutti coloro che vogliono partecipare e quindi ‘curarsi’ in maniera diretta. Inoltre”, continua il direttore, “abbiamo in programma una grande performance dei Masbedo, realizzata nell’ ambito della partenrship tra MAXXI L’Aquila e MuNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo, in cui saranno protagonisti i sotterranei del cinquecentesco Castello Spagnolo dell’Aquila”.

LA PRIMA EDIZIONE DI PERFORMATIVE.01 ALL’AQUILA

Il festival avrà un’anteprima dal 2 al 5 settembre, nell’ambito della rassegna Il jazz Italiano per le terre del sisma, con il progetto Dolce lotta_L’Aquila di Virgilio Sieni, che si articola nelle due performance Dolce Lotta e Di fonte agli occhi degli altri. L’inaugurazione del 16 settembre lancerà la prima di una serie di con-formance, conferenze che diventano anche azioni performative che vedranno protagonisti Bartolomeo Pietromarchi e l’artista Cesare Pietroiusti. Sarà poi la volta delle performance di mk /Michele Di Stefano, Cristina Donà, Daniele Ninarello e Saverio Lanza. La mattina del 17 settembre, davanti alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, natura e sostenibilità saranno protagoniste del progetto Augmented Reality Aeroglyph di Tomás Saraceno, con coreografia visibile da smartphone attraverso una app dedicata. Elena Bellantoni, Canedicoda, Elisabetta Cibelli, Collettivo Fuori Genere, Collettivo Hynverno, Ninos Du Brasil, Piotr Hanzelewicz, Hassan Khan, Kinkaleri, Valentina Magaletti, Isabella Mongelli, Margherita Morgantin, Roberta Mosca, Daniele Poccia, Martina Raponi, SSIEGE, Filippo Tappi, Giulia Vismara e Italo Zuffi sono gli altri artisti partecipanti al festival.

– Desirée Maida

L’Aquila //dal 16 al 19 settembre 2021
PERFORMATIVE.01 – CONTACT(less)
MAXXI L’Aquila e sedi varie
https://maxxilaquila.art/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.