Museo d’Arte Urbana senza Street Art? No, non esiste. A Torino ora c’è anche quella al Mau del Borgo Campidoglio. Che da dicembre vedrà il suo rifugio antiaereo decorato dai murales di Xel


Un’opera di Opiemme

Il Mau – Museo d’Arte Urbana, a dispetto del nome, è nato soprattutto per ospitare le opere di pittori che con l’arte urbana e la Street Art hanno poco o nulla a che spartire. Ora quel gap si è chiuso perché dall’inizio dell’anno hanno fatto il loro ingresso in questo piccolo museo a cielo aperto nel quartiere Campidoglio di Torino i lavori degli street artists Chekos’Art – con un’opera in memoria di un falegname del quartiere, Gianni Garino -, e Kasy 23, con un murale realizzato a spray nel corso di un live painting. La presentazione ufficiale da parte del direttore del Mau Edoardo Di Mauro ha anticipato l’adesione di un ulteriore nome appartenente alla galassia street: “Xel ha accettato l’invito, e dalla prossima settimana comincerà a lavorare al rifugio antiaereo di piazza Risorgimento”. Le pareti delle tre casette poste sopra gli ingressi del rifugio si riempiranno, così, dei motivi ricorrenti e apparentemente leggeri (case, alberi, pulcini) di questo artista torinese, classe 1975. Le altre novità di questa terza edizione di Mau & Co. Il Museo d’Arte Urbana nel Borgo Campidoglio riguardano le opere su pannelli amovibili di Ferruccio d’Angelo, la nuova collocazione e il restauro (per un atto vandalico) di una composizione in metallo di Matteo Ceccarelli e la riverniciatura delle Panchine d’Autore di Vito Navolio in piazza Moncenisio.
Assolutamente inedito l’approdo al Mau di Opiemme, abituato a lavorare con le immagini e le parole in forma di poesia, che per l’occasione ha realizzato anche lui un omaggio al falegname Garino, disegnando con lo stencil la sagoma di un castoro circondata da una catena di “c”, come a ribadire il doppio legame del legno e della sua appartenenza al quartiere.

- Claudia Giraud

www.museoarteurbana.it

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