Tutte le Kate Moss del mondo. Da Allen Jones a Chuck Close, a Irving Penn, a Londra vanno all’asta sessanta opere ispirate dall’icona di stile

Se Andy Warhol l’avesse conosciuta le avrebbe sicuramente dedicato un ritratto, che sarebbe diventato immediatamente una icona di successo. Parliamo di Kate Moss, l’intramontabile top model musa di tanti artisti e fotografi, a cui Christie’s dedica un’asta il 25 settembre a Londra, curata dal collezionista Gert Elfering. 58 le opere in vendita, stimate tra le […]

Se Andy Warhol l’avesse conosciuta le avrebbe sicuramente dedicato un ritratto, che sarebbe diventato immediatamente una icona di successo. Parliamo di Kate Moss, l’intramontabile top model musa di tanti artisti e fotografi, a cui Christie’s dedica un’asta il 25 settembre a Londra, curata dal collezionista Gert Elfering. 58 le opere in vendita, stimate tra le 4mila e le 120mila sterline, per una stima complessiva di £1.3-2 milioni. Fin dal suo debutto con Calvin Klein nel 1990, l’icona di stile Kate Moss ha suscitato interesse in numerosi artisti contemporanei, con cui Mr. Elfering ha collaborato per creare edizioni limitate o opere uniche che sono state selezionate per questa vendita eccezionale.
Tra i top lot , Kate in Red di Allen Jones del 2013, un olio su tela stimato £150-250mila, e una scultura dello stesso artista, A Model, Model, sempre del 2013, stimata £120-180mila. Tra le immagini più famose, il tappeto del 2007 di Chuck Close, Kate (£60-80mila), e una stampa di Irving Penn per la copertina di Vogue, Kate Moss (hand on thigh), New York, April 25, for American Vogue, September 1996, stimata £50-70mila. Tra i nudi più poetici quelli di Bruce Weber, di Mario Sorrenti del 1992 di grandi dimensioni, 128.3 x 161.3cm (stima £30-50mila),  una stampa di Sante D’Orazio di dimensioni 118.1 x 177.8cm, Kate Moss on lounge chair I, Glen Cove, NY, 1995 (stima £20-30mila). Altri grandi nomi? Da Annie Liebovitz a Mary McCartney, Craig McDean, Sam Taylor-Wood, Juergen Teller, Mario Testino, Ellen von Unwerth, Albert Watson.

– Martina Gambillara