Modena fast & slow

Il suo nome è legato a tradizioni ed eccellenze agli antipodi le une dalle altre: dal culto della velocità della Ferrari alla lentezza decennale dell’aceto balsamico. A breve distanza dal capoluogo Bologna, Modena merita una visita di almeno una giornata. Prenotando con largo anticipo un tavolo in uno dei ristoranti più importanti del globo.

1. FONDAZIONE FOTOGRAFIA

Alphonse Bernoud Montemurro, 1857-58 (c) Royal Academy

Eccellenza nel settore, la Fondazione è in prima linea sul fronte delle mostre temporanee (in sede ed extra muros), del collezionismo e della formazione. Avviata nel 2007, dallo scorso giugno è diretta da Diana Baldon, che ha ricevuto il testimone da Filippo Maggia. Fino al 4 febbraio, all’ex Manifattura Tabacchi (MaTa), la Fondazione presenta Sequenza Sismica, con sette artisti internazionali che raccontano il sisma che ha colpito il Centro Italia nel 2009 e nel 2016.

www.fondazionefotografia.org

2. D406

Ericailcane. Courtesy D406, Modena

Galleria “fedele alla linea” – che è quella del disegno, ma citando i mitici CCCP –, lavora con artisti come Nicola Toffolini e Gianluigi Toccafondo, Lorenzo Mattotti ed Ericailcane, Silvia Argiolas e Andrea Chiesi. In sede trovate anche le loro belle pubblicazioni. Mentre i nuovi disegni di Ericailcane, Luca Zamoc e Carlo Cremaschi saranno esposti a Set Up Fair.

http://d406.it/

3. VITTORIOVENETO25

Una delle stanze di VittorioVeneto25 a Modena

Un piccolo hotel situato nel centro storico, che occupa un villino di inizio Novecento restaurato nel 2015. Tre piani per un totale di sei stanze, tutte tematizzate: potete prenotare il Giardino o il Bosco, la Selva o la Foresta, il Roseto o il Bocciolo.

www.vittorioveneto25.it

4. OSTERIA FRANCESCANA

L’impiattamento all’Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena

Uno dei ristoranti più celebri d’Italia, chez uno dei migliori chef al mondo: Massimo Bottura. Potete scegliere dal menu oppure selezionare la degustazione a 9 o 12 piatti. Spenderete una cifra ragguardevole, ma sarà un’esperienza che vi ricorderete per tutta la vita.

www.osteriafrancescana.it

5. DA PANINO

Da Panino, Modena

Pranzo leggero in vista della cena da Bottura? Andate in questo alimentari e optate per un bel panino. Certo, “leggero” non è proprio l’aggettivo più corretto, con proposte come crudo – peperoni – taleggio – fichi. In alternativa, uno dei piatti della tradizione.

http://dapanino.it/

6. DUOMO

Un bassorilievo di Wiligelmo al Duomo di Modena

Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 1997, è un capolavoro dell’architettura romanica. Fondato nel 1099, è il frutto della straordinaria collaborazione fra lo scultore Wiligelmo e l’architetto Lanfranco. Non limitatevi a fare un rapido tour fra le navate.

www.duomodimodena.it

7. ACETAIA COMUNALE

Dall’Acetaia Comunale di Modena

Modena ha alcuni sinonimi, e fra questi c’è “aceto balsamico”. Per capire di che si tratta, andate nel sottotetto del Palazzo Comunale a visitare l’Acetaia, creata nel 2003. Vedrete botti e botticelle, barrique e batterie. E lo stravecchio che sarà pronto nel 2028.

www.comune.modena.it/acetaia

8. FONDAZIONE SAN CARLO

La Sala Cardinali della Fondazione Collegio San Carlo di Modena

Filosofia, scienze umane e sociali, scienze religiose. Questo Collegio è un’eccellenza dell’alta formazione italiana e si apre all’esterno non soltanto durante il Festival Filosofia, ma anche con un sito Internet zeppo di contenuti gratuiti. Non di solo pane…

www.fondazionesancarlo.it

– Marco Enrico Giacomelli

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #41

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.