Invito al viaggio. Arte e natura nell’Oasi Zegna

Dal 26 giugno al 3 luglio scorsi, la suggestiva Oasi Zegna, nel biellese, ha fatto da cornice al viaggio di otto artisti. Attorno al confine tra creatività, scienza e mondo naturale.

Via delle Bocchette, Oasi Zegna
Via delle Bocchette, Oasi Zegna

Otto artisti selezionati si dedicano a un viaggio di ricerca in un’oasi sotto la guida di due mentori. L’oasi in questione è l’Oasi Zegna, che si estende per circa cento chilometri quadrati sulle Alpi biellesi, tra il paese di Trivero e la Valle Cervo, ed è percorsa dall’omonima strada panoramica. Il bosco non è antico, ma è un parco naturale che nasce nei primi del ‘900 a opera di Ermenegildo Zegna, insieme alle infrastrutture del paese di Trivero e al lanificio da cui si svilupperà il prestigioso marchio di tessuti noto in tutto il mondo.
L’Oasi comprende aree di grande interesse geologico, botanico, zoologico e paesaggistico, tanto che sul territorio sono già in atto vari progetti di mappatura e tassonomia. Per esplorare ulteriormente la complessità dell’area si è sviluppata una collaborazione tra la Fondazione Zegna e Cittadellarte – Fondazione Pistoletto. Da due anni, all’interno del programma formativo e residenziale Unidee – University of Ideas di Cittadellarte, sotto la direzione della curatrice Cecilia Guida, è stato attivato un modulo di ricerca sull’Oasi Zegna che, per quest’edizione, ha come titolo Expanded Body. An Immersive Exploration of the Oasi Zegna. 

UN’ESPERIENZA IMMERSIVA

Attraverso un’esperienza immersiva, progettata dalla coppia di artisti mentori Andrea Caretto e Raffaella Spagna, l’Oasi Zegna è sede di un esperimento estetico radicale di sintonizzazione tra gli artisti, le rocce, le piante, gli animali, i sofisticati artefatti, il paesaggio e le conoscenze che li riguardano. Gli otto artisti, selezionati tramite call internazionale, sono: gli italiani Micol Roubini, Lorenzo Casali, Alessandro Perini, Serena Porrati, Giulia Filippi, la canadese Marie-Andrée Godin, l’americano Philip Cartelli e la brasiliana Fernanda Rappa. Le loro pratiche sono mosse dall’urgenza della ricerca di un rapporto non gerarchico tra i vari oggetti che popolano l’ambiente, attraverso diversi media e a partire da molteplici background scientifici o artistici. Racchiuse in un quaderno prodotto dai mentori, testimonianze e conoscenze eterogenee forniscono gli indizi per l’emergere di un percorso inedito all’interno del bosco.
Il corpo espanso è la chiave interpretativa di tutte queste tracce. Si parla di un corpo che si lascia attrarre e identificare dagli oggetti con cui abitualmente interagisce, come fossero soggetti, inserendosi nella tensione mai sopita tra componenti invisibili e forma sensibile che riguarda ciascun essere. Per Caretto e Spagna, l’identità singolare di ogni materia è fondamentale allo scopo della loro ricerca ed è indagata attraverso la risonanza di una pluralità di conoscenze scientifiche ed esperienziali.

Lanificio Zegna
Lanificio Zegna

DALLA SCIENZA ALL’ARTE

In questo contesto trova senso l’invito dello scienziato naturale e ingegnere forestale Ernst Zürcher, quale guest del modulo, poiché la sua indagine verte sulla cronobiologia e sul rapporto tra visibile e invisibile nella crescita degli alberi. La conferenza dello scienziato svizzero si sposta non solo da Cittadellarte al Bosco del Sorriso, sede di un percorso bioenergetico all’interno dell’Oasi Zegna, ma spazia continuamente dalla terra al cielo, dalla botanica all’astrofisica, fornendo numerose corrispondenze di dati e misurazioni. Si genera così una pratica collettiva che, pur padroneggiando diversi livelli di classificazione scientifica, non riduce l’oggetto né a un’etichetta né all’insieme delle sue relazioni con altri oggetti. Insieme ci si addentra piuttosto nella percezione del tempo della vita degli alberi che lascia note e ritmi con cui è possibile entrare in connessione non solo attraverso i macchinari per la misurazione, ma anche attraverso il semplice gesto del camminare, come sembrano attestare i numerosi studi citati da Zürcher.

Archivio Zegna
Archivio Zegna

GLI ARCHIVI DI CASA ZEGNA

Il metodo di ricerca diventa una sorta di sampling o campionatura in cui l’oggetto stesso compare sempre come esempio di se stesso senza essere ridotto a una descrizione, perché ogni materia può innescare un’analisi che si trasforma in un incontro sorprendente. Passando a Casa Zegna e visitandone gli archivi, si incontrano, infatti, quattro secoli di campioni di tessuti acquisiti nel corso degli anni. Le macchine stesse all’interno del lanificio sembrano essere concepite, nella narrazione offerta, per prendersi cura dei nuovi campioni di tessuto, soprattutto nella fase chiamata finishing, che consente loro di lasciare la fabbrica. La cura dei diversi campioni di materia è proprio la cifra fondamentale di questo viaggio, ma tale attitudine non è un privilegio dell’uomo e nemmeno dei viventi, come sembrano dirci gli studi sul tempo geologico e queste sofisticate macchine.
Tutto ciò rende sempre più vivida la sensazione che, all’interno dell’Oasi, gli artisti siano dei corpi espansi fra i tanti, che non abbiano dunque né un accesso privilegiato, né una conoscenza sicura. Eppure, collezionando tracce e indizi, esplorando i nessi causali, gli artisti possono creare nuovi appuntamenti tra il visibile e l’invisibile in relazione all’Oasi stessa. Così si conclude il viaggio nell’Oasi Zegna, cosa ne conseguirà è un’altra storia.

Clara Madaro

www.oasizegna.com
www.cittadellarte.it

Dati correlati
Spazio espositivoOASI ZEGNA
IndirizzoConca dei Rododendri Strada Provinciale 232 - Trivero - Piemonte
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Clara Madaro
Clara Madaro è PH.d student in Filosofia presso il Consorzio di Dottorato del Nord Ovest (FINO) dove sta lavorando a un progetto sull’ontologia sociale del mondo dell’arte. Cura il programma di talk “Collecting People-L’arte di pensare” (Progetto Diogene-Bivacco Urbano, Torino 2015-16) e la settima edizione di “Mirror Project” con la mostra personale di Aurora Paolillo, Sensible Objects. The art of Bonds (Associazione Barriera, Torino 2016). Tiene il tutoraggio teorico cross-disciplinare “L’arte di fotografare le idee” per gli studenti del Master di alta formazione sull'immagine contemporanea (Fondazione Fotografia Modena). Ha iniziato con l’artista Cosimo Veneziano il progetto editoriale “Guida alla temporalità della residenza, una collezione di domande”. Ha scritto “Cibo e arte contemporanea. Una relazione ecologica” (in “L’anima del cibo”, Aracne, 2015) e “L’archivio come processo artistico” (residenza online ArchiveSeries, a cura di Marianna Orlotti, MOP FOUNDATION, Londra).