Locarno è un fiorire di opportunità. Fra arte, percorsi religiosi, grandi architetti e buon vino. Ci si arriva anche in treno dall’Italia, attraversando i bei paesaggi con la Ferrovia delle Centovalli.

Molti conoscono Locarno solo per il famoso festival del cinema, tra i più riconosciuti a livello europeo, e non solo, nel settore. Chi c’è stato non può dimenticare le magnifiche proiezioni nella Piazza Grande, utilizzata come sala di proiezione, con il suo schermo cinematografico tra i più grandi d’Europa e una platea di oltre 8.000 spettatori. Ma il festival, giunto nel 2016 alla sua 69esima edizione, non è l’unica opportunità culturale e non che si presenta al fortunato visitatore della città di Locarno.

LA VIA DELLE CHIESE

Dolcemente bagnata dal Lago Maggiore che unisce Svizzera, Piemonte e Lombardia, offrendo affascinanti scenari invidiati da tutta Europa, la città a pochi chilometri dal confine con l’Italia si può raggiungere grazie alla Ferrovia delle Centovalli, che collega la linea del San Gottardo con il Sempione e il Ticino con la Val d’Ossola, in un tragitto di sole due ore da Domodossola.
Sopra la città si colloca lo splendido Santuario della Madonna del Sasso a Orselina, che ogni anno è meta di pellegrinaggio di tantissimi, fedeli e non, attirati dalla bellezza dell’eremo e dalla dovizia di opere d’arte ed ex voto che vi trovano. Ad esempio? Una Fuga d’Egitto del 1520, opera del Bramantino. Tutti questi magnifici ingredienti hanno permesso la candidatura, in attesa di risposta, di questo luogo magico a patrimonio dell’Unesco.
Tornando a Locarno, non mancate di perdervi nelle strade della città vecchia, ma soprattutto di visitare il famoso Castello Visconteo oggi sede del Museo Archeologico, con una collezione di oltre duecento pezzi, forte di un nutrito corpus di vetri romani. E con un prezioso segreto: il Rivellino del Castello, l’elemento in muratura, cioè, eretto dinanzi alle porte per difenderle dal fuoco e dai proiettili nemici e facilitare le sortite dei difensori (in uso a partire dal XIV secolo), è stato attribuito al genio ingegneristico di Leonardo da Vinci dopo un lungo dibattito fra storici dell’arte.
La via delle Chiese, cominciata a Orselina, prosegue invece a Mogno, con la cattedrale firmata da un grande architetto come Mario Botta. Il bellissimo luogo dedicato a San Giovanni Battista si configura come una struttura in pietra, utilizzando materiali locali, ma a pianta ellittica e con un allestimento interno molto semplice. Costruita nel 1992 dall’architetto di Mendrisio, ha festeggiato nel 2016 i vent’anni dal suo restauro.

Bramantino, Fuga in Egitto, 1520 ca., Santuario della Madonna del Sasso, Orselina
Bramantino, Fuga in Egitto, 1520 ca., Santuario della Madonna del Sasso, Orselina

I TESORI DI ASCONA

Non solo luoghi di culto per i viaggiatori in Svizzera. Ci sono, inutile dirlo, tantissimi interessanti musei che daranno corpo alla vostra esperienza di questo straordinario territorio che è sinonimo di arte e cultura.
Intanto, non mancate di visitare Ascona, anch’essa bagnata dal Lago Maggiore e con tante opportunità culturali da non perdere, visitando musei e altre meraviglie passeggiando nel borgo antico. Si parte dal Museo Comunale d’Arte Moderna, che ospita la collezione del comune ed è sede di due fondazioni, la Fondazione Marianne Werefkin e la Fondazione Richard e Uli Seewald. Qui si conserva anche il fondo di Carl Weidemeyer, artista e architetto del Bauhaus (di cui nel 2019 si festeggia il centenario). Sempre ad Ascona, il Museo del Castello San Materno, restaurato recentemente e sede di un’importante collezione di oltre quaranta opere di artisti tedeschi, grazie a un accordo tra il Comune di Ascona e la Fondazione per la Cultura Kurt e Barbara Arten.
Tra gli autori compaiono nomi molto importanti, dagli impressionisti Max Liebermann e Lovis Corinth, ad alcuni artisti della Brücke (Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Hermann Max Pechstein, Emil Nolde) e del Blaue Reiter (Alexej Jawlensky, August Macke), per citarne alcuni. Gli artisti della colonia di Worpswede (Fritz Overbeck, Hans am Ende, Otto Modersohn e Paula Modersohn-Becker), sempre presenti in collezione, hanno ulteriore valore poiché hanno avuto un ruolo particolare nella storia di Ascona, animando la scena artistica locale, influenzandone molti degli esponenti. Tra questi, la danzatrice sacra Charlotte Bachrach (in arte Charlotte Bara), promotrice peraltro di un suo teatro personale, oggi Teatro San Materno, collocato di fronte al Castello.
Una curiosità: ad Ascona, agli inizi del Novecento, nacque la colonia del Monte Verità, una utopia alternativa che cercava in un rapporto diverso con la natura e nell’adesione alla filosofia teosofica uno stile di vita diverso. Tra i balabiòtt (i danzatori nudi, come venivano chiamati dai locali per la loro tendenza al naturismo) c’erano nomi di eccellenza quali Herman Hesse, Rainer Maria Rilke, Otto Gross, Erich Maria Remarque.

FOCUS JEAN ARP

Tra i fiori all’occhiello della regione, la Fondazione Arp, presso la proprietà di Ronco dei Fiori a Locarno-Solduno, nata grazie a un prezioso lascito del famoso artista Jean Arp, delle opere di Sophie Taeuber-Arp e di quelle della collezione privata Marguerite Arp.
La collezione della Fondazione Marguerite Arp vanta a oggi oltre 1.600 opere d’arte. Si tratta soprattutto di lavori realizzati da Jean Arp, che ha lasciato alla Fondazione uno straordinario insieme di oltre 750 opere, con 84 sculture e ben 55 rilievi che raccontano nei vari passaggi tutti i momenti della vita e della carriera dell’artista.
Jean Arp, nato Hans a Strasburgo, approda in Svizzera nel 1909 fondando qui il Moderner Bund. Realizza i suoi collage e arazzi, spesso in collaborazione con la moglie Sophie a Zurigo, dove nel 1916 nasce il Cabaret Voltaire, centro delle manifestazioni Dada che vedevano protagonisti artisti come Arp, Tzara e molti altri. Nel 1959 Jean Arp sposa in seconde nozze Marguerite Hagenbach e con lei acquista la proprietà Ronco dei Fiori. Nel 1965, invece, la coppia dona alla città di Locarno un corpus di opere della loro collezione. Alla morte di Arp, l’anno successivo, Marguerite non si ferma e realizza nuove donazioni in musei di tutto il mondo e acquista invece opere di giovani artisti, continuando a promuovere l’opera del marito e della prima moglie Sophie. Sarà il 1979 l’anno di nascita della Fondazione, mentre del 1988 è il legato che vincola la collezione e la proprietà all’istituzione, voluto da Marguerite, morta nel 1994. Locarno è anche il luogo dove riposa il famoso artista, per chi volesse visitarlo.

Annette Gigon & Mike Guyer, Fondazione Marguerite Arp, Locarno-Solduno 2015. Photo Makoto Yamamori
Annette Gigon & Mike Guyer, Fondazione Marguerite Arp, Locarno-Solduno 2015. Photo Makoto Yamamori

CLOWN E VINI

A Verscio si trova invece il Museo Comico Dimitri, un altro gioiellino da non perdere e da segnare sulla vostra mappa degli irrinunciabili. Inaugurato nell’agosto del 2000 e allestito niente di meno che da Harald Szeemann, il curatore svizzero passato alla storia per le sue mostre storiche When attitudes become form e Aperto alla Biennale di Venezia.
Inaugurato nel 2000 per iniziativa della Fondazione Dimitri, il museo realizza il sogno del compianto e popolare clown originario di Ascona, Dimitri Jakob Müller, morto lo scorso 19 luglio, del quale è raccontata la storia, attraverso foto, strumenti musicali, oggetti e memorabilia, con un ricco apparato di proiezioni di film del genere. “Il clown è la poesia fatta persona: in fondo è un poeta che, anziché scrivere le proprie poesie, le rappresenta”, disse, in una intervista rilasciata a Il Caffè nel 2010. D’altro canto, Ascona è sede del Festival Artisti di Strada, rassegna fondamentale nel settore e giunta nel 2016 alla 13esima edizione.
A Tenero, invece, è la Galleria Matasci a farla da padrona, con il suo spazio che attrae da oltre quarant’anni gli appassionati d’arte, grazie all’impegno di Mario Matasci, imprenditore vitivinicolo. La galleria ha un notevole curriculum di mostre ed eventi con un focus specifico su Informale ed Espressionismo, tanto che ha visto nelle sue sale artisti come Ennio Morlotti oppure Otto Dix. Situata sopra il negozio di vini della ditta Matasci, la galleria non è l’unico fiore all’occhiello di Casa Matasci. C’è anche una collezione, omonima, situata a pochi chilometri nel cosiddetto Deposito della Collezione Matasci, sulla strada tra Locarno e Bellinzona. A completare l’offerta il Museo del Vino, nelle storiche cantine di Villa Jelmini, dall’aspetto tradizionale e che racconta la storia del vino in Svizzera dall’Ottocento a oggi.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #33 – Speciale Ticino

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.