Percorsi devozionali in Piemonte

Ancora consigli per chi è a Torino per Artissima e sta facendo indigestione d’arte contemporanea. Qui trovate qualche idea di percorsi a carattere devozionale. Per scoprire scrigni che spesso nemmeno i piemontesi conoscono.

Complesso monumentale di Santa Croce, Bosco Marengo
Complesso monumentale di Santa Croce, Bosco Marengo

Ai cacciatori di “luoghi dello spirito” il Piemonte ha molto da offrire. Ce ne sono alcuni assai noti, dalla svettante Sacra di San Michele che veglia sulla tormentata Val di Susa, ai Sacri Monti della Valsesia, con i loro impressionanti tableaux vivants che danno allo spettatore l’illusione di rivivere la Passione. E ce ne sono di meno famosi, ma ugualmente stimolanti, magari più dal punto di vista storico e artistico che da quello della ricerca dell’elevazione spirituale.
Partiamo da Bosco Marengo, vicino ad Alessandria: qui nacque il primo papa piemontese, Pio V, anzi l’unico, se vogliamo tenere fuori dal novero Bergoglio. Da vero campione della Controriforma, non solo combatté strenuamente i turchi (Lepanto fu il fiore all’occhiello del suo pontificato), ma si accanì anche contro ebrei e valdesi (da cardinale ordinò il massacro dei “luterani” di Guardia Piemontese, in Calabria); insomma, un curriculum di tutto rispetto, che gli ha fatto meritare la canonizzazione. A Bosco Marengo Pio-ma-non-troppo fece erigere un grande convento domenicano con chiesa annessa: visita raccomandata, per scoprire un inaspettato pezzo della Roma manierista trapiantato quasi in riva al Po.

Chiesa di San Francesco Saverio, Mondovì
Chiesa di San Francesco Saverio, Mondovì

Dal secondo Cinquecento al Barocco: il Piemonte, come è noto, ne abbonda. Prendiamo Mondovì, dove si può centrare un’accoppiata che lascia tramortiti per l’esuberanza delle decorazioni: la chiesa di San Francesco Saverio, capolavoro di Andrea Pozzo, e il santuario di Vicoforte, con la sua celebre cupola ellittica, la più grande del mondo. Da lì a Frabosa è un passo: per vedere questa volta non una chiesa, ma le cave del marmo di cui sono ricche le chiese barocche della regione, a cominciare dall’ahimè combusta Cappella della Sindone. A farvi conoscere meglio il mondo delle cave ci pensa un apposito ecomuseo, uno dei 25 che operano sul territorio regionale.

Fabrizio Federici

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #28

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Fabrizio Federici
Fabrizio Federici (1978) ha compiuto studi di storia dell’arte all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, dove ha conseguito il diploma di perfezionamento discutendo una tesi sul collezionista seicentesco Francesco Gualdi e il suo inedito trattato Delle memorie sepolcrali. I suoi interessi comprendono temi di storia sociale dell’arte (mecenatismo, collezionismo), l’arte a Roma e in Toscana nel XVII secolo, la storia dell’erudizione e dell’antiquaria, la fortuna del Medioevo, l’antico e i luoghi dell’archeologia nella società contemporanea. È autore, con J. Garms, del volume "Tombs of illustrious italians at Rome". L’album di disegni RCIN 970334 della Royal Library di Windsor (“Bollettino d’Arte”, volume speciale), Firenze, Olschki 2010. Dal 2008 al 2012 è stato coordinatore del progetto “Osservatorio Mostre e Musei” della Scuola Normale.