Buonconsiglio a Trento. Ma che bel castello!

Ultime settimane per vedere la gigantesca mostra che il MART ha allestito sulla guerra. Che è poi anche l’ultima curata da Cristiana Collu in veste di direttrice del museo. E se andate a Rovereto, non potete mancare una visita al Castello del Buonconsiglio di Trento. Dove, anche lì, si celebra il centenario dello scoppio della Prima guerra mondiale.

Castello del Buonconsiglio, Trento
Castello del Buonconsiglio, Trento

Principale attrazione storico-artistica della città di Trento, il Castello del Buonconsiglio è tante cose insieme. È una sfilata di architettura militare e residenziale dal XIII alla fine del XVII secolo. È una successione mozzafiato di affreschi, che comprende quelli tardogotici della Torre Aquila raffiguranti i mesi (presenti le nobildonne e i nobiluomini che, vestiti all’ultima moda, si lanciano palle di neve) e gli affreschi di Dosso e Battista Dossi e di Girolamo Romanino, intrisi di una pagana joie de vivre che ai nostri occhi (ma solo ai nostri) sembra così poco confacente all’alto prelato, il cardinale Bernardo Clesio, che li commissionò (e pensare che di lì a poco proprio a Trento si sarebbe aperto il Concilio che decretò un epocale cambiamento del clima…).
Ancora, il castello è scrigno delle raccolte provinciali d’arte e archeologia, in parte esposte anche in altri manieri della zona, che con il castello del capoluogo formano un turrito ed efficiente sistema museale. E non potevano mancare le esposizioni temporanee, che anzi hanno assunto un ruolo trainante nella vita di questo centro culturale.

Un disegno di George Grosz del 1917
Un disegno di George Grosz del 1917

Particolarmente significative le ultime mostre che vi si sono tenute: da quella su Dosso (2014), che ha momentaneamente trasformato Trento in una delle Città degli Uffizi, alla rassegna sui Doni preziosi nella società di Antico Regime (2014/15), sapiente esempio di valorizzazione delle raccolte museali del castello. Per l’estate del 2015, e fino al 6 settembre, l’appuntamento è con il primo conflitto mondiale (L’Europa in guerra. Tracce del secolo breve), e non poteva essere altrimenti, considerato che la parola d’ordine, al di qua delle Alpi, fu “Trento e Trieste!”.
La visita alla mostra può essere integrata con La guerra che verrà non è la prima al MART di Rovereto (fino al 20 settembre), esposizione di taglio completamente diverso, che sviluppa una riflessione sulla guerra a partire da quella di un secolo fa, e prendendo in esame anche il nostro turbolento presente.

Fabrizio Federici

Trento // fino al 6 settembre 2015
L’Europa in guerra. Tracce del secolo breve
a cura di Piero Del Giudice
CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
Via Bernardo Clesio 5
0461 492803
[email protected]
www.traccedelsecolobreve.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43915/leuropa-in-guerra-tracce-del-secolo-breve/

Rovereto // fino al 20 settembre 2015
La guerra che verrà non è la prima. Grande guerra 1914 – 2014
a cura di Cristiana Collu conSaretto Cincinelli, Gustavo Corni, Fabrizio Rasera, Diego Leoni, Marco Mondini, Paolo Pombeni, Gabi Scardi, Camillo Zadra 
MART
Corso Bettini 43
800 397760
[email protected]
www.mart.trento.it/guerra

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/36673/la-guerra-che-verra-non-e-la-prima-1914-2014/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #25

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Fabrizio Federici
Fabrizio Federici (1978) ha compiuto studi di storia dell’arte all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, dove ha conseguito il diploma di perfezionamento discutendo una tesi sul collezionista seicentesco Francesco Gualdi e il suo inedito trattato Delle memorie sepolcrali. I suoi interessi comprendono temi di storia sociale dell’arte (mecenatismo, collezionismo), l’arte a Roma e in Toscana nel XVII secolo, la storia dell’erudizione e dell’antiquaria, la fortuna del Medioevo, l’antico e i luoghi dell’archeologia nella società contemporanea. È autore, con J. Garms, del volume "Tombs of illustrious italians at Rome". L’album di disegni RCIN 970334 della Royal Library di Windsor (“Bollettino d’Arte”, volume speciale), Firenze, Olschki 2010. Dal 2008 al 2012 è stato coordinatore del progetto “Osservatorio Mostre e Musei” della Scuola Normale.