Celebrità toscane. Da Andrea del Castagno a Piero di Cosimo

Il 2014 è stato il 450esimo anniversario della morte di Michelangelo. Celebrato, fra l’altro, con alcune mostre discutibili, di cui vi abbiamo parlato a lungo. Ma la Toscana offre ben altro. Ad esempio, un ciclo di affreschi firmato da Andrea del Castagno…

Piero di Cosimo, Andromeda freed by Perseus, 1510-15 ca. - Uffizi, Firenze
Piero di Cosimo, Andromeda freed by Perseus, 1510-15 ca. - Uffizi, Firenze

Sei uomini e tre donne illustri sono i protagonisti del ciclo affrescato da Andrea del Castagno a Villa Carducci Pandolfini, a Firenze, tra il 1448 e il 1451: capolavoro “da manuale”, staccato e finito dopo vari giri nell’ex chiesa di San Pier Scheraggio, a margine degli Uffizi. La loro sistemazione è insoddisfacente: sparpagliati su diverse pareti e separati dai partiti decorativi, servono da sfondo alle mostre temporanee, e in uno spazio che spesso non è aperto al pubblico. È come se fossero spariti. Perché non riportarli in villa? Figure e decorazioni ritroverebbero la spazialità originaria e si riunirebbero agli affreschi del lato corto della sala, ancora in situ. Assegnando la gestione del monumento (pubblico) ad associazioni culturali che operano sul territorio, se ne garantirebbe l’accessibilità e si consegnerebbe a una porzione di periferia un centro culturale di prim’ordine.

Andrea del Castagno, Dante Alighieri, 1450 ca. - San Pier Scheraggio, Firenze
Andrea del Castagno, Dante Alighieri, 1450 ca. – San Pier Scheraggio, Firenze

Dagli illustri sconosciuti a quelli fin troppo strombazzati: è il caso di Michelangelo, di cui ricorreva nel 2014 il 450esimo anniversario della morte. Si è assistito a un profluvio di iniziative, in tutto il Paese e in particolare in Toscana, da Firenze (dove passerà agli annali soprattutto l’improbabile La figura della furia) a Carrara, dove le celebrazioni sono state affidate a un bizzarro tris di mostre: una di arte contemporanea in nessun rapporto con il Buonarroti, una di foto con un legame vago, e finalmente una a tema michelangiolesco, declinato tuttavia in palese ristrettezza di idee (tre calchi di Pietà e numerose fotocopie di disegni). Costo per il Comune: 125mila euro. Si son fatte care, le fotocopie!
Per chi suonerà la tromba della fama nel 2015? Si può star certi che squillerà per i protagonisti, fiorentini doc, di due mostre della nuova edizione di Un Anno ad Arte: il fantastico Piero di Cosimo (agli Uffizi dal 22 giugno al 27 settembre) e lo svenevole ma raffinatissimo Carlo Dolci (in scena dal 30 giugno al 15 novembre alla Galleria Palatina).

Fabrizio Federici

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #23

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Fabrizio Federici
Fabrizio Federici (1978) ha compiuto studi di storia dell’arte all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, dove ha conseguito il diploma di perfezionamento discutendo una tesi sul collezionista seicentesco Francesco Gualdi e il suo inedito trattato Delle memorie sepolcrali. I suoi interessi comprendono temi di storia sociale dell’arte (mecenatismo, collezionismo), l’arte a Roma e in Toscana nel XVII secolo, la storia dell’erudizione e dell’antiquaria, la fortuna del Medioevo, l’antico e i luoghi dell’archeologia nella società contemporanea. È autore, con J. Garms, del volume "Tombs of illustrious italians at Rome". L’album di disegni RCIN 970334 della Royal Library di Windsor (“Bollettino d’Arte”, volume speciale), Firenze, Olschki 2010. Dal 2008 è coordinatore del progetto “Osservatorio Mostre e Musei” della Scuola Normale.