Protagonista la Spagna. Si apre la stagione espositiva a Madrid

Le principali capitali dell’arte stanno dando inizio alla stagione, da Berlino a Bruxelles, da Parigi a Londra. Siamo andati a vedere che aria tira a Madrid.

Dora Garcia

Quello appena trascorso, dall’11 al 13 settembre, è stato un lungo weekend di inaugurazioni a Madrid. In occasione di Apertura 2014, le più importanti gallerie della capitale iberica hanno aperto le porte a collezionisti e visitatori per inaugurare la nuova stagione espositiva, arricchendo il programma con incontri e visite guidate.
A dominare la scena sono soprattutto artisti spagnoli, con opere di alta qualità e interesse.
La galleria Juana de Aizpuru, nel diafano spazio di calle Barquillo, mette in mostra Exilio di Dora Garcia (Valladolid, 1965). L’artista, da sempre interessata alla letteratura e al linguaggio come possibilità di creare comunità e relazioni, genera installazioni e disegni in cui si ricerca il filo di una complessa rete di personaggi, teorie e associazioni. L’opera centrale, Exilio, creazione itinerante e in costante evoluzione, è infatti una grande collezione di lettere, cartoline, fotografie e documenti scritti da vari artisti e inviati alle varie istituzioni che sono destinate a esporre l’opera. Anche l’opera di Teresa Solar Abboud (Madrid, 1985), presentata alla Galleria FormatoComodo, si sviluppa da una riflessione sul linguaggio. Questa volta, però, a essere protagonista è il linguaggio dei gesti e la sua materializzazione in forma di creazione artistica. Le sculture e le ceramiche in mostra non sono altro che il tentativo di interpretazione sulla materia della gestualità propria del linguaggio dei segni.

Dora Garcia
Dora Garcia

Chi invece fa del proprio lavoro il tentativo di rappresentarsi come linguaggio è Ana Laura Aláez (Bilbao, 1964), le cui ultime opere sono esposte alla Galeria Moises Perez de Albeniz. Scegliendo come titolo dell’esposizione Impostore, l’artista spiega che così essa stessa è stata definita in relazione al suo background nel contesto sociale culturale e politico basco degli Anni Ottanta. Preferendo, infatti, descriversi come un’esteta, ciò non si adattava alla realtà imposta dalla sua posizione, dal suo sesso e dal luogo geografico nel quale era iniziata la sua carriera. Le sue opere sono dunque provocazioni estetiche in cui i materiali e le superfici comunicano un senso di incertezza.
Alla Galleria Helga de Alvear è Jorge Galindo (Madrid, 1965) a stupirci con i suoi dipinti di grande formato nell’esposizione intitolata Money Painting. Si tratta di opere astratte che si arricchiscono di trucioli di banconote di euro. Grandi macchie di colore che impregnano il denaro e lo rendono una fantasia. Ana Gallardo (Rosario, 1958) è invece protagonista della personale allestita alla Galleria Oliva Arauna. L’artista argentina continua la sua riflessione sulla donna e la sua condizione di precarietà e marginalità mettendo in scena una serie di lavori nati a Città del Messico. Attraverso il semplice gesto a carboncino o l’incisione di scritte nel muro, Gallardo riesce a comunicare la violenza e la crudezza delle dure condizioni delle donne da lei conosciute.

Daniel Canogar
Daniel Canogar

Di natura completamente diversa sono, infine, le opere di Daniel Canogar (Madrid, 1964), esposte alla Galleria Max Estrella. Small Data presenta la riabilitazione di strumenti tecnologici ormai obsoleti: vecchi telefoni cellulare, vecchi telecomandi, una vecchia calcolatrice, vecchi Gameboy che tornano ad animarsi grazie a proiezioni zenitali. Sono oggetti che riacquistano la loro funzione e la loro utilità che sembrava perduta, facendosi portatori di una memoria passata che in un determinato momento ha definito la nostra identità.

Giulia Crespi

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