Polesine, destinazione turistica emergente

Un’idea last minute per il weekend di Pasqua? La “terra ospitale tra due fiumi”: questa è la descrizione presente sul sito di promozione turistica del Polesine, territorio situato tra il basso corso dei fiumi Adige e Po e il Mar Adriatico. Fuori dalle rotte ufficiali del turismo e nelle vicinanze di una delle mete più visitate d’Italia, il Polesine è la dimostrazione di come un’attenta opera di organizzazione e la messa a rete delle competenze distintive del territorio e delle risorse pubbliche e private siano in grado di aumentare l’attrattività di una destinazione turistica.

Andrea Palladio, Villa Badoer - Fratta Polesine

Definita la “terra più giovane d’Italia”, avendo mutato le vesti nel 1604 in seguito alla deviazione del fiume che ha dato vita al Delta del Po, il Polesine si caratterizza per la presenza di una natura incontaminata e dei suoi corsi d’acqua. L’attivazione di itinerari turistici lenti, percorsi ciclabili e fluviali capaci di racchiudere in un’unica filiera aree naturalistiche, in cui acqua e terra si uniscono a una cultura rurale, connotandone i ritmi e l’enogastronomia, e a un patrimonio culturale diffuso sono l’esito di un approccio collaborativo alla valorizzazione turistica.
Utilizzando le risorse provenienti dall’Unione Europea per la cooperazione transfrontaliera, il Polesine ha attivato sinergie con la Slovenia e la Francia. Avviata con il progetto Slow Tourism, la cooperazione con la Slovenia si è evoluta nel MoToR – Mobile Tourist Incubator, in cui natura e cultura si fondono con le nuove tecnologie. Il risultato? Junaio, un’app che, sfruttando la realtà aumentata, conduce i turisti alla scoperta dei luoghi più belli dell’area.

Franz von Stuck, Il peccato, 1909 ca. - olio su tela
Franz von Stuck, Il peccato, 1909 ca. – olio su tela

Al via anche l’iniziativa di promozione turistica congiunta dei territori e dei prodotti tipici del Polesine e della Camargue. E se la collaborazione transfrontaliera è – e sarà nei prossimi anni – fondamentale, altrettanto deve dirsi delle sinergie pubblico/privato attivate nel territorio. Un esempio? La grande mostra L’ossessione nordica, organizzata a Rovigo dalla Fondazione Cariparo in collaborazione con le istituzioni locali, che ha attratto 2mila visitatori nel solo weekend d’inaugurazione, il 22 e 23 febbraio scorsi.
Natura, patrimonio storico-artistico e un’offerta culturale di qualità sono i tratti distintivi di questa destinazione turistica emergente.

Stefano Monti

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #18

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Stefano Monti
Stefano Monti, partner Monti&Taft, insegna Management delle Organizzazioni Culturali alla Pontificia Università Gregoriana. Con Monti&Taft è attivo in Italia e all’estero nelle attività di management, advisory, sviluppo e posizionamento strategico, creazione di business model, consulenza economica e finanziaria, analisi di impatti economici e creazione di network di investimento. Da più di un decennio fornisce competenze a regioni, province, comuni, sovrintendenze e ha partecipato a numerose commissioni parlamentari. Si occupa inoltre di mobilità, turismo, riqualificazione urbana attraverso la cultura. È autore e curatore di numerosi libri e frequente relatore di convegni. Il suo obiettivo è applicare logiche di investimento al comparto culturale.