Diritto balneare: il danno da vacanza rovinata

È da poco passata l’estate, tempo di vacanze, meglio se culturali. Un tempo che a volte viene rovinato da fatti non preventivati al momento dell’acquisto del pacchetto turistico, che si rivela essere deludente rispetto alle aspettative.

Gli imprevisti possono essere diversi e riguardare le modalità del viaggio, la sistemazione alberghiera e il livello dei servizi. Si pensi all’ipotesi di acquisto di un pacchetto turistico avente ad oggetto il viaggio aereo e l’alloggio in un complesso turistico in cui, diversamente da quanto risulta dalle fotografie pubblicate sul dépliant, la spiaggia è sporca e il mare altamente inquinato.
L’importanza delle vacanze per l’integrità psicofisica delle persone è riconosciuta anche in diritto, dalla legge (da ultimo dal Codice del turismo, D.Lgs. n. 79/2011) e dalla giurisprudenza, che parlano di danno da vacanza rovinata relativamente ai pacchetti turistici con offerte al consumatore di viaggi “tutto compreso”.
La questione è se nelle ipotesi di inadempimento o di inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico sia risarcibile il danno inteso quale pregiudizio conseguente alla lesione dell’interesse del turista, pure culturale, di godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo, a prescindere da eventuali lesioni all’integrità fisica. In altre parole, si tratta del disagio psicofisico e dello stress che si accompagna alla mancata realizzazione in tutto o in parte della vacanza programmata.
L’orientamento dei giudici italiani è nel senso di ammettere la risarcibilità di tale danno non patrimoniale, previsto dalla legge e riconosciuto anche a livello comunitario dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Già nel 2002 la Corte di Giustizia (sentenza 12.3.2002, C-168/00) ha affermato che in linea di principio il consumatore ha diritto al risarcimento del danno morale derivante dall’inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in occasione di un viaggio tutto compreso, mettendo in evidenza che nel settore dei viaggi turistici si segnalano spesso danni diversi da quelli corporali.

Ecco che, in casi specifici, è stato ammesso il risarcimento del danno dovuto allo stress causato dal ritardo nel viaggio, dalla forzata attesa in aeroporto e soprattutto dalla mancata assistenza durante tutto il soggiorno. Alla fine del viaggio resta il dilemma se chiedere il risarcimento del danno affidandosi alla giustizia oppure dimenticare tutto e prepararsi al prossimo viaggio, magari scegliendo come meta una città d’arte e l’organizzazione in autonomia.


Raffaella Pellegrino

 

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #8

 

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Raffaella Pellegrino
Raffaella Pellegrino è iscritta all'Ordine degli Avvocati di Bologna dal 2003; è esperta in diritto d’autore e proprietà intellettuale e svolge attività di consulenza e assistenza legale, stragiudiziale e giudiziale. Svolge attività di formazione e divulgativa in materia di diritto d’autore e proprietà intellettuale, ed è autrice di articoli in tali materie. Collabora con la redazione del portale di informazione sulla proprietà industriale e intellettuale Marchi e Brevetti Web (Giappichelli Editore). Collabora con la cattedra di Diritto Industriale (Facoltà di Giurisprudenza) e con la cattedra di Diritto e Proprietà Intellettuale (corso di laurea in Cinema Televisione e Produzione Multimediale), presso l’Università degli Studi di Bologna.