Tutte le strade portano a Roma?

Nullus locus sine Genio: consapevolezza pagana che nell’età moderna sintetizza l’insieme delle caratteristiche socio-culturali proprie di un territorio. Il trend di riscoperta delle tradizioni storico-folkloristiche e della cultura di un luogo evidenzia la necessità di individuare nuove vie per lo sviluppo economico e socio-culturale del sistema-Paese attraverso le sue specificità. Il caso del Lazio.

Civita di Bagnoregio

Nel Lazio, la zona circostante la metropoli romana è caratterizzata da aree dal particolare significato storico-paesaggistico e culturale, che tuttavia restano celate ai grandi flussi turistici, fagocitati del grande attrattore regionale per eccellenza, Roma, che con il suo brand di risonanza mondiale catalizza su di sé la quasi totalità del turismo nazionale e internazionale.
Proprio da tale consapevolezza nasce la ricerca di nuovi modelli di sviluppo turistico-economico da parte delle amministrazioni di alcuni territori circostanti la città, attraverso l’ideazione di un filo diretto tra patrimonio del passato e ricchezza del presente, come avvenuto con la creazione del polo turistico e culturale tiburtino, con ciò dimostrando come le aree laziali posseggano le energie e le potenzialità per riscattare il proprio valore. E allora, la sfida del turismo laziale consiste nel saper offrire una “bussola di offerta” per orientarsi all’interno della molteplici risorse regionali, e cultura, ambiente e turismo sono i nuovi tematismi su cui fondare questa lettura multidisciplinare del patrimonio regionale.

Bracciano

I territori possono crescere, ma per far ciò è necessario una messa a sistema, una cooperazione fra tutti gli stakeholder a formare una seria governance del policy network protagonista dello sviluppo territoriale. Per innovare l’offerta turistica è, inoltre, necessario partire dal potenziamento dell’infrastruttura culturale. Soprattutto il tessuto imprenditoriale regionale nel settore culturale ha bisogno di rafforzarsi e, per accrescere il proprio appeal, è necessario sviluppare la qualità dell’offerta, avviando una serie di attività produttive ad alto potenziale creativo.
Al di là del patrimonio ambientale e culturale diffuso, i punti di forza dell’area laziale consistono in una molteplicità di produzioni tipiche agroalimentari ed enogastronomiche e in una ricchezza dell’artigianato che, combinati con la valorizzazione delle risorse turistiche, può rappresentare una valida offerta alternativa a quella dell’area metropolitana romana. L’aumento del valore aggiunto di settori produttivi regionali già consolidati si pone in tal modo come il terreno su cui giocare la nuova sfida della competitività del turismo laziale.

Stefano Monti

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #7

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Stefano Monti
Stefano Monti, partner Monti&Taft, insegna Management delle Organizzazioni Culturali alla Pontificia Università Gregoriana. Con Monti&Taft è attivo in Italia e all’estero nelle attività di management, advisory, sviluppo e posizionamento strategico, creazione di business model, consulenza economica e finanziaria, analisi di impatti economici e creazione di network di investimento. Da più di un decennio fornisce competenze a regioni, province, comuni, sovrintendenze e ha partecipato a numerose commissioni parlamentari. Si occupa inoltre di mobilità, turismo, riqualificazione urbana attraverso la cultura. È autore e curatore di numerosi libri e frequente relatore di convegni. Il suo obiettivo è applicare logiche di investimento al comparto culturale.