Art&Tourism. A Firenze la prima fiera dedicata al turismo culturale

Un binomio sempre più strutturato e importante, quello costituito da arte e turismo. Un binomio che costituisce un mercato tutt’altro che risibile e che si trova a inseguire le esigenze dei “consumatori”. Per invertire la tendenza, o almeno mettersi al passo, non c’è niente di meglio che una fiera.

La Fortezza Da Basso, sede della manifestazione

Ci siamo: finalmente qualcuno s’è accorto che il segmento del turismo culturale continua a rosicchiare posizioni e a chiedere nuovi spazi dedicati. A Firenze, alla Fortezza da Basso, dal 18 al 20 maggio 2012 arriva Art&Tourism, la prima fiera internazionale dedicata al turismo culturale organizzata da TTG Italia, società del gruppo Rimini Fiera, in collaborazione con Regione Toscana e con il supporto di Toscana Promozione e Firenze Fiera.
Non che non ci siano stati altri tentativi di strutturare l’incontro tra domanda e offerta relative al turismo culturale, ma gli altri esperimenti italiani (come la sezione Art Cities di Globe Roma) erano stati timidi e impacciati, quasi non convinti fino in fondo della bontà delle proprie intenzioni. E, si sa, chi non ci crede difficilmente riesce. Invece l’aria che si respira a Firenze è carica di energia e determinazione, oltre che della consapevolezza che l’offerta del turismo culturale debba essere ampliata “oltre i confini del tradizionale mondo ricettivo alberghiero”, per rispondere realmente alle istanze di viaggiatori che, invece, l’hanno capito da molto e che, in questi ultimi anni, hanno finito con il definire da sé una proposta turistica adeguata alle proprie aspettative.

Il David di Michelangelo

Ma a lasciare il mercato a se stesso si finisce con il doverlo inseguire; TTG e Firenze l’hanno capito, e sono corsi ai ripari L’evento sarà, infatti, b2b nella prima giornata, per poi aprirsi al pubblico nelle due giornate successive.  L’obiettivo è palesare l’offerta per un mercato che tocca punte di oltre il 30% del volume complessivo del comparto e che è in grado di generare ricadute positive per lo sviluppo di tutto l’indotto.
La fiera sarà organizzata in macro-aree tematiche che riguarderanno le destinazioni, le diverse proposte di arte e cultura e le grandi manifestazioni. Uno spazio importante sarà dedicato alle Smart Cities, alla tecnologia applicata alla promozione dei territori e all’arte come veicolo di cambiamento e trasformazione urbana.
E c’è da augurarsi che anche il format della manifestazione sia altrettanto “smart” e che declini, certo, “nel segmento del turismo culturale una formula organizzativa sperimentata e di successo, orientata a produrre business, a favorire un incontro produttivo tra operatori” – come commenta Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera – ma che sappia anche proporre e abilitare nuove modalità relazionali tra gli operatori, e tra loro e gli specifici mercati di riferimento.

La Fortezza da Basso, sede della manifestazione

La crisi degli eventi fieristici tradizionali è iniziata molto tempo fa. Firenze ha per le mani un’ottima carta per sé, per la Toscana e per tutto il Paese, che può aiutare a vincere la partita del riposizionamento del brand Italia in questo comparto.

Barbara Marcotulli

www.ttgitalia.com

 

  • Franciscus Urbinas

    Art Tourism. A Firenze la prima fiera dedicata al turismo culturale. Il turismo culturale va dal sistema congressuale, alle visite di istruzione collettiva dei giovani o giovanissimi (scuole di ogni ordine e grado). In mezzo ci stanno i viaggi e trasferimenti di coloro che scelgono di conoscere la complessità affascinante del nostro Paese. La domanda è l’accessibilità a costi sostenibili. A questo si deve rispondere complessivamente come territorio nazionale. La promozione dunque non deve presumere di limitarsi ai grandi centri universalmente noti come Firenze ma deve soprattutto riguardare quelle inesauribili sorgenti delle ricchezze territoriali che sono l’ambiente, il fare artigianale ed agricolo con l’incremento più recente dell’attività estesa dell’industria di qualità connessa con l’alto valore aggiunto del design. Insomma capire la storia. Perché l’opera d’arte sta dentro la storia e ben radicata nei luoghi da cui proviene nonostante i musei. Esempio: se vado a Brera a vedere la pala dei Montefeltro di Piero della Francesca non la potrò “leggere” a prescindere dalla storia personale dell’autore e tanto meno a prescindere dalla prima destinazione fisica dell’opera e a prescindere dal contesto creativo. Il ritorno alle origini, alle radici, all’alfabeto di qualsiasi “testo” artistico è l’unico modo di fare turismo culturale cui contribuiscono i servizi di accoglienza, le strutture pubbliche, i trasporti, l’informazione rigorosa e corretta, il personale che in questi settori lavora, la stessa popolazione nella espressione individuale dei modi e stili di vita con tutte le diversità e tradizioni autentiche non inventate ad uso dei “turisrti” (vedi molteplici e false rievocazioni).