Da Moana a Oceania. Il film di Natale della Disney cambia nome per non essere associato alla pornostar

La notizia dilaga sui social. Il film Disney di Natale, che uscirà in Italia il 22 dicembre,cambia il nome per non essere associato alla pornostar genovese Moana Pozzi

La Moana Disney, che in Italia diventerà Vaiana
La Moana Disney, che in Italia diventerà Vaiana

A Natale porterete i vostri bimbi, cuginetti, fratellini a vedere Oceania, il film sotto l’albero firmato Disney (prima nazionale il 22 dicembre, un giorno dopo gli States)? Bravissimi. Sappiate che in America e in tutto il resto del mondo l’animazione (e la sua protagonista) porta un altro nome: Moana. Perché cambiarlo, vi chiederete? Eh si, proprio perché ricorderebbe lei, la ormai mitologica pornostar Moana Pozzi, al secolo Anna Moana Rosa Pozzi, nata a Genova nel 1961 e nota per i numerosi film erotici, ma anche per aver rifondato nel 1992, sul declinare della Prima Repubblica, il Partito dell’Amore, cui diede il suo volto. Ma la scelta di cambiare il nome del film Disney sembra una precauzione fatta più per placare eventuali reazioni dei genitori che per evitare qualsiasi fraintendimento da parte dei bimbi. La signora Pozzi infatti morì nel 1994 a soli 33 anni in circostanze ancora non chiarissime, che la resero praticamente un mito della generazione dei trenta-quarantenni, ma pressoché una sconosciuta per i più piccini.

OCEANIA, VAIANA E VERGER
Ecco perché alla fine la vivace adolescente Moana diventa in Italia Vaiana e la sua avventura si chiama Oceania, ambientandosi di fatto nello sconfinato Oceano Pacifico e nelle sue isole. Vaiana s’imbarca in una coraggiosa missione per salvare il suo popolo. Si imbatte nei semidio in disgrazia Maui che la aiuterà nella sua ricerca, insieme affronteranno mostri e problemi e Vaiana finalmente troverà se stessa e i suoi antenati. Nulla a che vedere dunque con la pornostar che molti ricorderanno per essere stata protagonista del programma tv Magico David dedicato a David Coppefield, e che fu in realtà anche protagonista di un cartone animato disegnato da Mario Verger, rimasto affascinato dall’incontro con la pornodiva. Sono due i prodotti usciti negli anni ‘90 dalla sua mente e dalla sua matita, che nel 2004 – in occasione del decennale dalla scomparsa di Moana – sono stati restaurati e portati su pellicola 35 mm. Il primo è I remember Moana, il secondo Moanaland, che vede l’attrice nei panni dell’Alice di Lewis Carrol. Nel cartone compaiono anche diversi personaggi della Prima Repubblica, da Marco Pannella, nei panni del bruco, a Giulio Andreotti, in quelli del Bianconiglio. I remember Moana prese una menzione speciale al Festival del cinema erotico di New York, mentre in Italia ha subito diversi tagli e censure. Il recupero e la valorizzazione di questo prodotto si deve a Marco Giusti che su Moana ha anche scritto un libro (Moana, Mondadori, 2004).

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.