Un Caravaggio dubbio esposto alla Pinacoteca di Brera? Polemiche! “Aiutiamo la ricerca”, dice ad Artribune il direttore

La mostra ha causato le dimissioni di Giovanni Agosti e molti pareri discordanti. L’opera in causa è la Giuditta che decapita Oloferne ritrovata in una soffitta in Francia

Caravaggio (?), la Giuditta che decapita Oloferne ritrovata in una soffitta in Francia
Caravaggio (?), la Giuditta che decapita Oloferne ritrovata in una soffitta in Francia

L’attribuzione del quadro non è il punto, lo scopo del dialogo. ‘Il Terzo Dialogo: Attorno a Caravaggio. Una questione di attribuzione’ vuole creare le condizioni trasparenti e pubbliche per condurre un’indagine sull’attribuzione: un qualcosa che nessun storico dell’arte è in grado da fare solo. È proprio questa la missione di un museo: aiutare gli esperti fare la ricerca”. Questo è quanto commenta – raggiunto da ArtribuneJames Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera, in merito alla polemica nata attorno alla mostra che il Museo ha realizzato e che apre oggi – 10 novembre -, questa volta attorno Caravaggio – a proposito, del grande artista secentesco si parla ampiamente su Artribune Magazine, nella nuova sezione Grandi Mostre, l’avete già vista? – e al suo dipinto La Cena di Emmaus, datato 1606 e realizzato dall’artista durante la sua fuga da Roma. La mostra cade in contemporanea con il riallestimento delle sette sale della Pinacoteca, ricollocando l’opera in una nuova posizione più scenografica.

LA POLEMICA
L’esposizione, a cura dell’ex Soprintendente Nicola Spinosa, reca fin dall’inizio il sottotitolo (i più maliziosi direbbero “excusatio non petita”) “una questione di attribuzione”. Ed è proprio all’attribuzione che si devono le polemiche che si sono scatenate in questi giorni e che hanno addirittura portato alle dimissioni dello storico dell’arte Giovanni Agosti dal comitato scientifico della Pinacoteca. Casus belli, la presenza del quadro Giuditta che decapita Oloferne, per la prima volta esposto al pubblico. L’opera proveniente da una collezione privata, ritrovata nel 2014 nella soffitta di una dimora di Tolosa dove era conservata almeno da metà Ottocento – anche noi ne parlammo qui -, sarebbe secondo molti l’originale di una famosa copia realizzata dal caravaggesco Louis Finson, pittore e mercante d’arte fiammingo e autore di molte copie del famoso pittore. Ed è intorno a questo quadro che si è scatenato il putiferio. Spinosa, fra l’altro ex direttore di Capodimonte, museo che ha rifiutato in passato la mostra stessa, avrebbe dato parere positivo circa l’originalità dell’opera, mentre l’allieva di Roberto Longhi, Mina Gregori, sarebbe invece di parere contrario all’attribuzione. E mentre la mostra apre al pubblico – fino al 5 febbraio – tra dubbi, polemiche, ma anche grande attenzione, il direttore fa sapere che a fine gennaio 2017 sarà indetta una giornata di studi a porte chiuse per dibattere sul tema dell’attribuzione dove saranno invitati i maggiori esperti di Caravaggio nazionali e internazionali, cui seguirà la pubblicazione degli atti.

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