Morto Francesco Garofalo. Il mondo dell’architettura italiana saluta il docente, il saggista e il progettista

Amato dai suoi studenti, lucido professore e teorico dell’architettura, brillante progettista: si è spento Francesco Garofalo. In attesa di un ricordo più esteso, ne ripercorriamo la vita e la carriera

Francesco Garofalo
Francesco Garofalo

Quando parlava dell’architettura, Francesco Garofalo diceva semplicemente che s’impara, perché è un mestiere, e che l’impegno richiesto non è solo quello degli studenti, ma dei docenti. Lui d’insegnamento se ne intendeva, Professore Ordinario di Composizione Architettonica e Urbana a Chieti, coordinatore del Dottorato di Ricerca in Architettura presso lo stesso ateneo, con incarichi presso molte delle università straniere che svolgono programmi in Italia, Cornell in testa, per esempio. La notizia della sua morte ha attraversato il vuoto surreale delle giornate che precedono e seguono il Ferragosto, lasciando sgomenti studenti ed ex studenti, colleghi, amici: un tam-tam di cordoglio e di ricordi che scorre sui canali social con accorato, composto dolore.

Francesco Garofalo con Elisa Poli nel 2011, durante "Pensare Spazi Contemporanei" a Firenze
Francesco Garofalo con Elisa Poli nel 2011, durante “Pensare Spazi Contemporanei” a Firenze

L’INSEGNAMENTO, LA RICERCA E LA PROGETTAZIONE
Di Garofalo – che era nato ad Ancona nel 1956, s’era formato a Roma ed era stato Visiting Scholar presso la Columbia University di New York tra il 1984 e il 1986 – tutti ricordano la dedizione, il rigore scientifico, l’impegno – equamente diviso – tra l’attività teorica, la riflessione sulla materia architettonica e la progettazione con lo studio Garofalo Miura di cui era fondatore con Sharon Yoshie Miura, dal 1997.
Si era occupato di architettura italiana del XX secolo – è sua una fondamentale pubblicazione su Adalberto Libera, nel 1989 – e delle tematiche relative all’evoluzione dell’unità abitativa.
Come consulente del Vicariato di Roma aveva curato i concorsi per le Chiese del Giubileo e, per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, aveva lavorato ai concorsi per il MAXXI e per l’ampliamento della Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Aveva partecipato alla Biennale di Venezia nel 2002 e nel 2004, curando il Padiglione Italiano nel 2008; aveva firmato la prima edizione della Festa dell’Architettura di Roma nel 2010.
Tra i progetti realizzati ricordiamo il Museo dell’Identità Sarda di Nuoro (2008); la ristrutturazione e il nuovo ingresso per la Villa I Tatti di Fiesole, sede dell’Harvard University Center for Italian Renaissance Studies (2008); la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Roma (2005); l’ampliamento per la sede romana della British School (2002).

CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.
  • Giovanni Lauricella

    Un carissimo amico, lo seguivo con piacere, un gran dolore

  • Pingback: Pippo Ciorra ricorda Francesco Garofalo | Artribune()

  • Andrea Ranghetto

    Apprendiamo ora la triste notizia, siamo un gruppo di architetti che sono stati suoi allievi a Venezia ormai 20 anni fa, la nostra amicizia e la voglia di guardare l’architettura è maturata sotto la sua influenza, un pensiero di affetto e gratitudine per lui resterà sempre nei nostri cuori.
    Andrea, Igor, Federico, Walter, Guido, Federico.