In Turchia il golpe interrompe la Commissione Unesco. I lavori riprenderanno a Parigi il prossimo ottobre

La Commissione Unesco era riunita ad Istanbul, quando il golpe e la successiva repressione hanno reso impossibile la conclusione dei lavori: su 29 candidature ne sono state inserite 21. Nessun sito italiano e, accanto delle architetture di Le Corbusier, spicca l’inserimento del sito di Filippi, in Grecia

L'Antica Filippi
L'Antica Filippi

Proprio nei giorni in cui si svolgeva a Istanbul la 40esima sessione della Commissione World Heritage, irrompeva drammaticamente sul tavolo delle discussioni – su quali nuovi siti inserire nella Lista del Patrimonio mondiale – la realtà di un colpo di stato – poi fallito – con la conseguente deriva autoritaria del governo di Erdogan e la sospensione della Convenzione per i diritti umani. L’assemblea era in corso nella città turca dal 10 luglio e sarebbe dovuta continuare fino al 20 di quello stesso mese, ma i fatti del 15 hanno bruscamente interrotto i lavori che si sono protratti ancora fino al 17, per poi essere rinviati definitivamente a Parigi nel mese di ottobre, per esaminare le questioni in sospeso.

TRA I NUOVI SITI: L’OPERA DI LE CORBUSIER E IL SITO DI FILIPPI
Così su 29 candidature proposte, di cui abbiamo scritto qui, ne sono state esaminate ed inserite 21 (nessuna in Italia, che rimane ferma a 51 unità, anche se è la nazione con il numero più alto di presenze) che comprendono 12 siti culturali, 6 naturali e 3 misti: ora la Lista del Patrimonio Mondiale conta un totale di 1052 siti in 165 paesi. Accanto alla nomina dell’opera architettonica di Le Corbusier in Argentina, Belgio, Francia, Germania, India, Giappone, Svizzera, di cui si è molto parlato, è da segnalare l’inserimento dell’antica città di Filippi in Grecia, per il valore del suo patrimonio archeologico e architettonico.

LA BLACK LIST
Durante la sessione è stato anche esaminato lo stato di conservazione di 155 siti, con il conseguente inserimento di cinque siti del Patrimonio Mondiale della Libia, uno dell’Uzbekistan e un altro del Mali, nella Lista dei Beni in Pericolo. Proprio da quella lista è stato rimosso il sito di Mtsketa in Georgia, grazie all’impegno delle istituzioni che stanno lavorando per preservare il luogo e le sue architetture, mentre il Centro Cerimoniale della Micronesia orientale è stato contemporaneamente iscritto sia sulla Lista del Patrimonio Mondiale che nella black list (l’elenco dei luoghi “a rischio”). La prossima sessione – la 41 esima – del Comitato del World Heritage si terrà nella città di Cracovia in Polonia, nel luglio 2017.

Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).