Arte inglese alle stelle da Christie’s. Ecco i risultati dell’asta per i 250 anni della storica casa

Se le vendite di arte moderna e contemporanea a Londra hanno nel complesso deluso, con risultati del 50% rispetto al 2015, Defining British Art ha invertito la tendenza. Record a 25 milioni di sterline per Henry Moore

Sebbene negli ultimi giorni le dichiarazioni pubbliche e le interviste rilasciate dalle maggiori case d’asta internazionali siano rassicuranti, quando non moderatamente ottimiste, se si confrontano i risultati delle Evening Sale post Brexit di Christies, Sothebys e Philipps con i loro omologhi del 2015, quello che poteva essere un trend di ridimensionamento appare ora un tracollo. Anche la proverbiale atarassia degli inglesi non può che vacillare di fronte ai numeri. Sotheby’s 28 giugno 2016: 46 lotti offerti, 52,2 milioni di sterline di totale vs 1 luglio 2015: 58 lotti offerti, 130,3 milioni di sterline di totale. Christie’s 29 giugno 2016: 39 lotti offerti, 39,5 milioni di sterline di totale vs 30 giugno 2015: 66 lotti offerti, 95,6 milioni di sterline di totale. Phillips 27 giugno 2016: 31 lotti offerti, 11,8 milioni di sterline di totale vs 29 giugno, 2015: 18,1 milioni di sterline di totale. Le alte percentuali di venduto rispetto al numero di opere offerte che comunque hanno caratterizzato le tre vendite del 2016, non compensano la contrazione di più della metà dei risultati: se non si trovano congrue quantità di opere significative, il numero dei lotti profittevoli scende e il guadagno è fortemente ridimensionato.

Stanley Spencer, The Garage, 1929

Stanley Spencer, The Garage, 1929

COLLEZIONISMO CONSERVATORE
Il crescere in percentuale degli acquirenti asiatici – i cui amori per gli artisti al di là della muraglia sono notoriamente tra i più volubili – non compensa la paura o l’ansia degli europei. Come è emerso anche a Basilea, i collezionisti del vecchio continente sono asserragliati, come in trincea; comprano arte iper storicizzata, di grande qualità estetica, la più solida rispetto ad altre tipologie; anche se dovesse continuare a subire colpi, rimarrebbe comunque significativa e fortemente simbolica in sé e per i propri interlocutori sociali, per le origini e la storia dei collezionisti.

Frederic Leighton, Golden Hours, 1864 .ca

Frederic Leighton, Golden Hours, 1864 .ca

I PEZZI FORTI DELL’ARTE INGLESE
Il propellente che ha acceso l’asta Defining British Art di Christie’s, organizzata in occasione delle celebrazioni del 250 anni lo scorso 30 giugno, potrebbe essere proprio una miscela di riaffermazione identitaria, attaccamento alle radici artistiche e orgoglio nazionale (totale di venduto di 99,5 milioni di sterline). Il catalogo era composto da una selezione formidabile di opere-che-più-inglesi-non-si-può, realizzate negli ultimi 4 secoli, in alcuni casi già vendute in precedenza dalla stessa casa d’asta. Il prezzo più alto è stato pagato per Reclining Figure: Festival, 1951, di Henry Moore, scultura venduta per 24,7 milioni di sterline (record), ma sono state registrate ottime performance anche per Lynn Chadwick, Barbara Hepworth, Bridget Riley, Francis Bacon e Lucien Freud, cioè a dire gli artisti più rappresentativi degli anni Cinquanta e Sessanta inglesi. Anche l’ottocento di John Constable, di Frederic Leighton e Joshua Reynolds ha confermato l’interesse dei collezionisti. Un’asta così ben strutturata non poteva fallire.

– Antonella Crippa

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Antonella Crippa

Antonella Crippa

Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Da settembre 2017 è la curatrice responsabile della Collezione UBI BANCA. Si forma come storica dell’arte laureandosi in Conservazione dei beni culturali e diplomandosi alla Scuola di specializzazione…

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