Basel Updates: ci sono anche i gioielli d’artista alla fiera

Non solo opere d’arte da guardare, a Basilea, ma anche da indossare. Un excursus nel variegato mondo del gioiello d’artista. Monili preziosi, non solo per i materiali, negli stand di Art Basel e di Design Miami…

Yinka Shonibare, Ship on Plinth, Louisa Guinness Gallery
Yinka Shonibare, Ship on Plinth, Louisa Guinness Gallery

David Bielander, artista del gioiello svizzero di ultima generazione, visionario e provocatore, ha partecipato in veste di protagonista ai Design Talks organizzati per l’edizione di Design Miami/ Basel 2016. E’ un segno significativo che conferma il ruolo sempre più importante svolto dal gioiello d’arte contemporaneo in ambito internazionale. Negli appuntamenti-top fieristici degli ultimi anni (dal PAD di Londra e Parigi alle vetrine spettacolari di Design Miami e Design Miami/Basel) è stato un susseguirsi di presenze di rilievo. Gallerie prestigiose, dedite esclusivamente al gioiello di ricerca, hanno presentato, e continuano a presentare, pezzi straordinari non tanto per il valore intrinseco (comunque elevato) quanto per i forti contenuti di ricerca concettuale in essi racchiusi.Non a caso al gioiello d’arte (e di design) da tempo è riservata grande attenzione come espressione a sé, autonoma e originale. E tale interesse nasce soprattutto nell’ambito del collezionismo d’arte contemporanea che guarda al gioiello come manifestazione intimamente legata alle tendenze artistiche in atto, dagli ultimi decenni del XX secolo a oggi, ma non solo.

Lucio Fontana, Ellisse Concetto Spaziale bracciale, argento, lacca, 1967 Louisa Guinness Gallery, London
Lucio Fontana, Ellisse Concetto Spaziale bracciale, argento, lacca, 1967 Louisa Guinness Gallery, London

ARTISTI ORAFI
Recentemente mostre e pubblicazioni di alto livello sono fiorite numerose a rivelare un orizzonte di ricerca vastissimo, affollato di autori di rilievo. In certi casi essi godono di grande fama, soprattutto nel caso siano personalità storicizzate o già assai affermate a cimentarsi con i metalli preziosi: da Lucio Fontana ad Anish Kapoor, da Jeff KoonsYinka Shonibare – presentati da Louisa Guinness, galleria ricchissima di proposte di alto livello- al portoghese Pedro Cabrita Rei, messo in mostra da Elisabetta Cipriani (e presente con un’installazione anche ad Art/Basel, nella sezione Unlimited).In altri casi i nomi risultano meno noti, anche se assai apprezzati dalla ristretta cerchia di collezionisti e addetti ai lavori, poiché orafi specializzati, dediti esclusivamente alla creazione di ornamenti, e pertanto non ascritti al genere “artisti” in senso stretto, pur producendo pezzi di alto valore contenutistico ed estetico: dunque, a tutti gli effetti etichettabili come tali. Vera star di Design Miami/Basel 2016  l’artista cinese Ai Weiwei, di cui appare qui il primo gioiello da lui concepito: una barra puntinata in oro 24 carati, modellabile come bracciale, anche se con fatica, dal suo possessore. Egli stesso spiega: “It is about commemoration and memory. Whether your memory or one I have, that’s up to you, so you mold the piece to suit you”. Lo propone Elisabetta Cipriani.

Gijs Bakker, The buick, spilla argento e diamanti, 2011 Caroline van Hoek Brussels
Gijs Bakker, The buick, spilla argento e diamanti, 2011 Caroline van Hoek Brussels

I MAESTRI DEL GIOIELLO CONTEMPORANEO
Ecco ora qualche esempio di maestri orafi contemporanei affermatisi in Europa dagli anni Settanta a oggi. Tutta l’escalation creativa del tedesco Gerd Rothmann – che realizza calchi in oro di parti anatomiche (naso, bocca, tallone, o dita …) o “gioca” concettualmente con la loro impronta fisica impressa sul metallo prezioso – è documentata grazie al focus che Ornamentum Gallery gli ha dedicato nel suo spazio espositivo. Di Gijs Bakker, artista e designer, precursore del gioiello olandese d’avanguardia, sono presentati presso Caroline Van Hoek solo alcuni pezzi, più o meno recenti, ma molto rappresentativi. Fra gli altri, “The Buick”, spilla appartenente alla serie incentrata sul tema delle auto extralusso, cui Bakker ha applicato il provocatorio titolo “I don’t Wear Jewels, I Drive Them”. Sovvertendo così, ancora una volta, attraverso una trasposizione metalinguistica, i consueti parametri di valutazione economica e semantica cui il gioiello è da sempre sottoposto.

Peter Chang bracciale, acrilico, PVC, resina, 1988 Antonella Villanova, Firenze
Peter Chang bracciale, acrilico, PVC, resina, 1988 Antonella Villanova, Firenze

TRASGRESSIONE, POESIA, IRONIA
All’inclinazione trasgressiva esplicitata dai tedeschi Daniel Kruger (presso Caroline Van Hoek) e, soprattutto, da Karl Fritsch (presso Ornamentum Gallery), che ribaltano l’iconografia tradizionale del gioiello inseguendo nuove dimensioni estetiche, fanno da contraltare le interpretazioni pittoriche dell’ornamento degli olandesi Robert Smit (da Caroline Van Hoek) e Ralph Bakker (da Antonella Villanova), che trasformano le superfici dell’oro in tavolozze composite, dove l’elemento cromatico assume valenze poetiche: ora figurative ora di astratta musicalità, grazie alla rigorosa modularità delle singole parti metalliche.
Un gioioso tributo al colore e alla libertà compositiva è reso dalle opere degli artisti Peter Chang (britannico) e Monica Cecchi (italiana), che dialogano fra loro nello stand di Antonella Villanova. Pur nella difformità stilistica e nella lontananza di intenti espressivi, entrambi gli autori attingono alla sedimentazione di un repertorio immaginativo, che l’uno deriva da un variopinto universo “fantasy” e traspone in PVC e resine, l’altra estrapola dall’iconografia neopop degli oggetti della quotidianità d’antan (scatole e contenitori metallici) e ricicla utilizzando il materiale stesso in cui essi furono realizzati: la latta.

-Alessandra Quattordio

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Alessandra Quattordio
Alessandra Quattordio, storica dell’arte e giornalista indipendente, ha esordito a fine Anni Settanta come curatrice dei cataloghi d’arte e fotografia editi dalla Galleria del Levante a Milano. Dopo la laurea in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano, inizia a collaborare a riviste - fra cui D’Ars, Flash Art, Arte, Arte In, Meridiani - e a pubblicazioni del settore. Cura la presentazione di artisti e mostre, attività ancora oggi svolta. Ha insegnato Storia del Gioiello all’Istituto Europeo di Design, all’Istituto Superiore di Architettura e Design (ISAD) e al Politecnico di Milano. È stata a lungo caposervizio presso le Edizioni Condè Nast. In particolare, dal 1999 al 2015 presso AD Architectural Digest, occupandosi di arte, fotografia, design, interior e design del gioiello.