Nasce nel Nord Carolina negli Stati Uniti la Black Mountain School, nel ricordo della scuola in cui studiarono Cy Twombly, Robert Rauschenberg e Jasper Johns.

“Mentre il dogma della New York School veniva discusso notte dopo notte alla Cedar Tavern di New York, mille chilometri più a sud, nello stato della Carolina del Nord era in pieno svolgimento una sorta di prova generale di quella che sarebbe diventata la “Leo Castelli Gallery”: si chiamava Black Mountain College.” Chi scrive è Alan […]

“Mentre il dogma della New York School veniva discusso notte dopo notte alla Cedar Tavern di New York, mille chilometri più a sud, nello stato della Carolina del Nord era in pieno svolgimento una sorta di prova generale di quella che sarebbe diventata la “Leo Castelli Gallery”: si chiamava Black Mountain College.” Chi scrive è Alan Jones, parlando nientemeno che di Leo Castelli nella sua biografia edita in Italia da Castelvecchi, raccontando nella scuola inaugurata nel 1933 da John Andrew Rice, il quale “si era guadagnato l’antipatia del mondo accademico” sostenendo che l’arte dovesse occupare un ruolo centrale nei corsi delle Università. Come mai andiamo così indietro nel tempo rivangando la storia di questo istituto che divenne mitologico per i tanti nomi dell’arte che ospitò nella tenera età del college da Cy Twombly a Robert Rauschenberg, da Jasper Johns a Kenneth Noland, per tacer degli altri e dei docenti?

LA BLACK MOUNTAIN SCHOOL
Avviene che nel 2016, sulle spoglie, sul ricordo, sulle glorie, sul mito – decidete voi – di questo nome che è diventato involontariamente un brand, un gruppo di artisti del Nord Carolina decidano di fondare una scuola ispirata al leggendario college che cessò la sua attività nel 1957. Costa 1600 dollari per quattro settimane e 800 per due, offre al momento solo due sessioni estive, full immersion in cui artisti e docenti, tra i quali Andrew Lloyd Goodman, Sara Bright, Suzy Gonzales, Charlie Mc Alister, vivono e lavorano insieme. E si ispira ai principi che guidarono l’istituto predecessore, creando si legge nello statement, “le condizioni necessarie per una comunità del presente, di artisti pionieri e pensatori critici”.
E per fare questo, per offrire un ambiente il più possibile analogo a quello del passato, i fondatori, Chelsea Ragan e Adam Void, hanno scelto di andare nello stesso sito che fu della mitica scuola (oggi Museo a Asheville) e riprendendone il logo, dopo un ritiro nell’ottobre del 2015 al Lake Eden Campus, in cui diciotto artisti si sono confrontati per pianificare la struttura dei corsi e l’anima del progetto. Sono aperte le iscrizioni, chissà se tra qualche anno il nuovo Leo Castelli racconterà al suo Alan Jones la stessa storia sulla Black Mountain School e i suoi studenti.

 http://blackmountainschool.com/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.