Lo Strillone: Cattelan parla (anche) del cesso d’oro installato al Guggenheim su Sette. E poi spiragli sul mistero Nefertiti, Polo del ‘900 a Torino

“Entri nel museo, fai la coda per il bagno, ti chiudi dentro e finalmente sei faccia a faccia – se così si può dire – con l’opera, tu e lei da soli”. Su Sette Francesca Pini dialoga con Maurizio Cattelan, ed è inevitabile che il discorso cada sul suo cesso d’oro installato al Guggenheim: “È […]

Quotidiani
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Entri nel museo, fai la coda per il bagno, ti chiudi dentro e finalmente sei faccia a faccia – se così si può dire – con l’opera, tu e lei da soli”. Su Sette Francesca Pini dialoga con Maurizio Cattelan, ed è inevitabile che il discorso cada sul suo cesso d’oro installato al Guggenheim: “È un momento di spiritualità artistica, a cui non siamo più abituati: avviene sempre più raramente di poter essere lasciati soli con le opere, c’è sempre un occhio che ti controlla. In questo caso invece potrai fruirla liberamente, e in tutte le sue prerogative! Rimarrà in uno dei bagni del museo, perfettamente funzionante, per un anno”. È incuriosito dal boom di Los Angeles? “Non sforna continuamente nuove tendenze come New York, torna sulla scena artistica a cicli, e questo è indubbiamente il suo momento, diverse gallerie si stanno muovendo da est a ovest. È una città in cui gli artisti si sentono liberi di prendere rischi, di fallire e di sperimentare: sarà anche per il mare, il sole e il fatto che la maggior preoccupazione sia il glutine e il detox giornaliero”.

Nefertiti, uno spiraglio sul mistero. L’Espresso racconta che “il corpo della regina potrebbe essere sepolto in una delle più famose tombe della Valle dei Re: quella di suo nipote, il giovane faraone Tutankhamon. Il ministro delle antichità egiziano Mamdouh Eldamaty ha annunciato il ritrovamento di una stanza nascosta nella camera funeraria del faraone, che stando alle scansioni radar effettuate conterrebbe materiale organico e metalli. Secondo alcuni esperti, si tratterebbe proprio della mummia della regina”. “Torino, nella casa del Secolo breve”. La Stampa dedica un focus al Polo del ‘900 che apre oggi negli ex Quartieri militari juvarriani: “raggruppa 12 enti cittadini con un patrimonio di 300 mila volumi, oltre a riviste, fondi d’archivio, fotografie, audiovisivi”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
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