Da Milano alla Calabria il mondo della cultura si mobilita per le elezioni amministrative 2016. Tutti i nomi dei candidati di impronta culturale che tentano di diventare consiglieri comunali

Giugno 2016 è il mese delle elezioni amministrative, che mobiliteranno i cittadini di oltre 1300 comuni chiamati a scegliere il proprio sindaco. Una decisione delicata e strategica in un Paese come il nostro dove la relazione tra territorio e abitanti è fondamentale negli equilibri della vita quotidiana e dove, spesso, persino la fede politica viene superata dalla fiducia personale […]

Davide Rampello - photo Carlo Cerchioli

Giugno 2016 è il mese delle elezioni amministrative, che mobiliteranno i cittadini di oltre 1300 comuni chiamati a scegliere il proprio sindaco. Una decisione delicata e strategica in un Paese come il nostro dove la relazione tra territorio e abitanti è fondamentale negli equilibri della vita quotidiana e dove, spesso, persino la fede politica viene superata dalla fiducia personale nel candidato e nelle sue liste. Anche in questo frangente, il mondo della cultura si è mobilitato mettendoci la faccia. Artribune ve ne propone una carrellata ripercorrendo volti e nomi, comune per comune.

LA CAPITALE
A Roma, per la lista di Roberto Giachetti, in lizza per il PD, si sono presentati infatti Piera Levi Montalcini, capolista e nipote del famoso premio Nobel Rita, già consigliera comunale a Torino, una candidatura molto controversa proprio per il suo impegno precedente nel capoluogo piemontese. Ci sono poi lo scrittore e insegnante Marco Lodoli Salvo Barrano, presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi e Michela Di Biase, alias lady Franceschini, la trentacinquenne ex presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale. Nell’area radicale a sostegno di Giachetti figurano invece l’artista Laura PalmieriSimonetta Lux, storica dell’arte, e la pittrice e scultrice Paola Gandolfi, mentre per i Verdi, in qualità di capolista, emerge il nome noto del mondo dello spettacolo Giobbe Covatta.

MODA E DESIGN
Milano è la capitale di moda, arte e design, non poteva quindi mancare nella lista di Sala una designer (che per inciso è la cugina di Pisapia) Laura Agnoletto. C’è anche la sorella della cantante Paola Turci, Francesca Turci, rappresentante della Fondazione Rava. Ancora, si sono presentati l’editore di Postmedia Books, Gianni Romano, vecchia conoscenza del mondo dell’arte contemporanea, l’esperta di comunicazione e marketing Elena Bardin, moglie di Gian Arturo Ferrari vice presidente di Mondadori Libri, e l’urbanista Umberto Nicolini. Sarà, invece, Fiorenzo Galli, il direttore del Museo della Scienza e della Tecnica milanese, a guidare la lista Beppe Sala Noi Milano, che vanta tra i suoi sostenitori anche il direttore d’orchestra Alberto Veronesi, figlio dell’oncologo Umberto e l’ideatore del padiglione Zero di Expo, ed ex presidente della Triennale, Davide Rampello. La lista civica di Stefano Parisi vede invece tra i candidati al consiglio comunale Alberto Artioli, architetto ed ex sovrintendente alle belle arti, e l’onnipresente Stefano Zecchi, docente di estetica ed ex assessore alla cultura del Comune di Milano tra il 2005 e il 2006. Ci sono inoltre il vice direttore di Panorama Maurizio Tortorella e lo scrittore Dario Fertilio. Sfuma invece, ed è notizia degli scorsi giorni, ammantata di una nube di mistero, la candidatura di Philippe Daverio, già assessore alla cultura sotto Formentini, annunciata con squilli di tromba e poi subito ritirata. Il critico d’arte, tra i nomi più noti della lista Parisi, si sarebbe “candidato e scandidato” allo stesso tempo. Secondo un articolo a firma di Alberto Montanari per Repubblica Milano “l’ex city manager di Albertini non avrebbe gradito alcune recenti dichiarazioni alla stampa di Daverio nelle quali il critico, pur apprezzando la candidatura di Parisi, ha sostenuto che ‘attorno a lui ci sono persone imbarazzanti a cui non stringerei la mano’. Da qui la decisione di escludere Daverio dalla lista”. 

RESTO DI ITALIA
Anche la Calabria vanta un suo candidato “ad arte”. A Cosenza Lorenzo Parisi, direttore artistico del Teatro Rendano, ha annunciato di recente la sua candidatura a sostegno della lista Fabbrica Creativa, collegata con Mario Occhiuto, architetto e politico locale, con il suo studio che ha sede a Roma, Pechino e naturalmente nella città di origine, che oggi aspira a continuare a guidare. Occhiuto, decaduto, infatti lo scorso febbraio 2016, mentre era alle redini della città, si è ricandidato a sindaco della città per proseguire nel percorso già iniziato con il precedente mandato.

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