Partono le celebrazioni per i 400 anni dalla morte di Shakespeare. In prima linea c’è il Teatro San Carlo di Napoli: con Falstaff di Verdi e Romeo e Giulietta di Prokof’ev

2016, anno di grandi centenari. Se le arti visive celebrano, fra gli altri, quelli di Bosch e Giovanni Bellini, letteratura e teatro si organizzano per i 400 anni dalla morte di William Shakespeare (Stratford-upon-Avon, 1564 – 1616). Fra i più attivi per ora in Italia il Teatro di San Carlo di Napoli, con un fitto […]

William Shakespeare

2016, anno di grandi centenari. Se le arti visive celebrano, fra gli altri, quelli di Bosch e Giovanni Bellini, letteratura e teatro si organizzano per i 400 anni dalla morte di William Shakespeare (Stratford-upon-Avon, 1564 – 1616). Fra i più attivi per ora in Italia il Teatro di San Carlo di Napoli, con un fitto calendario di celebrazioni e soprattutto con due produzioni in programma nella stagione di opera e balletto 2015/2016, per un totale di 13 spettacoli: Falstaff di Giuseppe Verdi nell’applaudita regia firmata Luca Ronconi e ripresa da Marina Bianchi (per 6 recite dal 13 al 19 marzo), diretto da Pinchas Steinberg, e Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev, in una nuova produzione del San Carlo, con le coreografie di Leonid Lavrovsky riviste da Mikhail Lavrovsky (per 7 recite dal 21 al 28 giugno). A queste due produzioni si aggiungono tre recite nel calendario educational di una selezione di Falstaff curata nella regia sempre da Marina Bianchi, sul podio Maurizio Agostini (16, 17 18 marzo), un appuntamento for families (19 marzo) ed ancora tanti approfondimenti, incontri, collaborazioni e conferenze.
Se tra le fonti che ispirarono Arrigo Boito per il libretto di Falstaff troviamo infatti Le allegre comari di Windsor (The Merry Wives of Windsor) e Enrico IV (del 1597), il balletto di Sergej Prokof’ev è la trasposizione in danza dell’omonimo dramma, ambientato a Verona (Romeo and Juliet 1594 – 1596). Molti saranno gli spunti offerti all’interno di un ciclo di tre conferenze tenute dal Professor Stefano Manferlotti Ordinario di Letteratura inglese dell’Università Federico II Gli studenti della Federico II raccontano Falstaff ai ragazzi di All’Opera Lab.

Giuseppe Pennisi

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.