Lo Strillone: Monica Cuoghi e l’atto d’egoismo di Blu a dispetto di tutta la città su La Repubblica. E poi chè è Elena Ferrante, a tavola con gli artisti

“Quello di Blu mi sembra un atto egocentrico ed egoista. Quando un artista realizza un’opera poi non è più sua, diventa della città”. Nel coro di voci a sostegno, arriva – dopo quella di Artribune – un’altra voce di dissenso verso l’azione dello streetartista Blu, che ieri ha cancellato tutte le sue opere dai muri […]

Quotidiani
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Quello di Blu mi sembra un atto egocentrico ed egoista. Quando un artista realizza un’opera poi non è più sua, diventa della città”. Nel coro di voci a sostegno, arriva – dopo quella di Artribune – un’altra voce di dissenso verso l’azione dello streetartista Blu, che ieri ha cancellato tutte le sue opere dai muri di Bologna. È quella di Monica Cuoghi, “la madre di ‘Pea Brain’, l’ochetta dalle lunghe zampe che iniziò a passeggiare sui muri di Bologna negli anni ’80”, spiega La Repubblica, che accoglie il suo parere: “è un atto di protagonismo: è come dire i graffiti sono miei e li distruggo quando voglio. Lui l’ha fatto per fare un dispetto a Roversi, ma ha finito per fare danno alla città. II paradosso è che alla fine gli unici lavori di Blu rimasti a Bologna saranno nel museo che ha voluto boicottare”. Di parere opposto Vittorio Sgarbi, che su QN si iscrive al partito dei favorevoli: “Esempio di coerenza gesto nobile e autentico quello di Blu: restituisce alla strada quello che nella strada è nato. Non perché qualcuno lo abbia commissionato, ma per un gesto di trasgressione dei writers alle regole della società”. Il Fatto Quotidiano riporta quello che ha scritto l’artista sul suo blog: “A Bologna non c’è più Blu e non ci sarà più finché i magnati magneranno per ringraziamenti o lamentele sapete a chi rivolgervi“.

Chi è Elena Ferrante? Se il dilemma sulla reale identità della scrittrice italiana di maggior successo negli ultimi anni, ci pensa Marco Santagata su La Lettura: “uno pseudonimo dietro al quale si nasconde la scrittrice (ebbene sì, una donna) di quattro fortunati romanzi in Italia e all’estero. Marco Santagata, dantista e a sua volta narratore, ha svolto un’accurata indagine filologica. Che da Napoli porta alla Normale di Pisa. E torna a Napoli, all’università Federico II”. “Un libro originale che coniuga in modo divertente e piacevole arte e cucina, proponendo 79 ricette, realizzate da alcuni maestri del passato e altrettanti artisti contemporanei”. Libero si è andato a leggere Let’s Bake Art: a tavola con gli artisti, della giovane Mariapia Bruno, che svela i segreti ai fornelli di personaggi Pablo Picasso, Filippo Tommaso Marinetti, Salvador Dalì, Frida Kahlo, Man Ray, Roy Lichtenstein, Christo, Robert Indiana, Steve McCurry, Alex Katz, Paolo Maggis.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • amaryllide

    qualcuno si stupisce che l’house organ del renzismo si sarebbe schierato con la congrega di Roversi Monaco? Io per niente, e questo non fa che confermarmi nell’idea che Blu ha fatto benissimo.

  • Milki

    Una serva ..peccato….bravo Blu!!!