Lo Strillone: Franceschini blocchi la riforma dei Beni culturali sul Corriere della Sera. E poi Istituto centrale per l’archeologia, Stéphane Lissner

“Franceschini blocchi la riforma dei Beni culturali”. Il Corriere della Sera dà voce alla protesta che arriva “dalla due giorni romana convocata da Assotecnici, Associazione Bianchi Bandinelli e Comitato per la Bellezza, proprio per sentire il parere di archeologi, storici dell’arte, architetti, docenti universitari. Sotto accusa la separazione tra tutela e valorizzazione, fra soprintendenze e […]

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Franceschini blocchi la riforma dei Beni culturali”. Il Corriere della Sera dà voce alla protesta che arriva “dalla due giorni romana convocata da Assotecnici, Associazione Bianchi Bandinelli e Comitato per la Bellezza, proprio per sentire il parere di archeologi, storici dell’arte, architetti, docenti universitari. Sotto accusa la separazione tra tutela e valorizzazione, fra soprintendenze e musei ‘che sta provocando un autentico caos nella gestione quotidiana dei Beni culturali’”. Sotto accusa anche “la legge Madia che inquadra le Soprintendenze nelle Prefetture. ‘Così comanderà la politica’, ha sintetizzato Antonio Paolucci, ricordando la sua esperienza di Soprintendente fiorentino e i rapporti del premier Matteo Renzi con quegli uffici: ‘La sua antipatia nei confronti delle soprintendenze viene dagli anni in cui era sindaco. Lui pensava di fare lo scoop mondiale trovando Leonardo sotto gli affreschi del Vasari nel Salone dei ‘500, gli esperti lo hanno fermato’”. “Se lo spirito dei provvedimenti contestati è ‘valorizzare, cioè cavare soldi, dai beni culturali, a cominciare dai musei’, la cultura in Italia – ha ricordato Vittorio Emiliani – resta la Cenerentola. Gli stanziamenti ci collocano al 23° posto in Europa, dopo Cipro e Malta e prima della Romania”.

Archeologia, nasce l’istituto fantasma. Varato il decreto, ma senza annunci ufficiali del ministro”. La Repubblica si occupa di un altro aspetto della riforma Franceschini: “avvolto da una certa vaghezza, è stato partorito l’Istituto centrale per l’archeologia. Un po’ in sordina, per la verità, rispetto agli annunci del ministro Dario Franceschini, il quale contava di attenuare così le critiche che gli archeologi avevano lanciato contro la riorganizzazione del ministero e la soppressione di soprintendenze archeologiche e direzione generale delle antichità. Un decreto è stato varato nella serata di lunedì scorso. Ma tuttora sul sito del ministero compare solo una riga con poche informazioni rimandando le altre a dopo che il decreto sarà registrato dalla Corte dei Conti. Unico dettaglio: l’istituto non sarà guidato da un dirigente di prima fascia, bensì di seconda”. “La Scala è il teatro più celebre e più stressante del mondo“. Parola dell’ex soprintendente Stéphane Lissner, intervistato da La Stampa: “I miei nove anni milanesi? Bellissimi, anche divertenti, ma che pressione“.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.