Lo Strillone: donne artiste contro i dettami della bellezza stereotipata su Il Fatto Quotidiano. E poi Michelangelo, Botticelli Reimagined

“Tutte, in tempi diversi, contro l’obbligo di essere per forza ‘belle’, anzi, seviziandosi e imbruttendosi, ferendosi davanti al pubblico attonito, per ribellarsi ai dettami della bellezza stereotipata. Con caparbietà, misero in scena un rovesciamento radicale dell’immagine della donna, contribuendo a formare una parabola femminile in grado di tradurre una consapevolezza ideologica che ci appare ora, […]

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Tutte, in tempi diversi, contro l’obbligo di essere per forza ‘belle’, anzi, seviziandosi e imbruttendosi, ferendosi davanti al pubblico attonito, per ribellarsi ai dettami della bellezza stereotipata. Con caparbietà, misero in scena un rovesciamento radicale dell’immagine della donna, contribuendo a formare una parabola femminile in grado di tradurre una consapevolezza ideologica che ci appare ora, dopo cinquant’anni, svanita”. Di chi si parla? Delle donne artiste protagoniste della mostra “Gestures – Women in action” visibile fino al 10 Aprile a Merano Arte, a cura di Valerio Dehò, raccontata con grande partecipazione da Claudia Colasanti su Il Fatto Quotidiano: 40 opere, tra fotografie, video, oggetti e collage, che ripercorrono le espressioni più significative della Body Art femminile dagli anni Sessanta ad oggi. “Opere che esplorano il tema del corpo femminile impiegato come mezzo espressivo primario per veicolare un pensiero di protesta e sovvertimento dei valori costituiti, realizzate dalla più importanti esponenti della Body e Performance Art attive già dagli anni Sessanta e Settanta, da Yoko Ono, Marina Abramovic, Valie Export, Yayoi Kusama, Ana Mendieta, Gina Pane, Carolee Schneemann, Charlotte Moorman, Orlan, fino alle esperienze più recenti con Sophie Calle, Jeanne Dunning, Regina José Galindo, Shirin Neshat, Silvia Camporesi e Odinea Pamici”.

Uno studio sui dipinti delle sue mani ipotizza che l’artista sia stato colpito da una degenerazione articolare che gli impediva di muovere le dita”. Il Messaggero torna sulla diagnosi di artrosi avanzata nei confronti di Michelangelo: e informa che potrebbero essere riesumati i resti del Buonarroti, sepolti a Firenze. “Una mostra importante, anzi straordinaria, che apre un canale di conoscenza di uno dei maggiori maestri della storia dell’arte”. La Stampa va invece a Londra, dove al Victoria and Albert Museum si è aperta la mostra “Botticelli Reimagined”, dedicata alle opere di artisti moderni ispiratisi al maestro rinascimentale.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.