Lo Strillone: Caravaggio negato al Quirinale ma spedito a Tokyo su L’Unità. E poi scandalo Reggia di Caserta, la Venere di Cranach

“Prestare Caravaggio, due pesi e due misure”. L’Unità torna sul rifiuto di spostare le Sette opere della Misericordia di Caravaggio dal Pio Monte a Napoli al Quirinale per il Giubileo: e raccoglie l’opinione di Vittorio Sgarbi, il quale intavola un raffronto con i dieci dipinti di Caravaggio esposti fino al 12 giugno al National Museum […]

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Prestare Caravaggio, due pesi e due misure”. L’Unità torna sul rifiuto di spostare le Sette opere della Misericordia di Caravaggio dal Pio Monte a Napoli al Quirinale per il Giubileo: e raccoglie l’opinione di Vittorio Sgarbi, il quale intavola un raffronto con i dieci dipinti di Caravaggio esposti fino al 12 giugno al National Museum of Western Art di Tokyo. Il Bacco degli Uffizi, la Cena di Emmaus dalla Pinacoteca di Brera, l’Ecce Homo di Genova. “Si alza la voce per non spostare un dipinto in mano a privati e non per il Bacco che agli Uffizi vedono in un anno due milioni di persone? Non me lo spiego. È soggezione. Valgono pesi e misure diverse? Nei prestiti d’arte accade storicamente così”.

Reggia di Caserta, lo scandalo non esiste. Lo afferma Il Fatto Quotidiano, secondo cui nella missiva che ha fatto scalpore, visto che pareva che i sindacati rimproverassero il direttore di lavorare troppo, in realtà si leggeva: “II direttore permane nella struttura fino a tarda ora, senza che nessuno abbia comunicato e predisposto il servizio per tale permanenza. Tale comportamento mette a rischio l’intera struttura museale“. Falsa la Venere di Cranach? Aperta un’inchiesta a Parigi. Fabio Isman su Il Messaggero rilancia i dubbi sull’autenticità della “Venere che, comperata nel 2013 dalla galleria inglese Colnaghi per 7 milioni di euro, è andata a infoltire la doviziosa collezione del principe Hans-Adam II del Liechtenstein, a Vaduz e Vienna: esposta a una mostra a Aix-en-Provence fino al 28 marzo, è sospettata di essere un clamoroso falso. Un giudice francese ha aperto un’inchiesta a Parigi, dopo una denuncia anonima”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.