L’”altra” Madrid secondo Primoz Bizjak. Immagini dalla personale del fotografo sloveno (mezzo veneziano) che usa ancora il banco ottico

Primoz Bizjak è un fotografo atipico. Lavora di notte, con apparecchi antichi, come la camera di gran formato o il banco ottico; scatta solo foto analogiche, non le rielabora digitalmente e crea opere di grande formato, a volte anche giganteschi dittici, che sorprendono per la scelta dei soggetti, i colori apparentemente irreali e il punto […]

Primoz Bizjak - Madrid. Mudanzas y reflejos

Primoz Bizjak è un fotografo atipico. Lavora di notte, con apparecchi antichi, come la camera di gran formato o il banco ottico; scatta solo foto analogiche, non le rielabora digitalmente e crea opere di grande formato, a volte anche giganteschi dittici, che sorprendono per la scelta dei soggetti, i colori apparentemente irreali e il punto di vista delle inquadrature. Attraverso un lungo scatto, cattura in un solo istante sulla pellicola gli effetti insoliti dello scorrere del tempo e del cambio della luce durante le ore notturne. Sloveno di nascita, si è formato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e ha perfezionato poi gli studi a Madrid, dove da anni vive e lavora. Bizjak racconta con la macchina fotografica le città dove risiede da un punto di vista soggettivo e del tutto originale: ama gli scenari notturni e soprattutto le architetture vuote, i cantieri abbandonati e i luoghi remoti dell’urbanesimo cittadino, dove sembra che il tempo resti sospeso fra passato e futuro, fra memoria e desolazione. Dal 2005 al 2010 Primoz ha creato un bellissimo progetto dedicato a Venezia e ai suoi dintorni lagunari più nascosti, realizzando un portfolio di immagini dal titolo “Difesa di Venezia”.

CASERME ABBANDONATE, STAZIONI VUOTE, PALAZZI SVENTRATI
Ora è la volta di Madrid. Caserme abbandonate, stazioni vuote, palazzi sventrati dove resta solo una facciata testimone del passato, un cinema che fu teatro, edifici vecchi e nuovi dove la memoria si mischia ai segni della modernità, con la presenza silenziosa di gru, scavatrici, putrelle e grandi tiranti di acciaio. Il paesaggio urbano di Bizjak è davvero inedito anche per chi conosce la città. Insolita anche la scelta di presentare nove lavori di media e grande dimensione, rappresentativi di quindici anni di intensa attività fotografica a Madrid, in uno spazio che non è una galleria vera e propria. La mostra Madrid. Mudanzas y reflejos è prodotta infatti da Tasman Projects, nome dell’associazione che riunisce un gruppo di collezionisti ed appassionati d’arte: le opere del fotografo sloveno sono esposte in un ampio spazio che in realtà è l’ufficio dell’impresa privata di due dei collezionisti coinvolti, alle cui pareti normalmente si può ammirare parte della loro collezione personale. Una location diversa, dunque (che era inclusa tra l’altro tra gli appuntamenti imperdibili del fuori Arco 2016) che è anche un segno tangibile e disinteressato della passione per l’arte del nostro tempo di alcuni privati, al di fuori delle gallerie e dei luoghi istituzionali. Immagini della mostra nella fotogallery…

Federica Lonati

Primoz Bizjak – Madrid. Mudanzas y reflejos
Fino al 20 marzo 2016
Tasman Projects
Calle Ferraz 84 – Madrid
[email protected]

 

 

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.