La demolizione di storici siti culturali diventa un crimine contro l’umanità. Al via all’Aia un processo contro terroristi del Mali che potrebbe passare alla storia

Giornata memorabile per la difesa del patrimonio artistico culturale mondiale, quella di oggi. Mentre in Iraq – ve ne davamo notizia poche ore fa – prende il via il primo corso tenuto dai Carabinieri italiani impegnati nei Caschi Blu della Cultura per formare personale nella difesa dei siti archeologici dalle minacce terroristiche, da l’Aia arriva […]

Edifici presi d'assalto da Ansar Dine nel Mali (da video ibtimes.co.uk)

Giornata memorabile per la difesa del patrimonio artistico culturale mondiale, quella di oggi. Mentre in Iraq – ve ne davamo notizia poche ore fa – prende il via il primo corso tenuto dai Carabinieri italiani impegnati nei Caschi Blu della Cultura per formare personale nella difesa dei siti archeologici dalle minacce terroristiche, da l’Aia arriva l’informazione che la Corte penale internazionale ha iniziato il suo primo processo in cui la demolizione di siti culturalmente significatici potrebbe essere considerato alla stregua di un crimine di guerra. Alla sbarra è finito Ahmad al-Faqi al-Mahdi, membro del gruppo islamico Ansar Dine ritenuto molto vicino ad al Qaeda, che sarebbe responsabile di aver dato ordini relativi alla distruzione di una serie di storici edifici religiosi nel Mali, tra cui una moschea, diversi mausolei e santuari. “La distruzione del patrimonio culturale non è un crimine di seconda categoria: deve essere considerato come una delle strategie messe in atto per cancellare l’identità stessa di un popolo”, ha dichiarato al Guardian Mark Ellis, della International Bar Association, organismo schierato in favore dell’azione della Corte Internazionale.

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.